Adrian Smith

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Adrian Smith
Adrian Smith 2003.jpg
NazionalitàRegno Unito Regno Unito
GenereHeavy metal[1][2][3]
NWOBHM[1][2][4]
Periodo di attività musicale1972 – in attività
Strumentochitarra
EtichettaEMI
Sanctuary
Columbia
Portrait Records
Capitol
Epic
CMC International
Gruppo attualeIron Maiden
Album pubblicati28
Studio16
Live8
Raccolte4

Adrian Frederik Smith (London Borough of Hackney, 27 febbraio 1957) è un chitarrista britannico noto per la sua militanza nel gruppo heavy metal Iron Maiden.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un pittore, Adrian trascorre una infanzia tranquilla, tra la passione per la musica e per il calcio (è un grande tifoso del Manchester United). Quando a 15 anni gli viene regalato il disco Machine Head dei Deep Purple, Adrian diviene desideroso di emulare il grande chitarrista Ritchie Blackmore.

Nel 1972 insieme al suo amico di infanzia Dave Murray forma gli Evil Ways, gruppo nel quale Smith suona la chitarra e canta. Questo periodo dura però poco, infatti quando termina la scuola il gruppo si scioglie.

Adrian Smith in concerto il 26 febbraio 2008

Dave va a suonare con gli Iron Maiden, mentre Smith continuerà a suonare con i restanti membri degli Evil Ways con i quali fonda gli Urchin. Nel 1977 fa ritorno Dave Murray che, a causa dei litigi con il cantante, si era allontanato dai Maiden. Dave resta però poco con gli Urchin, tornando agli Iron Maiden una volta che il cantante fu allontanato. Adrian continua con il suo gruppo, riscuotendo sempre maggior successo. Nel 1980 però, per cause ignote, la band si scioglie e Adrian si ritrova a militare per pochi mesi in alcuni gruppi emergenti: i Secret e i Broadway Brats.

Nel 1980 avviene la svolta quando Dave Murray gli chiede di entrare negli Iron Maiden per sostituire Dennis Stratton. Arriva in tempo per partecipare alle registrazioni di Killers e incide con gli Iron Maiden sei album, fino a uscire dal gruppo nel 1990, dopo il tour di Seventh Son of a Seventh Son.

Durante il periodo di pausa tra il tour di Powerslave e la lavorazione di Somewhere in Time, Nicko McBrain affittò uno studio dove poter suonare la batteria. Annoiato di dover suonare da solo chiamò alcuni amici per suonare insieme. Tra questi vi erano Dave Colwell, Andy Barnett e lo stesso Adrian Smith, da queste jam session venne fuori la canzone Reach Out, scritta dallo stesso Colwell e cantata da Adrian Smith. Tale brano fu poi inserito nel singolo Wasted Years di Somewhere in Time dietro suggerimento di Steve Harris che ebbe occasione di ascoltarlo su una musicassetta dal vivo. Quest'episodio è rimasto l'unico caso in cui il cantante Bruce Dickinson non cantasse una canzone degli Iron Maiden, limitandosi all'accompagnamento vocale durante il "chorus" della canzone.

Nel 1989 pubblica un disco solista con gli A.S.A.P. (Adrian Smith and Project) con cui incide l'album Silver and Gold. Poco dopo gli A.S.a.P. si sciolgono e lascia gli Iron Maiden, stanco di dover abbandonare la famiglia per lunghe tournée e deciso a provare nuove sonorità. Fonda allora nel 1992 un nuovo gruppo con il quale non inciderà nulla, gli Untouchables, dove oltre a suonare canta (come già con gli ASaP). Successivamente il gruppo cambia formazione e nome, prima in Adrian's Wall e poi in Psycho Motel e pubblica State of Mind nel 1995 e Welcome to the World 1997, entrambi fortemente influenzati dalle sonorità dell'alternative rock. Nel 2010 inciderà un nuovo album con il gruppo.

Nel 1996 collabora anche a qualche canzone del primo disco solista dell'ex cantante degli Helloween, Michael Kiske, e l'anno seguente inizia a suonare la chitarra per il progetto solista di Bruce Dickinson che aveva lasciato gli Iron Maiden nel 1994. Ritorna insieme ai Maiden nel 1999 quando si ricostituisce la formazione di Seventh Son of a Seventh Son con l'aggiunta del chitarrista Janick Gers, suo sostituto dal 1990.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Con gli Iron Maiden[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Discografia degli Iron Maiden.

Con gli A.S.A.P.[modifica | modifica wikitesto]

Con gli Psycho Motel[modifica | modifica wikitesto]

Con Bruce Dickinson[modifica | modifica wikitesto]

Con i Primal Rock Rebellion[modifica | modifica wikitesto]

Collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Iron Maiden, Allmusic.com. URL consultato il 30 dicembre 2009.
  2. ^ a b (EN) Iron Maiden, Metal-Archives.com. URL consultato il 30 dicembre 2009.
  3. ^ (EN) Traditional heavy metal bands, Heavymetal.about.com. URL consultato il 30 dicembre 2009.
  4. ^ (EN) Iron Maiden, su nwobhm.info. URL consultato il 30 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 7 gennaio 2009).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maurizio De Paola, Iron Maiden, Editori Riuniti, 2004, p. 127, ISBN 88-359-5516-5.
  • Marco Gamba, Nicola Visintini, Iron Maiden, Coniglio Editore, 2006, p. 143, ISBN 88-6063-028-2.
  • Marco Gamba, Nicola Visintini, Iron Maiden. Collectibles, Moving Sound, 1997, p. 160, ISBN 88-86790-01-5.
  • Terence K. Mann, Iron Maiden. Il numero della bestia. Sogni e incubi degli Iron Maiden, Tarab, 1998, p. 170, ISBN 88-86675-48-8.
  • Paul Stenning, Iron Maiden: 30 Years of the Beast: The Complete Unauthorised Biography, Chrome Dreams, 2006, p. 317, ISBN 1-84240-361-3.
  • Ross Halfin, Iron Maiden, Omnibus, 2007, p. 240, ISBN 1-84609-445-3.
  • Ray Donato, Iron Maiden, Iron Maiden, Warner Bros. Publications, 1994, ISBN 0-7692-6019-5.
  • Garry Bushell, Ross Halfin, Iron Maiden Running Free, Hal Leonard Corp, 1985, ISBN 0-946391-84-X.
  • Mick Wall, Iron Maiden: Run to the Hills : the Authorised Biography, Sanctuary, 2004, p. 393, ISBN 1-86074-542-3.
  • Ian Christe, Sound of the Beast: The Complete Headbanging History of Heavy Metal, HarperCollins, 2003, p. 400, ISBN 0-380-81127-8.
  • Ian Christe, Sound of the Beast, Arcana Edizioni, 2009, p. 414, ISBN 978-88-6231-086-4.

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