Prolasso uterino

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Prolasso uterino
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 618.1
ICD-10 (EN) N81.4
Sinonimi
isterocele

Il prolasso uterino è la discesa dell'utero dalla piccola pelvi. A seconda della sua gravità si distinguono prolassi di I, II e III grado: nel I grado l'utero è ancora contenuto nel canale vaginale, nel II grado affiora alla rima vulvare, nel III grado sporge al di fuori di essa.

Epidemiologia[modifica | modifica sorgente]

Colpisce prevalentemente donne in età senile, raramente anche donne in età giovanile dotate di una predisposizione. La sua incidenza appare piuttosto rilevante: in Italia riguarda 5 milioni di donne[senza fonte].

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

Gli organi pelvici sono mantenuti nella loro posizione anatomica da un sistema di sostegno (costituito dalle tre parti del muscolo elevatore dell'ano) e da un sistema di sospensione (fascia endopelvica e legamenti pubo-genito-sacrali e cardinali): questi sistemi possono perdere la loro efficienza a seguito di eccessive sollecitazioni meccaniche (parti distocici, stipsi cronica) o semplicemente per indebolimento strutturale dovuto alla carenza ormonale che sopravviene dopo la menopausa.

Sintomatologia[modifica | modifica sorgente]

Nei casi più lievi può essere assente, oppure può consistere in un senso di peso alla regione genitale, deambulazione difficoltosa, dolore per lesioni da decubito, tenesmo, stipsi cronica, cistiti ricorrenti, pollachiuria fino all'incontinenza urinaria, che è il disturbo più rilevante dal punto di vista igienico-sociale.

Terapia[modifica | modifica sorgente]

Il problema è risolvibile solo attraverso un intervento chirurgico, che nella maggior parte dei casi prevede l'asportazione totale dell'utero (isterectomia semplice) o, in caso di donne giovani, il riposizionamento dell'utero nella sua sede (isteropessi) mediante accorciamento dei legamenti o fissazione all'osso sacro secondo varie tecniche.

Recentemente è stata proposta un nuova tecnica mini-invasiva per la risoluzione del problema, chiamata tension free vaginal mesh [1].

Lo scopo dell'intervento è quello di migliorare la qualità della vita della paziente, pertanto va proposto solo se tale qualità risulta ridotta: un prolasso asintomatico non va necessariamente operato, anche se la paziente va informata che con l'età il prolasso e i disturbi ad esso correlati peggiorano e la possibilità di effettuare un intervento efficace diminuisce.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tension-free vaginal mesh repair for anterior vagin... [Eur Urol. 2000] - PubMed - NCBI
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