Barbaziano di Ravenna

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San Barbaziano
Mosaico san Barbaziano dalla decorazione dell'abside del Duomo di Ravenna. Museo Arcivescovile
Mosaico san Barbaziano dalla decorazione dell'abside del Duomo di Ravenna. Museo Arcivescovile

Sacerdote

Morte V secolo
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Santuario principale Ravenna, Duomo
Ricorrenza 31 dicembre

Barbaziano (... – Ravenna, V secolo) è stato un religioso attivo a Ravenna al tempo di Galla Placidia. La Chiesa cattolica lo considera un santo e lo ricorda il 31 dicembre.

Agiografia[modifica | modifica wikitesto]

Duomo di Ravenna, sarcofago di san Barbaziano

Quello che sappiamo di Barbaziano è raccontato negli Acta sancti Barbatiani presbiteri et confessoris[1], scritti certamente prima dell'XI secolo, in quanto hanno poi ispirato il sermone LXV di Pier Damiani composto in onore di Barbaziano.

Secondo gli Acta, Barbaziano, antiocheno d'origine, sarebbe giunto a Roma agli inizi del V secolo per dedicarsi a una vita di preghiera e di penitenza nel cimitero di Callisto. Operò numerosi miracoli e la sua fama di santità giunse all'imperatrice Galla Placidia, che lo volle come suo padre spirituale e lo portò con sé a Ravenna. Qui Barbaziano costituì una comunità di monaci ed edificò un monastero (San Giovanni Battista).

Ma gli Acta, è stato dimostrato, sono solo un romanzo agiografico, composto da un ignoto romano residente a Ravenna, che avrebbe assemblato una serie di vicende e di miracoli da altri santi, forse in occasione delle traslazione dei resti del santo dal monastero alla Cattedrale.

Secondo il Testi Rasponi, Barbaziano fu in realtà un prete ravennate del Monastero di San Giovanni Battista, morto dopo Teodorico (m. 526) e poi venerato dai ravennati.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Il Martirologio Romano celebra la sua memoria il 31 dicembre: "A Ravenna, san Barbaziano, sacerdote".

Alla morte di Barbaziano tanto l'imperatrice, Galla Placidia, quanto il vescovo di Ravenna, Pier Crisologo, si sarebbero curati che egli venisse tumulato nel suo monastero, che poi si sarebbe chiamato dei SS. Giovanni e Barbaziano.

Le sue reliquie sono conservate nella cattedrale di Ravenna in un sarcofago del VI secolo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ testo critico e analisi pubblicati da Lanzoni, 1909. Lanzoni considera gli Acta posteriori al IX secolo e dipendenti dal Liber Pontificalis di Agnello ravennate

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
  • Anonimo, Vita sancti Barbatiani Ravennae presb. (Biblioteca Hagiographica Latina, ms. 972), (collocazione)
Fonti secondarie
  • Santi Muratori, I sarcofagi ravennati di san Rainaldo, di san Barbaziano e del beato Pietro Peccatore e le ultime ricognizioni, in "Bollettino d'arte del Ministero della p. istruzione", a. 2, n. 9 (set. 1908).
  • Francesco Lanzoni, Gli "Acta sancti Barbatiani presbiteri et confessoris", in "Rivista di scienze storiche", VI, (1909), pp. 636-658 e 713-734
  • Sante Ghigi, Chiesuola dei ss. Giovanni Battista e Barbaziano in Ravenna, secolo V e traslazioni del corpo di s. Barbaziano, in "Rivista di scienze storiche", VI (1909).
  • Alessandro Testi-Rasponi, La Chiesa di Ravenna da Onorio a Teodorico, in "Felix Ravenna", XXX (1925), pp. 5-22.
  • Vio Cornacchia, Due santi medici romagnoli poco noti sant'Ursicino e san Barbaziano, in "La piè", n.7-8 luglio agosto 1953.
  • Lucchesi, voce: Barbaziano di Ravenna, in Bibliotheca Sanctorum, II, coll. 772-774
  • Giuseppe Bovini, La recente identificazione del "Monasterium sanctorum Johannis et Barbatiani" d'età placidiana a Ravenna, in "Starinar, revue de l'Institut archeologique de Beograd", nouvelle serie, XX (1969), pp. 23-24.
  • Giovanni Gardini, Le sepolture di Rinaldo, Barbaziano e Pietro Peccatore a Ravenna. Il culto e gli arredi funerari alla luce delle ricognizioni e dei documenti d'archivio, in "Studi romagnoli", LXIII (2012), pp. 781-804.

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