Arrangiamento in grigio e nero, ritratto n. 1

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Arrangiamento in grigio e nero, ritratto n. 1
Whistlers Mother high res.jpg
AutoreJames McNeill Whistler
Data1871
Tecnicaolio
Dimensioni144.3×162.4 cm
UbicazioneMuseo d'Orsay, Parigi

Arrangiamento in grigio e nero, ritratto n. 1 (Arrangement en gris et noir n. 1), anche detto La madre di Whistler (Portrait de la mère de l'artiste), è un dipinto del pittore americano James Abbott McNeill Whistler, realizzato nel 1871 e conservato al Museo d'Orsay di Parigi.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

James Abbott McNeill Whistler, Arrangiamento in grigio e nero, ritratto n. 2 (1873); olio su tela, 171×143.5 cm, Kelvingrove Art Gallery and Museum, Glasgow

Fortuna critica[modifica | modifica wikitesto]

È stata Anna McNeill Whistler, madre dell'artista, a posare per questo dipinto nell'appartamento di Cheyne Walk del figlio, a Chelsea. L'aneddotica che gravita intorno all'opera è molto densa: pare, infatti, che Whistler decise di ritrarre l'anziana madre solo perché un'altra modella non si era presentata all'appuntamento. Altri, addirittura, avanzano l'ipotesi che la madre di Whistler sia ritratta seduta, e non stante, a causa delle sue difficoltà a stare in piedi.[1]

Comunque sia, Whistler portò a compimento l'opera nel 1872, per poi sottoporla nello stesso anno all'esposizione annuale dell’Accademia Reale delle Arti a Londra. Il quadro, tuttavia, fu respinto per l'ennesima volta. La sensibilità vittoriana, infatti, non tollerava l'esistenza di un dipinto privo di fini didascalici o moralistici, quale era per l'appunto l'Arrangiamento in grigio e nero di Whistler: fu per questo motivo che molti critici, disturbati dall'assenza di narrazione, avanzarono il titolo alternativo Ritratto della madre di Whistler. Molti critici si scatenarono e alcuni malignarono persino che il dipinto, «frutto di un eccentrico», raffigurerebbe addirittura una Anna McNeill Whistler post mortem.[2] Malgrado la virulenza di certi giudizi l'opera trovò un estimatore prezioso in Thomas Carlyle, celebre saggista britannico che accettò di farsi ritrarre da Whistler a patto che riproducesse gli stilemi impiegati nell'Arrangiamento in grigio e nero, ritratto n. 1: fu così che venne eseguito l'Arrangiamento in grigio e nero, ritratto n. 2.

Nel 1891, un ventennio circa dopo la realizzazione dell'opera, il museo del Lussemburgo in Francia acquisì nelle proprie collezioni l'Arrangiamento in grigio e nero, ritratto n. 1 whistleriano. Whistler, dunque, vide una propria opera essere consacrata all'ufficialità del museo, per di più prestigioso come quello del Lussemburgo. La sua rivalsa contro la grettezza e la superficialità dei critici londinesi si era finalmente compiuta, e Whistler era assolutamente estatico. Di seguito si riporta un suo commento espresso nel dicembre del 1864:

(EN)

« Just think — to go and look at one’s own picture hanging on the walls of Luxembourg—remembering how it was treated in England—to be met everywhere with deference and treated with respect…and to know that all this is…a tremendous slap in the face to the Academy and the rest! Really it is like a dream »

(IT)

« Pensateci un attimo: vedere un proprio dipinto appeso sulle pareti del museo del Lussemburgo e, memore di come è stato trattato in Inghilterra, assistere a tutti i visitatori che vi si rapportano con deferenza e rispetto .. per non pensare al tremendo schiaffo in faccia ai critici dell'Accademia di Londra, e a tutto il resto! Veramente, è come stare in un sogno »

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Si riporta di seguito il commento della critica d'arte Martha Tedeschi:

Francobollo americano dedicato al dipinto di Whistler
Il Mother's Memorial ad Ashland
Poster
(EN)

« Whistler's Mother, Wood's American Gothic, Leonardo da Vinci's Mona Lisa and Edvard Munch's The Scream have all achieved something that most paintings—regardless of their art historical importance, beauty, or monetary value—have not: they communicate a specific meaning almost immediately to almost every viewer. These few works have successfully made the transition from the elite realm of the museum visitor to the enormous venue of popular culture »

(IT)

« La madre di Whistler, l'American Gothic di Wood, la leonardesca Gioconda e L'urlo di Munch sono tutti dipinti che hanno raggiunto un obbiettivo impenetrabile per altre opere, a prescindere dalla loro importanza storica, dalla loro bellezza, o dal loro valore di mercato. Ebbene, questi dipinti comunicano un significato specifico con rara immediatezza a quasi ogni osservatore e, partendo dalle sale dei musei, sono approdate con successo nell'immaginario della cultura popolare »

Il commento della Tedeschi riassume in nuce lo straordinario successo vissuto dal dipinto. Si tratta infatti del più importante dipinto americano esposto al di fuori degli Stati Uniti e, nonostante gli intenti originari dell'autore, è stato assunto come simbolo della maternità, del cordoglio, del rigore morale dei Puritani. Altrettanto vasta è stata l'eco figurativa del dipinto, i cui stilemi sono ripresi e variati nel Ritratto di Bessie di Albert Herter e nel Ritratto della madre di Henry Ossawa.[1] L'opera ha ispirato anche le ricerche di Claude Debussy, compositore che partendo dall'estetica whistleriana si propose di unire il fascino musicale dei suoi pezzi con precise suggestioni visive, nell'indefessa ricerca del «colore del suono». Al Ritratto della madre di Whistler, tuttavia, sono stati dedicati anche monumenti, omaggi filatelici, locandine, e innumerevoli altri prodotti.

Con l'avvento della cultura di massa, poi, l'Arrangiamento in grigio e nero, ritratto n. 1 è uscito dagli ambiti più strettamente letterari ed è approdato anche nella cinematografia. Il riferimento più celebre lo si ha in Mr. Bean - L'ultima catastrofe, dove il maldestro personaggio interpretato da Rowan Atkinson viene mandato a sovrintendere all'esposizione della Madre di Whistler in California: egli, tuttavia, finirà per rovinare accidentalmente l'inestimabile dipinto, dando il via a una serie di rocambolesche avventure.[3] La Madre di Whistler, in ogni caso, compare anche in film come Sing and Like It, Il pranzo di Babette, e Piovono polpette 2 - La rivincita degli avanzi, oltre che in diversi episodi della serie televisiva I Simpson.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Particolare del volto della madre, incorniciato da una cuffietta bianca

Come abbiamo già accennato la donna effigiata in questo Arrangiamento è Anna McNeill Whistler. Era costei la più perfetta incarnazione degli ideali vittoriani del tempo: era infatti una donna pia, remissiva, totalmente coinvolta nelle faccende domestiche eppure animata da una grande abnegazione e forza di volontà, a tal punto da non farsi vincere dalle avversità della vita anche quando perse il marito e tre dei suoi bambini. Viaggiò parecchio e, oltre a essere stata testimone degli orrori della guerra civile americana, ebbe anche modo di apprezzare l'eclettico cenacolo di pittori che si riuniva intorno al figlio James, e che descrisse nei termini di «un gruppo artistico benvoluto, visionario e surreale, eppure molto affascinante».[2]

In quest'opera, nota a ragione come «Gioconda Vittoriana»,[4] Whistler porta la sua dottrina estetica alle sue estreme conseguenze. L'Arrangiamento in grigio e nero, infatti, non ha preoccupazione di carattere morale o utilitaristico, bensì ha come fine primo e ultimo solo sé stessa. Lo spiega lo stesso Whistler nel suo libretto La nobile arte di farsi nemici [The Gentle Art of Making Enemies]:

(EN)

« Art should be independent of all clap-trap—should…appeal to the artistic sense of eye or ear, without confounding this with emotions entirely foreign to it…Take the picture of my mother…as an Arrangement in Grey and Black. Now that is what it is…what can or ought the public care about the identity of the portrait? »

(IT)

« L'arte deve essere autonoma e al di fuori di ogni clap-trap: dovrebbe far richiamo solo al senso artistico dell'occhio o dell'orecchio, senza confonderlo con emozioni del tutto estranee ad esso [...] Prendete, ad esempio, il ritratto di mia madre, in realtà un Arrangiamento in grigio e nero: ebbene, quell'opera è come appare [...] cosa dovrebbe mai importarsene il pubblico dell'identità della ritrattata? »

(James Abbott McNeill Whistler[5])

Vane, pertanto, sono risultate le spasmodiche ansietà interpretative dei critici, che vi hanno individuato addirittura una celebrazione della madre puritana, dal carattere rigorosamente protestante e dignitoso ma che comunque si sottomette al genio artistico del figlio. Nell'opera, anzi, Whistler prende notevolmente le distanze dall'estetica realista e dà vita a un'immagine suggestiva, molto allusiva, vicina alla poetica simbolista e carica di suggestioni musicali (esplicate, d'altronde, nel titolo stesso: «Arrangiamento in grigio e nero»). L'opera, in effetti, è fortemente geometrizzata e si struttura su un sapiente intreccio di linee verticali (descritte dalla tenda) e orizzontali (individuate dal pavimento, dalla fase sul muro e dal quadretto ivi appeso).[6] Altrettanto sobria è la tavolozza dell'opera, imperniata sull'accordo di pochissime note cromatiche, il bianco, il grigio e il nero, che contribuiscono ad arricchire il rigore formale dell'intera composizione e a delineare il carattere .[7]

Il minimalismo coloristico dell'opera è accompagnato da una voluta povertà di dettagli. Il lungo abito nero indossato dalla madre, infatti, non lascia intravedere le forme del corpo sottostante: con questa sapiente stilizzazione Whistler si ricollega all'antichissima tradizione delle stampe giapponesi, da sempre più attente agli accordi dei colori e delle forme che a una severa referenzialità descrittiva. L'amore che Whistler nutriva per il Giappone e per la sua arte trova poi un'ulteriore espressione tangibile nel tendaggio a sinistra, decorato per l'appunto con motivi floreali.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) James Abbott McNeill Whistler, The Art Story.
  2. ^ a b (EN) Symphony in Grey and Black, No. 1: Portrait of the Artist’s Mother, DIA (archiviato dall'url originale il 15 febbraio 2015).
  3. ^ Di seguito viene riportata la buffa analisi che Mr. Bean fornisce dell'opera:

    « Salve, sono il dottor Bean, a quanto pare... il mio lavoro consiste nello stare seduto a guardare i dipinti. Dunque, cosa posso dire di aver appreso in particolare su questo dipinto [Arrangiamento in Grigio e Nero No.1]? Be', in primo luogo... che è un quadro bello grosso... un pregio straordinario perché se fosse stato molto piccolo, che so... microscopico, nessuno temo avrebbe mai potuto vederlo e sarebbe stato un enorme peccato. Oh, in secondo luogo - e con ciò mi avvio alla conclusione della mia analisi di questo dipinto... [...] questo quadro vale tutti i soldi che è stato pagato perché... è una immagine della madre di Whistler e come ho imparato, frequentando la casa del mio miglior amico David Langley e della sua famiglia, le famiglie sono molto importanti. E anche se il signor Whistler era pienamente consapevole che sua madre era un'orrenda vecchia baldracca sempre ingrugnata, quasi che avesse un cactus in mezzo alle chiappe, lui le rimase accanto e trovò anche il tempo di dipingerle questo magnifico apprezzato ritratto, che non è solo un quadro, è anche l'immagine di una decrepita vacca inacidita alla quale però lui voleva un gran bene e questo è meraviglioso, o perlomeno è quello che io penso »

  4. ^ Modern painters, vol. 7, London, Fine Art Journals, 1994, p. 26, ISSN 0953-6698 (WC · ACNP).
  5. ^ James Abbott McNeill Whistler, The Gentle Art of Making Enemies, Dover Publications. .
  6. ^ Accordi in grigio e in nero n° 1 (Ritratto della madre), Finestre sull'arte, 11 maggio 2014.
  7. ^ (ITFRENDEESPTRUJALZHKO) Arrangement en gris et noir n°1, dit aussi Portrait de la mère de l'artiste [Combinazione in grigio e nero n°1 detto anche Ritratto della madre dell'artista], Parigi, musée d'Orsay. URL consultato il 2 aprile 2017.

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