Vengo anch'io. No, tu no

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Vengo anch'io. No, tu no
Artista Enzo Jannacci
Tipo album Studio
Pubblicazione 1968
Dischi 1
Tracce 11
Genere Folk
Pop
Etichetta ARC ALPS 11007 (1968) - RCA Italiana (1974)
Produttore Nanni Ricordi
Registrazione Italia
Enzo Jannacci - cronologia
Album successivo
(1970)

Vengo anch'io. No, tu no è il quarto album di Enzo Jannacci, pubblicato nel 1968.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Tra i più grandi successi di Jannacci, l'album contiene l'omonimo singolo Vengo anch'io. No, tu no (scritto insieme a Dario Fo e Fiorenzo Fiorentini) che raggiunse la vetta delle classifiche italiane di vendita. Dal singolo a causa della censura venne omessa la strofa finale[1]:

« Si potrebbe andare tutti insieme nei mercenari

vengo anch'io? No tu no
giù nel Congo da Mobutu a farci arruolare
poi sparare contro i negri col mitragliatore
ogni testa danno un soldo per la civiltà.
Vengo anch'io ...
Si potrebbe andare tutti in Belgio nelle miniere
Vengo anch'io? No tu no
a provare che succede se scoppia il grisù
venir fuori bei cadaveri con gli ascensori
fatti su nella bandiera del tricolor »

Altri brani di successo dell'album sono:

  • Giovanni telegrafista, il cui testo è una traduzione di João, o telegrafista del poeta brasiliano Cassiano Ricardo, che narra la storia di un anonimo telegrafista di una sperduta cittadina che vede passare l'amore per un breve momento (sotto forma di una giovane donna che poi lascerà per sempre quel luogo per inseguire una vita in città) per poi ricordarlo con malinconia per tutto il resto della sua vita;
  • Ho visto un re, su testo di Dario Fo, sarcastica irrisione del potere, i cui interessi vanno sempre a scapito della gente comune;
  • La disperazione della pietà, cover di un brano di Vinícius de Moraes, il cui testo, con il suo elenco di disperazioni, anticipa Quelli che...;
  • Hai pensato mai, versione in lingua di una canzone veneta scritta da Lino Toffolo;
  • La mia morosa la va alla fonte faceva parte dello spettacolo 22 canzoni del 1965; la musica fu utilizzata da Fabrizio De André per la sua Via del Campo.

Tutti i testi originariamente in portoghese furono tradotti dallo scrittore Ruggero Jacobbi, che aveva vissuto e insegnato in Brasile.

L'album fu ristampato dalla RCA Italiana nel 1974 con il titolo Jannacci Enzo, ma rispetto all'originale conteneva una canzone in più (Il metrò, tratta dall'album La mia gente), e presentava un nuovo numero di catalogo (TCL1 1039).

Canzone ricitata nei films[modifica | modifica wikitesto]

Durante il film Camerieri del 1995, il capo aiutante dei camerieri Germano, interpretato da Antonio Catania ne fece pure una rivisitazione di quella canzone, intonando le stesse strofe della versione di Jannacci, e al posto di: Vengo anch'io. No! tu no! il ritornello fu sostituito da: Senza 'na lira, ta,ta,ta!.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Ho visto un re (Fo – Ciarchi)
  2. La ballata del pittore (Martinaz – Patruno)
  3. Vengo anch'io. No, tu no (Jannacci, FoJannacci, Fiorentini)
  4. Giovanni telegrafista (JacobbiRicardo, Jannacci)
  5. Pedro Pedreiro (Calabrese, Jannacci – Buarque)
  6. La mia morosa la va alla fonte (Fo – Jannacci)
  7. La sera che partì mio padre (Jannacci)
  8. Domenica 24 marzo (Jannacci)
  9. La disperazione della pietà (Jacobbi, Jannacci – de Moraes)
  10. Hai pensato mai (Jannacci – Toffolo)
  11. Non finirà mai (Jannacci)

L'orchestra[modifica | modifica wikitesto]

L'orchestra è diretta da Luis Enriquez

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il grande libro del rock (e non solo) – 24 marzo, ilpost.it.
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