La mandragola (film)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La mandragola
Rosanna schiaffino con totò.jpg
Rosanna Schiaffino con Totò
Titolo originale La mandragola
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1965
Durata 97 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Alberto Lattuada
Soggetto Niccolò Machiavelli
Sceneggiatura Luigi Magni, Stefano Strucchi, Alberto Lattuada
Produttore Alfredo Bini
Casa di produzione Arco Film, Lux Cie. Cinematographique de France
Distribuzione (Italia) Titanus
Fotografia Tonino Delli Colli
Montaggio Nino Baragli
Musiche Gino Marinuzzi Jr.
Scenografia Carlo Egidi
Costumi Danilo Donati
Trucco Franco Corridoni
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Vedete, Callimaco? La gente vuole essere ingannata. Il buon Dio ha fatto questo mondo per noi. »
(Ligurio)

La mandragola è un film del 1965 diretto da Alberto Lattuada. Tratto dall'omonima commedia di Machiavelli, il film è stato girato ad Urbino e Viterbo ma ambientato nella Firenze del 1500.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La trama è esattamente la stessa della commedia teatrale, sebbene vi siano state aggiunte delle scene o le stesse siano state rese in maniera differente rispetto al corpus originario.

Nel corso di un lungo soggiorno a Parigi, il giovane Callimaco viene a sapere dall'amico Cammillo Calfucci della bellezza di Lucrezia, sposata da quattro anni con il ricco quanto sciocco notaio Nicia Calfucci, da cui non riesce ad avere figli. Tornato a Firenze, egli vede per la prima volta e si innamora della donna, che tenta di incontrare e sedurre ma senza successo. Ad aiutarlo nell'impresa, oltre al suo servo Siro, è il parassita Ligurio, che ha una grossa influenza su Nicia; Ligurio consiglia Callimaco di fingersi dottore e di convincere il notaio di far bere alla moglie un infuso di mandragola, in grado di curare la sua presunta sterilità (è infatti Nicia a essere sterile: secondo una credenza allora diffusa, un uomo che non fosse impotente doveva necessariamente essere in grado di procreare). Questa magica cura ha però una controindicazione: chi avrà il primo rapporto sessuale con la donna verrà infettato dal veleno della mandragola e morirà entro otto giorni. Per ovviare al problema e al contempo proteggere l'onore di Nicia, basterà farla incontrare di nascosto con il primo "garzonaccio" di strada, che assorbirà tutto il veleno mortale.

Persuaso Nicia, rimane solo di convincere Lucrezia, che non acconsentirà mai visto il suo carattere pio e devoto. Interverranno questa volta anche la madre Sostrata e il frate Timoteo, che giocando proprio sulla sua devozione cristiana - importante drammaturgicamente la citazione biblica di Lot e le figlie - la convinceranno alla "cura". Quella notte Callimaco si travestirà da mendicante e verrà portato dal marito stesso nelle braccia della moglie, che non si accontenterà di questo fugace incontro ma vorrà reiterarlo nel tempo a venire.

Scene aggiuntive[modifica | modifica wikitesto]

  • La predica: Un frate predica veementemente contro il peccato di lussuria e la corruzione della carne, con le divertenti reazioni di un macellaio ed un vecchio moribondo.
  • Le terme: Callimaco viene a sapere da Siro che Lucrezia è solita andare alle terme ogni venerdì pomeriggio e fare il bagno nuda. Il giovane vi si reca e paga il bagnino Ugolino per accedere ad un corridoio segreto che separa i bagni degli uomini e quello delle donne, con tanto di buchi nel muro per i guardoni. La nudità di Lucrezia causa tanta ilarità nei bagnanti che essi finiscono per sfondare la parete, finendo dritti nel bagno delle donne
  • Le cure mediche: Contrariamente a quanto avviene nell'opera teatrale, vengono rappresentati gli strambi tentativi per guarire Lucrezia dalla sterilità, quali il sasso bollente o il bagno nel pepe indiano.
  • L'androgino: Per evidenziare la credulità della gente comune a cui Nicia appartiene, Lattuada rappresenta il falso miracolo di una donna trasformata per metà in uomo da Dio per salvarla da uno stupratore. Questo falso miracolo è in realtà l'inganno di un truffatore per estorcere denaro dalla folla
  • Il negromante: L'idea di Ligurio di utilizzare la storia della mandragola è giustificata nel film dall'incontro in campagna con un negromante, che estrae la pianta e ne descrive le virtù terapeutiche e magiche
  • L'urina di Lucrezia: Svuotata erroneamente l'ampolla di urina per le analisi mediche, Callimaco la utilizza per dare maggiore credibilità a Nicia assaggiandone il nuovo contenuto: del vino di cattiva annata versato poco prima da Siro
  • Il ritrovamento: Prima dell'incontro con fra Timoteo, Lucrezia e Sostrata assistono al ritrovamento di una statua di Apollo. Questa scena mette in risalto il tema del corpo come scoperta e miglioramento dell'individuo contrapposto alla condanna cristiana del corpo come peccato
  • Il poeta e l'incappucciato: Il conflitto amoroso della scena IV dell'atto IV viene ad essere sostituito da una scena giocosa che contempla la presa in giro di un rimatore di piazza ed un povero incappucciato, che crede essere il destinatario dei trecento fiorini per fra' Timoteo
  • Totò e i teschi: Fra' Timoteo scende nelle catacombe ove sono conservati i suoi vecchi fratelli, a cui parla ed accende diverse candele. Questa scena, girata all'interno della Chiesa dei Morti a Urbania, aveva una durata originaria di due minuti e mezzo e fu inizialmente scartata in fase di montaggio, per poi essere reinserita molti anni dopo in forma ridotta.
  • La notte del travestimento: Se nell'opera teatrale il "rapimento" di Callimaco avviene senza problemi, nel film passa attraverso due incidenti: l'aggressione ad un passante e l'incontro col bargello, che viene evitato facendo credere Callimaco un indemoniato.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • L'antefatto della vicenda e la discussione tra Callimaco e Cammillo sulle donne francesi ed italiane sono rappresentati all'inizio del film, mentre nell'opera teatrale sono raccontati nella scena I dell'atto I da Callimaco. Lo stesso vale per altri avvenimenti fuori scena, come il dialogo tra Sostrata e Nicia e la notte di Callimaco e Lucrezia
  • Il primo incontro tra Callimaco e Ligurio era antecedente all'inizio della vicenda nell'opera teatrale, mentre nel film avviene quasi a metà dell'opera
  • Dopo un'ora di bagno nel pepe indiano, Lucrezia esce esasperata dalla tinozza e dice scherzosamente al marito di rimanere dentro al suo posto, aggiungendo ironicamente che magari sarà lui a divenir pregno. Poco dopo Ligurio stesso conferma altrettanto ironicamente la validità dell'asserzione della donna, mettendolo in parallelo con lo sciocco Calandrino della terza novella della nona giornata del Decamerone. Questo riferimento al capolavoro di Boccaccio è totalmente assente nell'opera originaria
  • Nel film vi è un riferimento all'altra commedia di Machiavelli, la Clizia, che un banditore di piazza pubblicizza il giorno stesso dell'arrivo di Callimaco a Firenze. Questo riferimento è però erroneo, in quanto la Clizia è stata messa in scena per la prima volta nel 1525, precisamente venticinque anni dopo dall'inizio della vicenda
  • Fra' Timoteo non è di origini fiorentine come voleva l'opera teatrale, ma napoletana, in onore alle origini di Totò
  • Il film presenta numerose scene girate a Urbino (PU) e ad Urbania (PU).
  • Le scene all'interno del convento sono state girate clandestinamente e molto velocemente, in quanto l'arcivescovo di Urbino, appena saputo delle riprese del film, ha intimato alla produzione di stare alla larga dal convento e limitato il loro campo di azione alla città ed alla campagna.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema