Api e fuchi al tribunale della vespa

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Api e fuchi al tribunale della vespa
Titolo originaleApes et fuci vespa iudice
AutoreFedro
1ª ed. originaleI secolo
Genereracconto
Sottogenerefavola
Lingua originale latino
SerieFabulae

Api e fuchi al tribunale della vespa (Apes et fuci vespa iudice) è la tredicesima favola del terzo libro delle Fabulae di Fedro, scritte nel I secolo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Le api avevano costruito dentro una vecchia quercia i loro favi, ma i fuchi nullafacenti li arrogavano a sé. La questione fu portata in un tribunale, con giudice la vespa. Dato che l'insetto ben conosceva la loro indole, disse loro che, essendo uguali per forma e colore, dovevano prendere delle arnie e fabbricare nei favi del nuovo miele, dal sapore identico al precedente. Solo dal risultato si sarebbe capito chi era il vero autore del miele. I fuchi si rifiutarono, così la vespa pronunciò il verdetto finale: "È chiaro a tutti coloro che possono farlo e coloro che non possono, perciò sia restituito il loro frutto alle api".

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