AltaVista

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AltaVista
sito web
Logo
URLwww.altavista.com e www.altavista.digital.com
Tipo di sitomotore di ricerca
LinguaInglese
Commerciale
ProprietarioYahoo!
Creato daDigital Equipment Corporation
Lancio15 dicembre 1995
Stato attualedismesso

AltaVista è stato un motore di ricerca ideato dalla Digital Equipment Corporation (DEC), uno dei primi motori di ricerca veloci della rete. Venne realizzato nei laboratori di ricerca a Palo Alto, in California che disponevano di elaboratori con CPU Alpha AXP con architettura hardware a 64 bit. Dall'8 luglio 2003 è stato sostituito dal motore di ricerca Yahoo![1][2][3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema di ricerca di pagine su Internet era un esercizio di potenza per un nuovo calcolatore; AltaVista fu, prima dell'avvento di Google, il più rapido motore di ricerca presente sul mercato, con un tempo medio di ricerca di circa 0,7 secondi[1]. Dopo alcune prove all'interno della Digital, il 15 dicembre 1995 AltaVista fu reso disponibile al pubblico ed ebbe un successo strepitoso dovuto alla velocità di risposta, praticamente immediata. In un solo anno raggiunse la vetta dei 25 milioni di utenti mensili, superando Excite e Lycos. Il dominio altavista.com non apparteneva originariamente alla Digital ma ad una piccola società di software il cui sito, successivamente al lancio del motore di ricerca, cominciò a ricevere milioni di visite. Il motore di ricerca era raggiungibile al dominio altavista.digital.com[4][5].

Le vicende successive non furono tuttavia fortunate, a causa di scelte strategiche dimostratesi non appropriate e ai cambi di proprietà. Nel 1996 divenne fornitore esclusivo delle ricerche di Yahoo! (sostituito poi da Google). Nel 1998 la Digital venne acquistata dalla Compaq e AltaVista diventò un portale. Alla fine del 2002 ci fu un suo rilancio con la nascita del primo traduttore automatico nelle principali lingue europee, accessibile a tutti: Babel Fish, primo ad offrire traduzioni in tempo reale di pagine web. Fu anche il primo motore di ricerca di immagini e anche il primo motore di ricerca multilingue. L'ascesa di Google fermò questi tentativi di recupero di fette di mercato[6][7].

Nel 2003 AltaVista divenne proprietà di Yahoo!, quando questa acquisì Overture. Il database e parte delle tecnologie di ricerca di AltaVista confluirono successivamente in Yahoo! Search. Il 31 gennaio 2009 scompare dal sito la sezione di ricerca dedicata ai contenuti video. Nel 2010 Yahoo! procede[8] alla progressiva integrazione dei propri servizi di ricerca trasformando AltaVista in una semplice interfaccia alternativa per l'accesso a Yahoo! Search. Yahoo!, sotto la guida del CEO Marissa Mayer, ha deciso di chiudere il servizio l'8 luglio 2013. La società ha deciso di chiudere altri 11 servizi fra il 28 giugno e il 28 settembre 2013[9][10][11][12][13][14][15].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Altavista: The Rise & Fall of The Biggest Pre-Google Search Engine, su digital.com. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  2. ^ Search engine rankings on Alta Vista: a brief history of the AltaVista search engine, su websearchworkshop.co.uk.
  3. ^ Chris Sherman, What's In A (Search Engine's) Name?, su searchenginewatch.com, October 8, 2003.
  4. ^ The AltaVista Search Revolution, 2nd, Osborne/McGraw-Hill, May 1, 1998, ISBN 978-0078824357.
  5. ^ Andrew Alleman, Viking Office Products Tries to Take Sentimental Domain Name from Altavista Inventor's Widow, in Domain Name Wire, June 1, 2011.
  6. ^ Peter H. Lewis, Digital Equipment Offers Web Browsers Its 'Super Spider', in The New York Times, December 18, 1995.
  7. ^ Template:Cite newsgroup
  8. ^ (EN) Amir Efrati, Yahoo Plans to Shut AltaVista, Other Sites, su WSJ.com, 17 dicembre 2010. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  9. ^ Short History of Early Search Engines, in The History of SEO.
  10. ^ Modern Information Retrieval: The Concepts and Technology behind Search, Addison-Wesley/ACM Press, 2010, pp. 374, 390, ISBN 978-0321416919.
  11. ^ John Battelle, The Search: How Google and Its Rivals Rewrote the Rules of Business and Transformed Our Culture, Portfolio publishing, September 14, 2006, ISBN 978-1857883626.
  12. ^ Ronald Barba, The Top 20 Most Popular Websites: 1996 to the Present [INFOGRAPHIC], su tech.co, December 26, 2014.
  13. ^ Susan Feldman, The Internet Search-Off, in Information Today.
  14. ^ Graph structure in the web (paper presented to the 9th International WWW Conference, Amsterdam, May 2000) (PDF).
  15. ^ Penelope Patsuris, Don't Count AltaVista Out Yet, in Forbes, October 20, 2000.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]