Algoritmo di fattorizzazione di Shor

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L'algoritmo di fattorizzazione di Shor è un algoritmo ideato da Peter Shor nel 1994 per risolvere il problema della fattorizzazione dei numeri interi in numeri primi.

Su un computer quantistico questo algoritmo ha una complessità computazionale polinomiale o, più correttamente, BQP (Bounded error Quantum Polynomial time): i fattori sono trovati con margine d'errore arbitrariamente piccolo in tempo polinomiale nella lunghezza dell'intero di input.

Riduzione del problema[modifica | modifica sorgente]

Sia n il numero da fattorizzare. Il problema di fattorizzarlo in fattori primi si può ridurre a massimo log(n) problemi di fattorizzazione binaria in numeri non per forza primi.

Viene scelto un numero a<n tale che a sia coprimo con n: l'MCD tra i due vale dunque 1.

Si definisce una successione sugli interi positivi k:

f(k)= a^k\pmod n

vale che uno dei termini della successione è pari ad uno, e i seguenti si ripetono in modo periodico, ossia

f(k+t)=f(t) per gli interi k>r e per un dato periodo t.

r è il più piccolo intero per cui f(r)=a^r\pmod n=1, e si dice ordine moltiplicativo di a modulo n. È anche pari al periodo della successione.

Se r è pari, almeno un fattore di n si trova tra i due numeri

  • MCD ( (a^{r/2}+1), n )
  • MCD ( (a^{r/2}-1), n )

infatti

a^r = 1\pmod n
(a^{r/2})^2 -1 = 0\pmod n
(a^{r/2}+1)*(a^{r/2}-1) = 0\pmod n


Ad esempio con n=143, e scegliendo a=21, l'ordine è 4 (f(4)= 21^4\pmod {143} = 1).
Vale (21^{4/2}-1)(21^{4/2}+1)=0\pmod {143}=> 440\cdot442=0\pmod {143}.
I MCD tra i due termini ed n sono i candidati fattori primi:

MCD(440,143)= 11
MCD(442,143)= 13

che sono effettivamente i fattori di n, 11 e 13.

Calcolo dell'ordine[modifica | modifica sorgente]

Individuare l'ordine è un problema di cui non si conosce una soluzione deterministica efficiente con un computer classico. L'introduzione di Peter Shor è quella di un algoritmo quantistico in grado di fornire l'ordine r in tempo polinomiale nella dimensione di n. L'algoritmo utilizza la codifica e l'estrazione di informazioni (tramite la trasformata di Fourier quantistica) dalle fasi relative tra gli stati quantistici (qubit), proprietà che non ha un equivalente classico.

Esistono diverse versioni dell'algoritmo. Quella presentata da Shor nel 1994 è la seguente:

  1. Si considerino due registri, di q ed m qubit. Il primo sia inizializzato alla rappresentazione binaria di |0\rangle, ossia |0\rangle^{\otimes q}. Il secondo a |1\rangle, rappresentato su m cifre come |0\rangle^{\otimes m-1}|1\rangle.
  2. Sul primo registro si opera una porta di Hadamard a q qubit. Il primo registro si trova così in uno stato (|0\rangle + |1\rangle)^{\otimes q} (si omettono le normalizzazioni). Si può osservare che questo stato è la sovrapposizione uniforme di tutti gli stati che codificano per numeri x<2^q.
  3. Il primo registro controlla l'azione di U_a^x sul secondo. L'operatore si definisce come U_a|y\rangle=|ya\pmod n\rangle.
    L'operatore U_a è una radice r-esima dell'identità, dove r è l'ordine moltiplicativo di a modulo n, ha quindi autovalori del tipo e^{i2\pi\frac{k}{r}} per 0\leq k<r. Si può mostrare che la sovrapposizione omogenea degli autostati è esattamente lo stato |1\rangle. Far controllare l'azione di U_a^x allo stato del primo registro, in sovrapposizione di tutti gli x<2^q fa in modo che le fasi e^{i2\pi\frac{k}{r}} compaiano nello stato finale.
  4. La trasformata di Fourier quantistica estrae queste fasi e le rende misurabili in base computazionale sul primo registro.

Diverse ripetizioni dell'algoritmo forniscono varie stime di \frac{k_i}{r}, da cui si può riconoscere r. Il k misurato ad ogni esecuzione è casuale, tra tutti quelli minori di r: da solo può risultare fuorviante (ad esempio se divide r).

Efficienza[modifica | modifica sorgente]

L'algoritmo presentato ha complessità di ordine \log^2N \cdot \log \log N \cdot \log\log \log N. La restante parte della fattorizzazione, espressa sopra, è comune agli algoritmi classici ed è già efficiente: l'accelerazione che l'algoritmo di Shor dà al problema del calcolo dell'ordine, quindi, rende efficiente l'intero algoritmo di fattorizzazione.

L'algoritmo, tuttavia, non è deterministico, ed ha una probabilità di successo minore di 1: si può comunque ripeterne l'iterazione per abbassare la soglia d'errore.

Implementazione[modifica | modifica sorgente]

Non esiste una macchina quantistica scalabile che implementi la versione descritta dell'algoritmo di Shor. Versioni compilate, ossia ridotte per casi specifici, sono invece già state eseguite: ad esempio su sistemi ottici lineari, dove i qubit sono codificati nella polarizzazione dei fotoni.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Shor, P. W. (1994). "Algorithms for quantum computation: Discrete log and factoring". In "Proceedings of the 35th Annual Symposium on the Foundations of Computer Science", pagine 124-134. IEEE Computer Society Press.
  • (EN) Phillip Kaye, Raymond Laflamme, Michele Mosca, Finding-Orders in An introduction to quantum computing, Oxford, Oxford University Press.


Voci correlate[modifica | modifica sorgente]