Conservatore dei beni architettonici ambientali

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Il conservatore dei beni architettonici e ambientali chiamato anche architetto conservatore, è una figura professionale introdotta in Italia nel 2001 dal Decreto del Presidente della Repubblica n.328 del 5 giugno 2001[1] (Nonostante il Corso di laurea in storia e conservazione dei beni architettonici e ambientali, originariamente quadriennale e poi tramutato in 3+2 esistesse già svariati anni prima di tale data) iscritta nella sezione A, settore D (Settore: "Conservazione dei beni architettonici e ambientali") dell'Albo professionale dell'"Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori". Gli spetta il titolo di "conservatore dei beni architettonici e ambientali". L'iscrizione all'albo è subordinata al superamento di uno specifico esame di stato, al quale si è ammessi con la laurea specialistica in restauro, conservazione e valorizzazione dei beni architettonici e ambientali (Classe LM-10: classe delle lauree magistrali in conservazione dei beni architettonici e ambientali, ex classe 10-S)

Le competenze assegnate comprendono in modo specifico "la diagnosi dei processi di degrado e dissesto dei beni architettonici e ambientali e l'individuazione degli interventi e delle tecniche miranti alla loro conservazione"[2]

Il percorso formativo sperimentale, varato nell'anno accademico 2000/2001 inseriva la laurea triennale in storia e conservazione dei beni architettonici ed ambientali in Classe 4 (scienze dell'architettura e dell'ingegneria edile) con la successiva possibilità di iscrizione all'albo professionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, dietro il superamento del relativo esame di stato, alla sezione B settore A e di svolgere le competenze dell'architetto junior

Il percorso formativo attualmente in vigore (nuovo ordinamento) prevede il conseguimento della laurea triennale in storia e conservazione dei beni architettonici ed ambientali (Classe L-43: Classe delle lauree in tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali) e il successivo biennio in restauro conservazione e valorizzazione dei beni architettonici e ambientali (Classe LM-10: Classe delle lauree magistrali in conservazione dei beni architettonici e ambientali).

Viste le variazioni di classe che il corso di laurea ha subito negli anni, con il mutamento della laurea triennale da Scienze dell'Architettura e dell'Ingegneria Edile (Classe 4) a Classe delle lauree in tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali (Classe L-43) mantenendo tuttavia inalterata la classe del percorso specialistico (Classe LM-10: classe delle lauree magistrali in Conservazione dei Beni Architettonici e Ambientali, ex classe 10-S) il professionista in possesso della laurea triennale in Scienze dell'Architettura e dell'Ingegneria Edile, dietro il superamento dello specifico esame di stato e il professionista in possesso della laurea specialistica e/o magistrale, laureatosi con l'ordinamento precedente alla variazione di classe che il medesimo corso di laurea ha subito negli anni e senza il superamento dello specifico esame di stato del professionista triennale (impossibilità di retroattività della legge), possono svolgere le competenze dell'Architetto Junior.

È da notare che nel D.P.R. 328/2001 Non è previsto il titolo professionale di "architetto conservatore" ma, distintamente, quello di "architetto" e quello di "conservatore dei beni architettonici e ambientali" le cui competenze sono disciplinate dal 1° e 4° comma dell'art. 16 del D.P.R. 328/2001 e non di meno dall'art. 3 comma 5° delle norme generali dello stesso DPR n. 328.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 5 giugno 2001, n. 328, in materia di "Modifiche ed integrazioni della disciplina dei requisiti per l'ammissione all'esame di Stato e delle relative prove per l'esercizio di talune professioni, nonché della disciplina dei relativi ordinamenti"
  2. ^ 5 giugno 2001, n. 328, in materia di "Modifiche ed integrazioni della disciplina dei requisiti per l'ammissione all'esame di Stato e delle relative prove per l'esercizio di talune professioni, nonché della disciplina dei relativi ordinamenti"(capo III, articolo 16, comma 4).