Giovanna d'Inghilterra

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Re d'Inghilterra
Duchi di Normandia
Plantageneti

Blason Geoffroy Plantagenet.svg

Enrico II (1154–1189)
Riccardo I (1189–1199)
Giovanni (1199–1216)
Enrico III (1216–1272)
Edoardo I (1272–1307)
Edoardo II (1307-1327)
Edoardo III (1327-1377)
Riccardo II (1377-1400)

Giovanna d'Inghilterra (ottobre 11654 settembre 1199) fu regina consorte di Sicilia e contessa di Tolosa.

Era la settima figlia del re d'Inghilterra Enrico II Plantageneto (1133-1189) e di Eleonora, duchessa d'Aquitania (1122-1204).

Indice

Biografia[modifica]

Nata ad Angers, nell'Angiò, crebbe alle corti di sua madre a Winchester e Poitiers.

Nel 1176 il re di Sicilia Guglielmo II il Buono la chiese in moglie ed il 27 agosto Giovanna si mise in viaggio accompagnata dal vescovo di Norwich e dallo zio, figlio naturale di Goffredo V il Bello, Hamelin di Warenne, quinto conte del Surrey. A Sant' Egidio, dove la flotta capitanata dall' Ammiraglio Gualtieri II de Mohac (di Modica) fece tappa, incontrarono i rappresentanti del Regno di Sicilia: l'arcivescovo di Capua, Alfano, ed il vescovo di Siracusa, Richard Palmer. Arrivarono finalmente in Sicilia dopo un viaggio avventuroso ed il 13 febbraio 1177 Giovanna sposò Guglielmo nella Cattedrale di Palermo e fu incoronata regina di Sicilia.

Dal matrimonio non nacquero figli. Nel 1189 re Guglielmo morì e Giovanna rimase nell'"harem" che era stato di Guglielmo II nel castello della Zisa.

Nel 1190 giunse in Sicilia, sulla via per la Terra Santa, il fratello di Giovanna, il re d'Inghilterra Riccardo Cuor di Leone, che chiese al nuovo re di Sicilia, Tancredi, la liberazione della sorella e la restituzione di tutta la dote. Tancredi liberò Giovanna e restituì parte della dote; allora Riccardo, adirato occupò Messina e fece costruire una torre di legno che fu detto Mata Grifone (Ammazza greci). Tancredi si presentò con le sue truppe ma preferì l'accordo, consegnò a Giovanna altre 20.000 once d'oro, e, in cambio dell'alleanza[1] di Riccardo, lo indennizzò con altrettante 20.000 once d'oro.

Nel marzo 1191 giunsero in Sicilia anche Eleonora d'Aquitania, che rientrò in Inghilterra quasi subito, e Berengaria di Navarra (promessa sposa di Riccardo), che si prese cura di Giovanna. Si imbarcarono per la Terra Santa, ma una tempesta divise le navi: mentre Riccardo riparava a Creta, i marosi spinsero Giovanna e Berengaria verso Cipro, dove furono catturate dal despota Isacco Comneno. Riccardo, dopo aver catturato Isacco ed averlo relegato in una segreta, liberò la sorella e la fidanzata e insieme raggiunsero ad Acri.

Giovanna fu la sorella preferita di Riccardo, che la offrì in moglie ad Al-Adil, fratello del Saladino; ma ambedue rifiutarono il matrimonio. Si parlò di nozze anche col re di Francia Filippo II (probabilmente non andate in porto perché la madre di Giovanna era stata sposata al padre di Filippo, Luigi VII). Infine Giovanna sposò, nel 1196, Raimondo VI di Tolosa († 1222), a cui portò in dote le contee di Quercy ed Agenais. L'anno dopo nacque l'erede Raimondo (1197-1249).

Non fu trattata molto bene da suo marito; temeva lui ed i suoi cavalieri. Nel 1199, mentre era incinta del suo secondo figlio, fu lasciata sola a fronteggiare la ribellione dei signori di Saint-Félix-Lauregais, si rifugiò al castello di Cassès, ma temendo un tradimento cercò rifugio nelle terre di suo fratello Riccardo; arrivò a Chalus e lo trovò morto. Allora si rifugiò a Rouen, alla corte di sua madre, dove fu accolta; poi fu ammessa, unica donna sposata ed incinta, all'Abbazia di Fontevrault. Morì di parto mettendo alla luce il figlio Riccardo, che le sopravvisse solo poche ore.

Figli[modifica]

Giovanna diede a Raimondo due figli:

Note[modifica]

  1. ^ L'alleanza era contro Enrico, il marito di Costanza d'Altavilla zia ed erede di Guglielmo II il Buono. Inoltre era previsto il matrimonio tra una delle figlie di Tancredi di Sicilia e il nipote di Riccardo Cuor di Leone, Arturo I di Bretagna.

Voci correlate[modifica]

Predecessore Regina consorte di Sicilia Successore Blason sicile famille Hauteville.svg
Margherita di Navarra 13 febbraio 1177 - novembre 1189 Sibilla di Medania

Bibliografia[modifica]

  • Ferdinand Chalandon, "La conquista normanna dell'Italia meridionale e della Sicilia", cap. XIV, vol. IV (La riforma della chiesa e la lotta fra papi e imperatori) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 483-529.

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