Arghandab

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Arghandab
Aerial photograph of Helmand River at Gereshk in 2011.jpg
Foto aerea dell'Arghandab nella provincia di Kandahar
StatoAfghanistan Afghanistan
Lunghezza562[1] km
Bacino idrografico52 955[1] km²
Altitudine sorgente3 900 m s.l.m.
NasceKūh-e Ṣafīd (Hazarajat)
32°46′48″N 66°54′36″E / 32.78°N 66.91°E32.78; 66.91
SfociaHelmand
31°26′37″N 64°22′59″E / 31.443611°N 64.383056°E31.443611; 64.383056
Mappa del fiume
Mappa del fiume

L'Argandāb o Arghandāb Rōd[2] è un fiume dell'Afghanistan, lungo 400 km. Nasce nell'Hazarajat, presso la città di Ghazni, e scorre in direzione sud-ovest fino a confluire nel fiume Helmand, di cui è il maggior affluente, presso Lashkar Gah, 30 km a valle di Girishk.

Nella parte bassa del corso del fiume l'acqua viene ampiamente sfruttata per l'irrigazione e la valle è coltivata e popolata.

Non è chiaro se l'antico Arachotus sia riconducibile all'Arghandab o al suo principale affluente, il Tarnak, che gli scorre parallelo. Le rovine a Ulan Robat, che si suppone rappresentino la città di Arachosia, sorgono nel suo bacino; il lago conosciuto come Ab-i-Istada, probabilmente il lago Arachotus, è vicino alla sorgente del Tarnak, sebbene non comunichi con questo. Sul Tarnak sorge una diga che ha la funzione di poter regolare l'irrigazione e nella stagione estiva diventa quasi asciutto.

Nel 2015 si è conclusa la prima fase del progetto per riattivare la diga di Dahla (31°50′58″N 65°53′19″E / 31.849444°N 65.888611°E31.849444; 65.888611). Seconda diga più grande dell'Afghanistan e costruita nel 1952.[3][4]

Veduta aerea della diga di Dahla (2012)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Arḡandāb river, su iranicaonline.org. URL consultato il 27 febbraio 2019.
  2. ^ Arghandāb Rōd (river), su getty.edu. URL consultato il 28 febbraio 2019.
  3. ^ (EN) Dahla Dam project first phase nears completion, su pajhwok.com. URL consultato il 28 febbraio 2019.
  4. ^ (EN) World Bank, ADB sign agreement to co-finance Kandahar's Dahla Dam rehabilitation project, su 1tvnews.af. URL consultato il 28 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 1º marzo 2019).

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