Sinchi Roca

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Immagine di Sinchi Roca secondo Guaman Poma di Ayala.

Sinchi Roca (Cuzco, 1230Cuzco, 1260) è stato un sovrano dell'epoca protostorica della etnia degli Inca. I dati riguardanti la sua vita sono desunti dalle leggende recepite dai conquistadores spagnoli dopo la conquista dell'impero andino.

Si tratta del secondo sovrano della dinastia Inca. Secondo alcune leggende fu figlio di Manco Capac e di Mama Ocllo, o secondo altre di Mama Huaco, e regnò dopo la morte del padre.

Le notizie sulla sua vita sono poche e non sempre concordanti. Pare comunque che arrivasse al potere all'età di circa venti anni, appoggiato dalla madre che fu sempre prodiga, con lui, di consigli ed insegnamenti. Alla sua morte, la sua mancanza fu molto sentita dal sovrano che la pianse amaramente. Sinchi Roca viene dipinto come poco bellicoso, se non addirittura pacifico e Joan Santacruz Pachacuti insiste su un aspetto particolare della sua personalità, definendolo eccessivamente voluttuoso. La sua scarsa attitudine alla guerra avrebbe permesso alle tribù vicine di prevalere sugli inca e Sinchi Roca, per allentare le pressioni, avrebbe fatto contrarre, al proprio figlio, un matrimonio con l'erede del capo del villaggio di Zañu.

Dalla figlia[1] di Sutic Guaman, un nobile della regione, Sinchi Roca avrebbe avuto un erede a cui avrebbe posto il nome di Lloque Yupanqui, ma risultano anche altri figli di questo sovrano che avrebbero perpetuato la sua casata, almeno fino all'arrivo degli Spagnoli[2]. Non si dimentichi, infatti, che la discendenza di Sinchi Roca, detta Raurahua panaca, era ancora esistente all'epoca della stesura delle Informaciones di Francisco de Toledo e i nomi dei suoi rappresentanti furono, addirittura, registrati dallo zelante Sarmiento.

A Sinchi Roca è accreditata l'usanza di forare gli orecchi dei giovani inca, all'età della maturità, per introdurvi dei dischi d'oro, segno distintivo della casta, che, facendo dilatare i lobi auricolari, avrebbero, in seguito, fruttato loro l'appellativo di orejones da parte dei conquistadores. Questa affermazione deve però essere accettata con cautela, perché sappiamo che si trattava di una cerimonia sacra, detta huarachico, legata ai miti del ciclo degli Ayar e istituita da Manco Capac in onore del fratello scomparso Ayar Uchu.

Il corpo di Sinchi Roca, assieme al suo idolo personale o doppio, chiamato Huana Chiri Amaru, fu trovato in un villaggio, detto Membilla o Bimbilla. Il processo di mummificazione non era riuscito perfettamente, ma questo non impediva agli indigeni di onorarne le spoglie ancorché già consunte.

Sinchi Roca appare, in queste leggende, di carattere mite e pacifico in contrasto con la figura del suo augusto genitore, Manco Capac l'eroe primordiale, considerato il fondatore della dinastia. Un altro aspetto che lo evidenzia è la subordinazione alla madre, quella Mama Ocllo/Huaco che era la rappresentante del potere magico religioso che ha concorso alla fondazione dello stato inca.

In termini storici queste considerazioni possono essere tradotte come la rappresentazione di una tribù, quella inca, internamente soggetta al potere sacerdotale o almeno guidata dalle sue manifestazioni. All'esterno, invece, la politica inca si rivela ancora timorosa della potenza delle etnie confinanti e protesa a conseguire alleanze, tramite le classiche unioni matrimoniali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per Cobo si chiamava Mama Chura, per Garcilaso Mama Cora, per Balboa Mama Cauca, per Sarmiento de Gamboa e per gli autori delle Informaciones al Virrey de Toledo Mama Coca. In questi casi le variazioni sono minime e possono essere attribuite ad imprecise interpretazioni degli informatori o a banali errori di trascrizione dei copisti. Secondo Murúa, però, la sposa di Sinchi Roca si chiamava Chimpo Coya ed era sua sorella, mentre per Poma de Ayala aveva nome Chinbo Urma.
  2. ^ Secondo Murua avrebbe avuto anche un altro figlio, Huanan Chiri, secondo Poma de Ayala gli altri figli si sarebbero chiamati Uari Tito Inca e Topa Amaro Inca, mentre secondo Balboa e Sarmiento il nome dell'altro figlio sarebbe stato quello di Manco Sacapa e Balboa aggiunge che avrebbe dimostrato sempre poca intelligenza. Per gli autori delle Informaciones, il fratello di Lloque Yupanqui sarebbe stato Manco Capac, mentre Garcilaso si limita ad annotare che Sinchi Roca, oltre al legittimo erede, ebbe altri figli. Poma de Ayala, infine, menziona anche una figlia di nome Mama Cora Ocllo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cabello de Balboa (Miguel) Historia del Perù bajo la dominación de los Incas (1576 -1586) In COL. LIBR. DOC. HIST. PERU (2ª serie tomo II Lima 1920)
  • Cieza de Leon (Pedro de) Segunda parte de la crónica del Peru (1551) In COL. CRONICA DE AMERICA (Dastin V. 6°. Madrid 2000)
  • Cobo (Bernabé) Historia del Nuevo Mundo (1653) In BIBL. AUT. ESP. Tomi XCI, XCII, Madrid 1956
  • Garcilaso (Inca de la Vega) Commentarios reales (1609) Rusconi, Milano 1977
  • INFORMACIONES Declaración de los quipocamayos In COL. LIBR. DOC. HIST. PERU (2ª serie, tomo III, Lima 1921)
  • INFORMACIONES Relación del origen e gobierno que los Ingas tuvieron In COL. LIBR. DOC. HIST. PERU (2ª serie, tomo III, Lima 1921)
  • INFORMACIONES Informaciones acerca del señorio y gobierno de los Ingas In COL. LIBR. DOC. HIST. PERU (2ª serie, tomo III, Lima 1921)
  • Murúa (Fray Martin de) Historia general del Peru (1613) In COLL. CRONICA DE AMERICA Dastin V. 20°. Madrid 2001)
  • Poma de Ayala (Felipe Guaman) Nueva coronica y buen gobierno (1584 - 1614) In COL. CRONICA DE AMERICA (Historia 16. V. 29°, 29b, 29c. Madrid 1987)
  • Juan Santa Cruz Pachacuti (Yamqui Salcamaygua) Relación de anteguedades de este reino del Peru (1613) In BIBL. AUT. ESP. (tomo CCIX, Madrid 1968)
  • Sarmiento de Gamboa (Pedro) Segunda parte de la historia general llamada indica (1572) In BIBL. AUT. ESP. (tomo CXXXV, Madrid 1960)

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Manco Capac protostorico Lloque Yupanqui