'Ndrina Bellocco

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Bellocco)
Famiglia Bellocco
Area di origine Rosarno
Aree di influenza Rosarno, Piana di Gioia Tauro, Nord Italia, Molise, Puglia, Estero
Periodo anni '70 - in attività
Boss Umberto Bellocco ,Gregorio Bellocco,Giuseppe Bellocco.
Alleati Piromalli di Gioia Tauro
Pesce di Rosarno
De Luca di Catanzaro
Attività traffico di droga
riciclaggio di denaro
estorsione
usura
appalto pubblico
infiltrazioni nella Pubblica Amministrazione
Traffico di armi
« Se vogliono sapere dei Bellocco basta andare su Internet che trovano la nostra storia »
(Discussione durante una intercettazione[1])

I Bellocco sono una potente 'ndrina di Rosarno una delle piu potenti della 'ndrangheta, da sempre molto attiva nel narcotraffico, nelle estorsioni e nel controllo delle attività commerciali e imprenditoriali nella Piana di Gioia Tauro in particolare a Rosarno e a San Ferdinando[2], ma anche rapine a mano armata e usura. Il pentito Antonino Belnome afferma che per quanto riguarda l'approvvigionamento della droga attarverso il porto di Gioia Tauro bisognasse fare riferimento ai Mancuso, ai Pesce o ai Bellocco. Questi ultimi si prendevano il 30% della partita in transito o in denaro o in stupefacente[3].

In Italia e in Europa[modifica | modifica wikitesto]

Hanno affiliati e fanno soprattutto affari per quanto concerne l'Italia in Basilicata, Toscana, Liguria e Lombardia ma anche Sicilia, Veneto, Emilia-Romagna, Lazio, Molise e Puglia[4]. All'estero, insieme ai Pesce hanno collegamenti con la criminalità, austriaca, greca, libanese, tedesca e francese.[5]

Hanno stretti legami con la 'ndrina dei Pesce e la cosca satellite degli Ascone; sono alleati con i Molè e i Piromalli[4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La creazione della Sacra Corona Unita negli anni '80[modifica | modifica wikitesto]

Il capobastone Umberto Bellocco conferì il grado di Santista a Giuseppe Rogoli, il quale, col suo permesso e quello di Carmine Alvaro fondò nel 1983 la Sacra Corona Unita.[6] Dal 1993 difatti, si viene a sapere che fu fondata da Giuseppe Rogoli, per volere di Umberto Bellocco (capobastone dell'omonima 'ndrina di Rosarno), e che inoltre all'interno della Sacra Corona Unita vi fossero altri elementi appartenenti alla cosca calabrese, come: Giuseppe Iannelli, Giosuè Rizzi, Cosio Cappellari, Antonio e Riccardo Modeo[6][7]

Gregorio Bellocco, capobastone fino al suo arresto nel 2005, estese l'influenza della cosca in Lombardia nella zona di Varese.

Anni '90 - L'arresto di Umberto Bellocco[modifica | modifica wikitesto]

Le operazioni degli anni '2000 e lo scioglimento del comune di Rosarno nel 2008[modifica | modifica wikitesto]

Le operazioni Nduja, Nasca e Timpano[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 vengono arrestati e condannati nell'operazione 'Nduja Umberto e Domenico Bellocco per traffico di droga, estorsione e uso di manodopera clandestina tra Bergamo e Brescia[8].

Il 5 marzo 2004, con l'operazione Nasca e Timpano si viene a conoscenza di un traffico internazionale di droga, e il cui denaro ricavato da esso veniva riciclato in Belgio e Paesi Bassi. Nel primo, le ndrine avrebbero acquistato ben un intero quartiere di Bruxelles (di cui alcuni edifici costruiti da loro ditte). Le 'ndrine coinvolte sono quelle dei Bellocco e Ascone[9].

L'arresto di Giulio e Gregorio Bellocco[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 febbraio 2005 i carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria e del ROS arrestano in un bunker nella campagna di Rosarno, dopo 9 anni di latitanza, Gregorio Bellocco, 49 anni, capo dell'omonima 'ndrina, allora era nella lista dei 30 latitanti più pericolosi d'Italia. Dal 1996 è accusato di traffico di armi, droga, associazione mafiosa ed in particolare di essere il mandante dell'omicidio del pregiudicato pugliese Franco Girardi, ucciso a Varese il 9 luglio 1982.

un primo tentativo di arresto avvenne ad Anoia nel reggino nel dicembre 2003 ma senza esito positivo[10][11].

Il 18 novembre 2005 vengono arrestati 5 affiliati (tra cui Giulio Bellocco, fratello di Giuseppe) accusati di estorsione aggravata e usura ai danni di commercianti e imprenditori[4]. Il 13 marzo 2005 viene scoperto un bunker a Rosarno, e dopo 4 mesi il Gip di Reggio Calabria emette quattro ordinanze di custodia cautelare per chi proteggeva la latitanza di Gregorio Bellocco.[senza fonte] Il 19 gennaio 2006 vengono arrestate 54 persone affiliate ai Pesce e ai Bellocco dalla squadra mobile di Milano e dal Servizio centrale operativo (Sco) della Direzione centrale anticrimine per narcotraffico in tutta Italia, specialmente a Milano, Treviso, Sondrio, Como, Brescia, Bergamo, Reggio Calabria e Napoli per traffico di droga. L'indagine era cominciata nel 2002, la cocaina veniva importata da Colombia, Brasile, Spagna e Paesi Bassi, l'eroina dai Balcani e l'LSD dai Paesi Bassi[4].

L'operazione Onda Blu[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 gennaio 2006 ha luogo in varie regioni d'Italia: provincia di Como, Sondrio, Brescia, Bergamo, Treviso, Alessandria, Napoli e Reggio Calabria l'operazione Onda Blu dalla Squadra Mobile di Milano con 54 ordinanze di custodia cautelare ai danni dei Pesce-Bellocco per traffico di cocaina ed eroina e associazione a delinquere a stampo mafioso.[12] Il 16 luglio 2007 viene arrestato dalla Sezione Anticrimine di Reggio Calabria con lo Squadrone Eliportato Cacciatori Vibo Valentia a Mileto (Italia) in frazione San Giovanni. Nell'operazione sono anche arrestati Francesco Vinci, Antonino, Cosentino, Pietro Corso, Massimo Lamari, Antonio Pronestì, Giuseppe Fazzari.[13] Il 22 luglio 2009 sono stati arrestati a Rosarno e Bologna 6 presunti affiliati ai Bellocco per traffico di armi e associazione di stampo mafioso[14].

Gli anni 2010: l'operazione Crimine, la morte di Maria Concetta Cacciola e lo scioglimento del comune di San Ferdinando[modifica | modifica wikitesto]

Operazione Crimine del 2010[modifica | modifica wikitesto]

Sempre con l'operazione Crimine Rosarno risulta essere la città con la più alta densità criminale d'Italia.

« A Rosarno ci sono 15 mila abitanti e da alcune intercettazioni ambientali abbiamo scoperto che ci sono almeno 250 affiliati e se ne affacciano non meno di 7 ogni settimana . Se a questi aggiungiamo parenti , amici o conoscenti , significa che la 'ndrangheta controlla la vita dei cittadini con un 'metodo quasi democratico' , senza usare la violenza , perché ha la maggioranza . Mentre Cosa nostra è solo siciliana , la 'ndrangheta è mondiale e in un paesino come Rosarno vanno a presentarsi gli affiliati per chiedere consigli e il rispetto delle regole. Parlo di 'ndranghetisti che arrivano dal resto dell'Italia ma anche dalla Germania e dalla Svizzera che vogliono dirimere delle divergenze o controversie. »
(Giuseppe Pignatone , procuratore capo di Roma già procuratore di Reggio Calabria[15])

La morte di Maria Concetta Cacciola[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 agosto 2011 muore Maria Concetta Cacciola figlia di Michele Cacciola, cognato di Gregorio Bellocco.

Lo scioglimento del comune di San Ferdinando nel 2014 e la condanna di Aurora Spanò[modifica | modifica wikitesto]

Personaggi di spicco[modifica | modifica wikitesto]

Fatti recenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 12 gennaio 2010 vengono eseguite dalla squadra mobile di Reggio Calabria e di Bologna 17 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di presunti affiliati ai Bellocco, già in carcere, tra cui Carmelo Bellocco. Alla cattura è sfuggito Domenico Condello, detto U luongu, Luigi Amante e Francesco Bellocco[1].
  • Il 1º febbraio 2010 la squadra mobile di Reggio Calabria arresta Domenico Bellocco, per detenzione e traffico di droga, associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni; era intento a guardare una partita di calcio in un ristorante di Roma[22].
  • Il 20 aprile 2010 dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Reggio Calabria è stata data esecuzione alla confisca di beni per un valore di 500 000 euro appartenenti al clan[23].
  • Il 15 giugno 2010 Antonio Bellocco è stato condannato a tre anni di reclusione per resistenza, minacce e lesioni a pubblico ufficiale[24].
  • Il 27 luglio 2010 l'Operazione Pettirosso ha permesso di ricostruire tutto il circuito criminale che ha favorito per anni la latitanza di Gregorio e Giuseppe Bellocco, esponenti di vertice della cosca rosarnese considerati tra i trenta ricercati più pericolosi d'Italia[25].
  • Il 26 ottobre 2010 Domenico Bellocco si è presentato al carcere di Palmi dopo 3 mesi di latitanza[26].
  • Il 24 novembre 2012 vengono arrestate 25 persone, tra cui il presunto capo-cosca Michele Bellocco, insieme ad altri presunti affiliati alla cosca, accusati di estorsione, riciclaggio, traffico di armi e di droga. Tutto cominciò quando l'imprenditore milanese Giovanni Fratta chiese aiuto, attraverso i titolari dell'azienda Blue Call anch'essi indagati, alla cosca per riavere denaro dei creditori, i calabresi in cambio pretesero denaro e azioni della società Blue Call, di cui con successive estorsioni e intimidazioni diventarono azionisti di maggioranza[27]. Si viene a conoscenza anche di un principio di faida tra i Bellocco e i Pesce per il predominio sul locale di Rosarno[28]
  • Il 20 dicembre 2012 a Londra viene arrestato in collaborazione Squadra mobile di Milano, Soca (Serious Organised Crime Agency), Scotland Yard e Interpol, il commercialista Emilio Fratto accusato di trasferimento fraudolento di valori e di associazione mafiosa coinvolto e ricercato nell'operazione Blue Call di Novembre dello stesso anno[29]
  • Nel marzo e nel luglio 2013 con le operazioni Tramonto 1 e 2 vengono tratti in arresto una decina di affiliati alla cosca Bellocco operante nel Comune di San Ferdinando (RC) per reati vari tra cui Usura, Estorsione ed Intestazione Fittizia di Beni[30][31]
  • Il 14 febbraio 2014 si conclude l'operazione della procura di Reggio Calabria e Bologna che porta agli arresti di sette persone riconducibili ai Bellocco, tra cui un magistrato di Palmi, già agli arresti domiciliari per un'inchiesta della DDA di Milano[32][33].
  • Il 14 ottobre 2014 i Carabinieri del Comando Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro e della Stazione Carabinieri di San Ferdinando, a conclusione di complessa attività di indagine coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, eseguivano numerose ordinanze di custodia cautelare in carcere contro appartenenti alle cosche di ndrangheta "Bellocco-Cimato" e "Pesce-Pantano" operanti nel centro abitato di San Ferdinando (RC). Tra i reati contestati, oltre all'associazione mafiosa, verranno accertati l'opprimente attività estorsiva contro commercianti della zona, il traffico di sostanze stupefacenti e l'infiltrazione mafiosa nell'ambito del Comune di San Ferdinando. Tra gli altri verranno tratti in arresto il Sindaco, il Vice Sindaco e un ex consigliere di minoranza della locale amministrazione comunale che il 30 ottobre 2014 verrà sciolta per infiltrazione mafiosa. Particolare scalpore fecero le gravi minacce di morte rivolte al Comandante della Stazione Carabinieri di San Ferdinando ed alla sua famiglia.[34][35][36][37][38][39]
  • Il 29 novembre 2015 termina il processo Tramonto con la condanna di Giulio Bellocco a 18 anni di carcere e sua moglie Aurora Spanò a 25. Condannati anche a 3 e 6 mesi il comandante e l'agente della polizia municipale[2]
  • Il 25 ottobre 2016 si conclude l'operazione Rent che scopre la presunta contiguità di 32 persone tra cui 12 imprenditori con esponenti degli Aquino-Coluccio e dei Piromalli e dei Bellocco, i quali sarebbero riusciti ad ottenere i lavori per la costruzione del padiglione della Cina e dell'Ecuador di Expo 2015 a Milano, per la costruzione della rete fognaria della stessa esposizione, della costruzione del centro commerciale di Arese (MI) il Centro. Sono stati inoltre sequestrati beni immobili del valore di 15 milioni di euro in Italia: a Reggio Calabria, Catanzaro, Catania, Bergamo, Bologna, Brescia e Mantova mentre all'estero un immobile in Marocco ed il complesso turistico-sportivo Moliviu ad Pitesti, in Romania, ancora in costruzione del valore di 80 milioni di euro di cui 27 messi in campo dall'Unione Europea. I dominus al centro dell'operazione sarebbe Antonio Stefano. vicino al presunto boss Giuseppe Coluccio, accusato di gestire traffico di droga ed il reinvestimento del denaro illecito gudagnato insieme a Graziano Macrì e Salvatore Piccoli[40].L'operazione è un seguito di Underground.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Blitz a Rosarno contro il clan Bellocco - 14 arresti, in Nuova Cosenza.
  2. ^ a b ‘Ndrangheta: 25 anni di carcere alla moglie, 18 al marito. Aurora Spanò e il terrore mafioso tra pizzo e pestaggi, ilfattoquotidiano.it, 29 novembre 2015. URL consultato il 1 dicembre 2015.
  3. ^ Tutti sotto processo gli affiliati a clan Bellocco Pentito svela traffici attorno al porto di Gioia Tauro, in Il quotidiano del sud, 20 novembre 2015. URL consultato il 2 dicembre 2015.
  4. ^ a b c d Un cartello della ndrangheta gestiva il traffico della coca nel nord Italia, in Nuova Cosenza.
  5. ^ Nicola Gratteri, Fratelli di sangue, Luigi Pellegrini Editore, 2007, ISBN 88-8101-373-8.
  6. ^ a b c Nicola Gratteri, Fratelli di sangue, Luigi Pellegrini Editore, 2007, ISBN 88-8101-373-8.
  7. ^ Enzo Ciconte, Rapporti tra le mafie in Processo alla 'Ndrangheta, Laterza, 1986, ISBN 88-8101-373-8.
  8. ^ Operazione 'nduja, in Blog Controfagotto.
  9. ^ A Bruxelles un intero quartiere comprato dalla 'ndrangheta, in Repubblica.it.
  10. ^ Boss della 'ndrangheta preso nel suo bunker, in Repubblica.it.
  11. ^ Boss della 'ndrangheta preso nel suo bunker, in Repubblica.it.
  12. ^ 'Ndrangheta, blitz contro la cosca Pesce-Bellocco: 54 arresti, in Archivio stampa.
  13. ^ Arrestato il Boss Giuseppe Bellocco, in melitoonline.it.
  14. ^ “Ndrangheta, 6 arresti per traffico di armi a Rosarno e Bologna, in Melitoonline.
  15. ^ 'Ndrangheta: Pignatone, a Rosarno controlla la vita con 'metodo democratico' | Palermo la Repubblica.it
  16. ^ Sciarrone, Mafie vecchie, mafie nuove, p. 174
  17. ^ Gratteri & Nicaso, Fratelli di Sangue, p. 155
  18. ^ PRESO BELLOCCO RE DELLA ' NDRANGHETA, in Repubblica.it.
  19. ^ 'Ndrangheta, arrestato boss. "Uno dei 30 latitanti più pericolosi, in Repubblica.it. URL consultato il 10 ottobre 2010.
  20. ^ Cronaca. Preso dopo dieci anni il latitante Bellocco, in Nuova Cosenza. URL consultato il 10 ottobre 2010.
  21. ^ Arrestato il Boss Giuseppe Bellocco
  22. ^ 'Ndrangheta: Bellocco era in un ristorante a guardare la partita, in CN24.
  23. ^ Confisca di beni per un valore di 500 mila euro a clan Bellocco e Piromalli, in CN24.
  24. ^ Rosarno, Antonio Bellocco condannato a tre anni di reclusione, in CN24.
  25. ^ Quattordici bunker per nascondere i "boss" latitanti, in CN24.
  26. ^ 'Ndrangheta: operazione "Il crimine" latitante si presenta in carcere, in CN24.
  27. ^ 'Ndrangheta all'assalto delle aziende Raffica di arresti da Reggio Calabria a Milano, in Repubblica.it.
  28. ^ Le cosche infiltrate nei call center «Ora l'azienda sarà gestita dallo Stato», in Corriere.it.
  29. ^ 'Ndrangheta, arrestato a Londra commercialista legato alla cosca Bellocco, in Corriere.it.
  30. ^ Operazione Tramonto 2, crimeblog.it.
  31. ^ Operazione Tramonto 1, pianainforma.it.
  32. ^ ‘Ndrangheta, 7 arresti: in manette magistrato, in Corriere.it, 14 febbraio 2014. URL consultato il 14 febbraio 2014.
  33. ^ Gioia Tauro, manette a un magistrato Corruzione e legami con la 'ndrangheta, in Repubblica.it, 14 febbraio 2014. URL consultato il 14 febbraio 2014.
  34. ^ Operazione Eclissi San Ferdinando (RC), pianainforma.it.
  35. ^ Operazione Eclissi San Ferdinando (RC), cn24tv.it.
  36. ^ Operazione Eclissi Minacce al Comandante della Stazione, notizialibera.it.
  37. ^ Sciolto per Mafia il Comune di San Ferdinando (RC), elezioni.calabria.it.
  38. ^ Sotto tutela il Mar. VADALA' Comandante della Stazione Carabinieri di San Ferdinando (RC), corrieredellacalabria.it.
  39. ^ Minacce al Mar. VADALA' Comandante della Stazione Carabinieri di San Ferdinando (RC), ilsole24ore.com.
  40. ^ 'Ndrangheta, "padiglioni Expo e mall di Arese negli affari milanesi gestiti dalla cosca" (foto), in repubblica.it, 25-10-2016. URL consultato il 25-10-2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]