Breccia corallina

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La breccia corallina è una pietra ornamentale con fondo di colore rossastro, contenente clasti (macchie) di colore giallo, bianco o rosa.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di una breccia calcarea con ematite, con cemento rosso corallo e con clasti di colore avorio (dismicrite), proveniente da cave nella Bitinia, presso il villaggio di Vezirhan (provincia di Bilecik). Altre cave nei pressi hanno prodotto le varietà della breccia nuvolata (con tonalità rosate e giallastre e "nuvole" rosate) e del brocatellone (con cemento dai toni brunastri e clasti giallastri o grigi). Esportata a Roma a partire dalla tarda età augustea, soprattutto per colonne e rivestimenti parietali.

La forma dei clasti è spigolosa con una dimensione centimetrica o decimetrica. È chiamato Marmor Sagarium o Sangarium per la località di provenienza, dal fiume Sagario o Sangario, l'odierno Sakarya.[2]

I manuali di mineralogia e i testi di storia antica catalogano la breccia corallina tra i marmi antichi.[3]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda sulla breccia corallina, su musnaf.unisi.it, 14 maggio 2006 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2006). sul sito del Museo di storia naturale dell'Accademia dei Fisiocritici (collezione dei marmi antichi) e Scheda sulla breccia corallina, su museo.isprambiente.it. Sul sito dell'ISPRA (ex Servizio geologico nazionale).
  2. ^ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, su isprambiente.gov.it.
  3. ^ Gabriele Borghini (a cura di), Marmi antichi, De Luca editori d’arte, 1991, p. 304, ISBN 978-88-8016-181-3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Schede sui marmi antichi, su antichimarmi.it (archiviato dall'url originale il 13 giugno 2016). sul sito di un opificio privato.