Zio Paperone (rivista)

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Zio Paperone
fumetto
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Editore The Walt Disney Company Italia Precedentemente pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore fino al dicembre 1988 e ripreso nel dicembre del 1990 da Disney Italia.
1ª edizione dicembre 1987 – agosto 2008
Periodicità mensile, poi dal n° 205 diventa bimestrale
Albi 216 (completa)
Pagine 100 (148 soltanto nei numeri 100 e 200)

Zio Paperone era una rivista a fumetti dedicata alle avventure del celebre Paperon de' Paperoni che è stata pubblicata fino ad agosto 2008.

Nel marzo del 1952 usciva negli USA il 386 di Four Color Comics, in pratica il primo numero di Uncle Scrooge, che solo con la sua quarta uscita (dicembre 1953) sarebbe divenuta una collana indipendente, con periodicità trimestrale.

Dopo questa prima, leggendaria testata, un po' in tutto il mondo, iniziando dalla Francia, fino al Brasile e alla Germania, sorsero riviste dedicate a Paperon de' Paperoni.

L'Italia, però, pur essendo stata la prima ad accreditare a Barks le sue storie, solo nel dicembre del 1987 varò Zio Paperone, il mensile che ha pubblicato le storie più prestigiose del panorama estero (e non solo) dedicate al papero più ricco del mondo e alla sua famiglia.

Indice

[modifica] Le serie Mondadori e Disney

La storia della testata è abbastanza semplice: nata in seguito alla Carl Barks Library della Another Rainbow, la prima fase della rivista dura quattordici numeri più tre numeri dello Speciale Paperino, per poi interrompersi per due anni, in seguito alla rottura del contratto tra Mondadori e la Disney. Quando, due anni dopo, nel dicembre del 1990, la Disney Italia decise di riprendere il progetto, lo fece ripartendo proprio dal n. 15, proprio come succede negli Stati Uniti quando una rivista passa da un editore ad un altro (ad esempio il recente passaggio dei periodici Disney dalla Gladstone alla Gemstone).

La grafica della copertina, però, cambia. Viene inizialmente aggiunta una striscia in basso con la dicitura Speciale collezionisti, assente dal n. 21 in poi, mentre nella parte superiore il logo, prima molto simile a quello di Topolino, è una scritta realizzata con dei lingotti d'oro, con a destra rispetto al lettore che guarda l'immagine di un Paperone grintoso che batte un pugno sul tavolo, opera del Maestro Giovan Battista Carpi. La copertina è generalmente di Barks, salvo un paio di eccezioni di Strobl e Buettner, mentre dal numero 27 il copertinista ufficiale diventa Franco Bruna che, salvo rari casi, realizzerà tutte le copertine fino al n. 69, per un totale di ventinove copertine.

[modifica] La serie bianca: Barks e i suoi eredi

Col numero 70 inizia l'ultima serie, meglio nota come serie bianca.
Perso il Paperone in alto, il logo ora è posto al centro, sopra l'illustrazione, su sfondo bianco, opera del cartoonist disneyano Marco Rota, che realizza anche l'illustrazione posta in quarta di copertina.

Altra importante caratteristica della serie bianca è quella di iniziare a pubblicare con regolarità anche storie di altri autori diversi da Barks. L'esigenza è ovviamente doppia: da un lato si stanno concludendo le storie del Maestro dell'Oregon, dall'altro ci sono molte belle storie di artisti che a lui si ispirano, iniziando proprio da Don Rosa, autore de "La Saga di Paperon de Paperoni" (The Life and Times of $crooge McDuck), che inizia proprio con il n. 70 e dura per 12 mesi, successivamente raccolta in un volume cartonato nel novembre 1997, distribuito all'Expocartoon di Roma e nel solo circuito delle fumetterie. La storia avrà anche una edizione economica brossurata da edicola pochi mesi dopo.

La rivista pubblica, oltre ai già citati Rosa e Rota, anche storie di illustri e abili eredi come Daan Jippes, Fred Milton, Vicar, Branca, ma anche di artisti che, contemporaneamente all'Uomo dei Paperi, hanno lavorato con Paperino e compagnia, come Jack Bradbury (col quale viene inaugurata, sul numero 112, una serie di articoli critici, proseguiti durante tutto il corso della testata, utili ad illustrare la vita e l'opera dell'artista di turno), Strobl, Scarpa, Murry, Fallberg.

[modifica] Crisi e chiusura

Esaurito il materiale di Don Rosa, la testata diventa bimestrale e pubblica soprattutto storie di autori olandesi. Le vendite tuttavia scendono inesorabilmente e così la rivista viene chiusa con il numero 216 pubblicato nell'agosto del 2008.

La Disney Italia tra il 2001 e il 2002 ha ristampato i primi 24 numeri, facilmente riconoscibili dagli originali data la presenza della dicitura sul retro "The Walt Disney Company Italia Spa - Ristampa dell'edizione originale (data)" e dall'inesistenza della scritta in copertina "Arnoldo Mondadori Editore".

[modifica] Collegamenti esterni

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