Chiesa di Santa Maria Liberatrice

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Santa Maria Liberatrice
Esterno
Esterno
Paese Italia
Regione Lazio
Località Roma
Religione cattolica
Diocesi Diocesi di Roma
Anno consacrazione
Architetto {{{Architetto}}}
Stile architettonico
Inizio costruzione 1906
Completamento 1908
Demolizione {{{Demolizione}}}
Sito web
Santa Maria Liberatrice a Testaccio, momentaneo teatro di una manifestazione di tifosi della Roma.

Santa Maria Liberatrice è una delle chiese di Roma.

Indice

[modifica] Storia

È l'unica parrocchia di Testaccio ed è affidata ai salesiani. La sua costruzione risale ai primi del '900 (1906-1908). In quell'epoca la popolazione testaccina era di estrazione esclusivamente operaia e mentre da parte civile il sindaco Ernesto Nathan incaricò Domenico Orano della promozione culturale e sociale del rione, papa Pio X affidò la costruzione della chiesa parrocchiale, su progetto dell'architetto Mario Ceradini, prima ai benedettini e poi definitivamente ai salesiani che già lavoravano nel quartiere.

Il papa volle che questa nuova chiesa fosse particolarmente legata alla memoria della popolazione romana, e per questo le diede il titolo di Santa Maria Liberatrice, che era appartenuto alla chiesa omonima costruita nel XIII secolo sopra le rovine di Santa Maria Antiqua al Foro e ristrutturata da Onorio Longhi nel 1617.

Le donò inoltre la venerata immagine "Sancta Maria libera nos a poenis inferni". Questo antichissimo affresco, leggermente concavo in quanto proveniente dall'abside della chiesa antica, era stato custodito dopo l'abbattimento dalle Oblate di Tor de' Specchi, il cui stemma orna la chiesa attuale insieme a quello dei Salesiani e di Pio X.

La storia della chiesa è riassunta da questa iscrizione posta all'interno: "Questa chiesa perpetua il culto di S.Maria Liberatrice ereditando titolo e icone dell'omonoma chiesa demolita che dal secolo XVI all'anno MDCCCXCIX tenne il luogo e custodì le memorie di Santa Maria antiqua, primo santuario della madre di Dio nel mondo. I Salesiani del venerabile Giovanni Bosco con l'aiuto dei loro cooperatori e delle Nobili Oblate di Tor de' Specchi eressero il rinnovato Santuario perché fosse solenne e non perituro omaggio a S.S.Santità Pio X nell'anno giubilare del suo sacerdozio.

Sulla facciata il mosaico, ricostruito nel 1925 dopo un rovinoso distacco, riproduce fedelmente un affresco in Santa Maria Antiqua. La linea centrale del pavimento è realizzata anch'essa in mosaico, bianco e nero, ed è costituita da riquadri alternati di motivi geometrici e segni zodiacali, raffigurati in una sequenza che parte dall'Acquario per concludersi sotto l'altare con il Capricorno (mese della nascita di Cristo).

[modifica] Bibliografia

  • Giuliano Malizia, Testaccio Tascabili Economici Newton, Roma 1996
  • M. Alemanno, Le chiese di Roma moderna, Armando Editore, Roma 2006, Vol. III, pp. 24-28

[modifica] Voci correlate

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