Unità di crisi

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L'Unità di crisi è una struttura del Ministero degli Affari Esteri del governo italiano che ha il compito di assistere i connazionali e tutelare gli interessi italiani all’estero in situazioni di emergenza[1].

Dipesa gerarchicamente da Direzione generale dell'emigrazione e degli affari sociali del MAE fino al 2000, da allora opera nell'ambito della Segreteria generale del ministero[2].

È diretta dal ministro plenipotenziario Claudio Taffuri.

Ha un costo annuo di 5 milioni di euro[3][4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'Unità di crisi nasce formalmente nel 1990 per per fronteggiare la situazione dei nostri connazionali allora trattenuti in Iraq e nel Kuwait[5]. Tuttavia, sin dal 1984, in occasione del dirottamento dell'Achille Lauro, era stata creata, presso la Direzione generale dell'emigrazione e degli affari sociali[6] del MAE, la prima Unità di Crisi, formata da 30 funzionari, guidati da Giulio Cesare di Lorenzo Badia, con il compito di informare i parenti dei passeggeri coinvolti nell'evento e di gestire il rientro di quelli scesi ad Alessandria d'Egitto[7]. Si è poi arrivati alla creazione dell'Unità di crisi come struttura permanente, in seguito alla strage dell'Heysel, sotto la direzione di Stefano Ronca[8].

Attività[modifica | modifica wikitesto]

L'Unità di crisi provvede a redigere periodicamente piani di analisi per tutti i paesi (attualmente 65) in cui sono prevedibili o già in atto situazioni di crisi, individuando le criticità, le suscettibilità e le tipologie di rischio, preparando eventuali piani di evacuazione da attuare in caso di emergenza (bellica, sanitaria o dovuta a calamità naturali)[9], anche inviando team interforze sul campo, per una valutazione completa di tutti i fattori[10].

Si occupa anche di svolgere attività volte ad informare i cittadini italiani di eventuali rischi/pericoli a cui possono essere soggetti nei vari paesi in cui si recano o risiedono e gestisce i siti internet http://www.dovesiamonelmondo.it e http://www.viaggiaresicuri.it dove è possibile verificare le condizioni di sicurezza degli Stati soggetti a monitoraggio da parte dell'Unità di crisi, i presidi sanitari in loco ecc. e dove i connazionali possono registrarsi per essere contattati in situazioni di emergenza.

I suoi trenta funzionari sono attivi 24 ore su 24, 365 giorni all'anno[11], per fornire assistenza agli italiani all'estero, occupandosi anche di seguire i casi di sequestro/sparizione dei connazionali all'estero o semplicemente presenti in territori colpiti dalle emergenze di cui sopra: il tutto, in collaborazione con le altre istituzioni della Repubblica Italiana.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ dovesiamonelmondo.it
  2. ^ esteri.it
  3. ^ sndmae.it
  4. ^ [rassegnastampa.difesa.it/120315/1C6IF0.pdf rassegnastampa.difesa.it]
  5. ^ repubblica.it
  6. ^ repubblica.it
  7. ^ cinquantamila.corriere.it
  8. ^ agenziaaise.it
  9. ^ superquark.rai.it
  10. ^ doc.mediaplanet.com
  11. ^ astoi.com

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]