Discussione:Laurea magistrale

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La laurea specialistica prevede rispetto alla triennale molti esami orali e un'ampia scelta in cui non vi sono esami fondamentali obbligatori, ma dei pozzetti di esami all'intern dei quali devono essere scelte da 1 a 3 annualità(corrispondenti adu n massimo di 3 o più esami, a seconda del conteggio dei crediti).
Probabilmente chi ha scritto si è basato esclusivamente sulla propria esperienza personale: a livello normativo non esiste nulla a cui possa essere ricondotta l'affermazione di cui sopra.
Con il vecchio ordinamento gli esami erano (ufficialmente) tutti orali, mentre con il nuovo sono le università a stabilire tutto. In questo e in altri articoli sul mondo universitario si parla di prassi consolidate, ma non è questo il caso (a proposito di vecchio ordinamento, le "annualità" con il nuovo non esistono, proprio perché sostituite dai crediti).
Contrappongo, sempre a titolo di esempio, la mia personale esperienza: frequentavo un corso di laurea dell'Università di Bologna ove gli esami erano per regolamento orali, ma nella maggior parte dei casi i docenti, poiché eravamo troppi e non avevano il tempo di interrogarci tutti, ce li facevano fare scritti. Una volta resi noti i risultati, andavamo nel loro studio a verbalizzarli non con la data in cui li avevamo effettivamente sostenuti, ma con la data di verbalizzazione, proprio perché sulla carta risultavano orali. Poi mi son trasferito a un corso di laurea della stessa classe all'Università di Firenze, il cui regolamento didattico prevede espressamente la possibilità che le prove di valutazione siano scritte e/o orali a discrezione del docente (infatti quando gli esami sono scritti la data indicata sul verbale è quella reale), ma la maggior parte degli esami che sostengo sono solo orali (ad essere scritte sono generalmente le prove intermedie, a cui non è mia abitudine partecipare perché non frequento e preferisco dare l'esame tutto insieme, ritenendo che il frammentamento della didattica non giovi alla preparazione. Ah, a proposito, le prove intermedie da noi sono ufficiali, con tanto di verbali parziali!). Nella mia facoltà esistono anche corsi di laurea specialistica, e non mi pare affatto che loro abbiano più orali di noi (anzi). Poi conosco indirettamente, per esperienza di amici, un corso di laurea specialistica dell'Università di Urbino ove i crediti si maturano quasi tutti per project-works, che sono attività pratiche. Così come conosco miei amici che si sono laureati in Scienze giuridiche e hanno conseguito la laurea specialistica in Giurisprudenza senza mai sostenere uno scritto, e amici che si sono laureati in Scienze della comunicazione e hanno conseguito una laurea specialistica in Scienze della comunicazione sociale e istituzionale senza mai sostenere un orale. Tutto dipende dalle scelte delle singole università.
--213.140.16.186 15:18, ott 30, 2005 (CET)



Le lauree specialistiche consentono di sostenere l'esame di ammissione e l'iscrizione nelle sezione A degli albi professionali rispettivi delle varie facoltà(avvocati, notai per giurisprudenza, ingegneri e medici etc.)
1) non tutti gli albi sono suddivisi nelle sezioni A e B: l'albo degli avvocati ha un'unica sezione a cui si può accedere solo con laurea in qualsiasi disciplina + laurea specialistica/magistrale classe 22/S + pratica biennale (il primo anno di pratica può essere sostituito dal diploma di specializzazione in professioni legali indirizzo forense, che per i laureati specialisti/magistrali si consegue in un solo anno) + esame di Stato OPPURE laurea vecchio ordinamento + pratica biennale (il primo anno di pratica può essere sostituito dal diploma di specializzazione di cui sopra, il cui corso per i laureati v.o. dura 2 anni). Invece l'albo dei dottori commercialisti e l'albo dei ragionieri e periti commerciali hanno unica sezione a cui si può accedere con laurea di classe 17 o 28 OPPURE laurea specialistica/magistrale di classe 64/S o 84/S (non è necessario possedere entrambi i titoli, e nel caso si abbia la specialistica/magistrale non ha importanza quale sia la laurea di base) + 3 anni di pratica + esame di Stato. Dal 2006 entrerà in vigore la nuova normativa: albo unico dei dottori commercialisti ed esperti contabili. nel quale confluiranno gli attuali albi dei dottori commercialisti e dei ragionieri e periti commerciali (con rispettivi ordine e collegio unificati). Nella sezione "dottori commercialisti" finiranno gli abilitati alla professione di dottore commercialista con laurea vecchio ordinamento (qualsiasi laurea rilasciata da una facoltà di Economia) e gli abilitati alla professione di ragioniere e perito commerciale con diploma (senza potersi fregiare dell'appellativo di dottore) oppure con la normativa transitoria di diploma di ragioniere + laurea v.o. (Giurisprudenza o Scienze politiche mi pare), nonché gli abilitati con laurea specialistica/magistrale, mentre nella sezione "esperti contabili" finiranno gli abilitati con laurea n.o., compresi (salvo ricorsi al Tar) quelli che stanno facendo la pratica adesso; 2) non esiste l'albo dei notai; 3) gli albi non sono collegati alle facoltà.

Analogamente estendono ai nuovi laureati diritti di accesso alle classi di concorso
Se si riferisce alle classi di concorso per l'insegnamento nella scuola secondaria, l'articolo già spiega, ma non c'entra niente la parità con il vecchio ordinamento... Non esiste nessuna parità; l'ultimo decreto spiega quali lauree specialistiche del n.o. ci vogliono e con i crediti distribuiti in quanti e quali settori per accedere alle classi e per prendere l'abilitazione sulle classi stesse; per il v.o. rimane tutto come prima.

e a svolgere mansioni e ai trattamenti retributivi e contrattuali previste per la qualifica professionale acquisita dopo una laurea col "Vecchio Ordinamento"
Le lauree, sia quelle del vecchio sia quelle del nuovo ordinamento, sono meri titoli accademici E NON professionali. Le abilitazioni sono titoli professionali.

alcune informazioni sono moilto utili e le inserisco nell'articolo.la ringrazio molto.

aggiungo per chi leggesse che 34/S è la laurea in ing.gestionale che consente di iscriversi nella sezione esperto contabile. le chiedo: i diritti contrattuali e retributivi dipendono solo dall'essere abilitati all'albo dei commercialisti ed esperti contabili e sono gli stessi per chi è stato abilitato con laurea vecchio ordinamento,diploma di ragioneria e laurea specialistica del nuovo?

Non esistono «diritti contrattuali e retributivi». L'iscrizione nell'albo occorre per esercitare la libera professione. Se io voglio assumere un contabile nella mia azienda posso assumere chi voglio, anche una persona completamente sprovvista di titolo di studio. Fermo restando che alcuni contratti collettivi nazionali di lavoro correlano il livello iniziale di inquadramento al titolo di studio posseduto (per il momento a che mi risulti solo quello del pubblico impiego fa distinzione tra laurea di vecchio e laurea di nuovo ordinamento e prevede la laurea specialistica. Ma, d'altro canto, prevede l'inquadramento degli iscritti agli albi professionali nel livello spettante ai laureati, pur se iscritti all'albo dei giornalisti, per i quali non è necessaria nessuna laurea, oppure all'albo dei ragionieri e periti commerciali col diploma, in base alla vecchia normativa). --213.140.16.186 22:05, ott 31, 2005 (CET)



Il decreto specifica classi di laurea specialistica e quanti crediti devono essere conseguiti in quante e qauli settori(d'esame)per poter sostenere un concorso.
Quale decreto? Uno che hai scritto tu? Lo consegnerai personalmente alla Corte dei conti per la registrazione? Per conto di quale ministro? Quando verrà pubblicato in Gazzetta? Sai com'è, a me che leggo la Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana un giorno sì e un giorno no è sfuggito. Non vorrei che fosse uscito proprio in quei pochi numeri che ho saltato. Ti ripeto di citare i riferimenti normativi quando scrivi certe cose così impegnative. Grazie.

Per le lauree del vecchio ordinamento le regole sono invariate:con una data laurea si accede agli stessi concorsi cui si aveva diritto prima della riforma.
Ma cosa c'entrano i concorsi?

Il recquisito d'accesso è meno stringente che per il nuovo ordinamento: riguarda solo il tipo di laurea e non l'avere sotenuto un certo numero di annualità in un dato settore d'esami.
Mai visto un bando di concorso per il pubblico impiego (SOLO per le assunzioni nel settore pubblico vengono banditi bandi di concorso) che prevede l'aver sostenuto determinati esami e/o l'essersi laureati entro determinati tempi. Esiste solo una normativa, di cui non ricordo i riferimenti e che se non ricordo male è stata dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale, che prevede che a parità di merito, se non diversamente specificato nel bando, prevale il cittadino più giovane.

L'annualità infatti era intera o mezza(10 o 5 creditic attuali) Con il vecchio ordinamento esistevano annualità e semestralità, non annualità intere e mezze annualità. È la seconda volta che te lo ripeto.
Quanto ai crediti, sono le singole sedi che stabiliscono la corrispondenza. Alla facoltà di Scienze politiche "Cesare Alfieri" dell'Università di Firenze, per esempio, gli studenti del vecchio ordinamento devono sostenere esami monomodulare del nuovo, secondo una precisa tabella di equipollenze delle denominazioni, per coprire un esame semestrale del loro piano di studi, un esame plurimodulare (ce ne sono di bimodulari e trimodulari) per coprire un esame annuale del loro piano di studi, due esami plurimodulari per coprire un esame biennale del loro piano di studi. Ogni modulo corrisponde a 3 crediti. Alla facoltà di Scienze della formazione dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, invece, gli studenti del vecchio ordinamento debbono mutuare 4 crediti del nuovo per maturare una semestralità e 8 per maturare un'annualità. Nel corso di laurea in Scienze della comunicazione della facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Bologna, gli studenti del vecchio ordinamento devono mutuare 5 crediti del nuovo per poter coprire una propria semestralità e 10 per una loro annualità. Nel passaggio al nuovo ordinamento, gli esami del vecchio vengono valutati da 8 a 12 crediti a seconda della sede. Non esiste nessuna legge o regolamento ministeriale che fissi una corrispondenza.

Nella scelta del piano degli studi, l'inserimento di esami un pò di tutte le aree(il "curriculum generalista", meno specialistico),
Innanzitutto sei invitato a esprimerti con un lessico più consono a un'enciclopedia (non stai scrivendo un'e-mail al tuo collega di corso), a formattare il testo in maniera umana (le parentesi non vanno attaccate alle parole), a scrivere correttamente in lingua italiana (po' non si scrive con l'accento).
Secondo, esistono corsi di laurea suddivisi in curricula e corsi di laurea non suddivisi in curricula; neanche per questo esiste una regola fissa. Il mio corso di laurea prima della controriforma Moratti era articolato a Y: aveva un percorso orientato alla prosecuzione degli studi in un corso di laurea specialistica e un percorso di tipo professionalizzante. Il primo percorso comprendeva, al terzo anno, solo esami teorici da 6 e 9 crediti, mentre il secondo solo esami professionalizzanti da 3 e 6 crediti: ma lo studente poteva anche fare un piano di studi individuale, scegliendo esami un po' di qua e un po' di là. Essendo tali esami tutti afferenti allo stesso settore scientifico-disciplinare, era comunque garantito l'accesso alle lauree specialistiche correlate senza debiti formativi. Proprio oggi che la Moratti ha modificato il decreto Zecchino, attirandosi le ire della sinistra che ha battezzato il suo nuovo testo «riforma a Y», il consiglio del mio corso di laurea ha deciso di sopprimere la suddivisione, a dimostrazione del fatto che la Y era un'ipotesi (peraltro non discriminante) perfettamente compatibile anche col decreto Zecchino, oltre con quello della Moratti (che si limita a rendere obbligatoria una quota di crediti in comune qualora la stessa università attivi più corsi della stessa classe). Il corso di laurea che frequenta mio fratello non è suddiviso in curricula. Il corso di laurea che frequentano alcuni amici miei è suddiviso in 5 curricula, nessuno dei quali si chiama «generalista».

se non si hanno idee chiare di quali professioni andrà a fare, evita di pregiudicarsi sbocchi lavorativi futuri. Il curriculum è solo un orientamento; non pregiudica nulla!
Solo in pochissime università viene fatta menzione del curriculum seguito su certificato e pergamena di laurea, ma si tratta di casi in cui il curriculum identifica ordinamenti diversi, cioè tabelle separatamente approvate dal Ministero! In sostanza l'ateneo fa un unico corso di laurea, ma lo suddivide in indirizzi e per ognuno di essi redige una tabella; le tabelle vengono SEPARATAMENTE depositate al Ministero.

Attualmente per l'iscrizione agli albi c'è il recquisito sul tipo di laurea e non sugli esami dati(come per il vecchio ordinamento). Il requisito è sempre lo stesso: il valore legale. Il valore legale con il vecchio ordinamento era determinato dalla denominazione del diploma di laurea (equipollenze ai fini dei concorsi pubblici sono elencate sul sito del MIUR, con i riferimenti normativi per ciascun titolo), con il nuovo è la classe di afferenza della laurea o della laurea specialistica.

Il meccanismo dei crediti è utilizzato, dunque, solamente nei concorsi pubblici. Il meccanismo dei crediti con i concorsi pubblici non c'entra niente. Fuori dall'àmbito accademico ha valore solo per le classi di abilitazione all'insegnamento nella scuola secondaria.
Tant'è vero che io mi sto laureando con 30 crediti di esami extracurriculari, quindi con 210 crediti invece che 180, eppure quella che sto conseguendo è solo una laurea.

Alcuni albi (medici e ingegneri,e altri)sono divisi in due sezioni:
L'albo dei medici chirurghi e l'albo degli odontoiatri (afferenti a un unico ordine) non sono suddivisi in sezioni. Le lauree specialistiche delle classi di Medicina e chirurgia e Odontoiatria e protesi dentaria, come indicato in principio dell'articolo, sono a ciclo unico e regolate da normative nazionali facenti séguito a direttive e regolamenti comunitari.

con la laurea triennale si accede alla sezione B(con limitazioni professionali)
La sezione B non prevede limitazioni professionali, ma semplicemente profili professionali DIVERSI rispetto a quelli della sezione A.

e con l specialistica, partendo da una laurea triennale qualunque, si accede alla sezione A(nella quale sono stati iscritti di default tutti gli abilitati alla professione al momento della riforma).
«Di default»?!? Ma mica stiamo parlando di un software! Ma ti rendi conto che qui stiamo su un'enciclopedia?!?

Altri albi(come quello degli avvocati)sono rimasti a sezione unica, non permettendo l'accesso con le lauree triennali e consentodolo solo a chi ha una laurea specialistica(a partire da una laurea triennale qualunque). Ci sono altri albi a sezione unica a cui si accede già con la laurea. Addirittura all'albo degli infermieri non è possibile accedere se in possesso di laurea specialistica in Scienze infermieristiche nel caso in cui la laurea di base conseguita prima della laurea specialistica non sia in Infermieristica.

--213.140.16.186 22:05, ott 31, 2005 (CET)

.wikipedia non ha bisogno dei consigli di un aspirante giurista pedante.tant'è vero che l'intero articolo presumo da lui scritto non ripsetta i canoni dell'enciclopedia ed è da riformattare.
I tuoi articoli non rispettano nemmeno i normali requisiti stilistici (ti ripeto che la punteggiatura non va attaccata al testo) – e poi vieni a parlare a me di formattazione – e le basilari regole della lingua italiana, a cominciare dalla punteggiatura (per inciso, dopo i punti fermi è necessaria la maiuscola) e dallo spelling (per esempio requisito si scrive senza la c, e perché con l'accento acuto). Inoltre, non firmi mai i tuoi interventi nelle discussioni e non specifichi il tema delle tue modifiche. --213.140.16.186 23:23, nov 4, 2005 (CET)

il riferimento al decreto l'ho fatto perchè nell'intervento iniziale tu avevi detto che il decreto specifica quanti e quali esami e in quali settori dovevano essere sostenuti per l'abilitazione all'insegnamento.

Attenzione, non quanti e quali esami! Bensì quanti crediti in determinati settori o gruppi di settori scientifico-disciplinari. Questo vale non per l'abilitazione all'insegnamento ma per l'accesso alle scuole di specializzazione all'insegnamento secondario (il cui diploma ha valore abilitante, poiché si consegue con un esame valevole come esame di Stato) e per l'inserimento nelle graduatorie d'istituto, per le quali non è richiesta abilitazione. --213.140.16.186 23:23, nov 4, 2005 (CET)

sbagliando, ho detto che la cosa riguardava i concorsi pubblici in generale.

Figuriamoci, solo tu potevi sognare un'Italia ancór più burocrate di quanto già non sia! --213.140.16.186 23:23, nov 4, 2005 (CET)

i paragrafi aggiunti tenevano conto in poarte di miei errori(lo ammetto) e in parte di suggerimenti sbagliati tuoi.

Forse suggerimenti mal interpretati da parte tua? Ci son tutti i riferimenti normativi; vai a controllare. --213.140.16.186 23:23, nov 4, 2005 (CET)

non è il caso di farne una tragedia o comizio.

Non mi pare di aver fatto né l'una né l'altra cosa. --213.140.16.186 23:23, nov 4, 2005 (CET)

-che l'albo degli ingengeri(e altri?) è diviso in due sezioni a e b con profili professionali diversi

Mi vengono in mente, adesso, quello degli architetti e quello degli psicologi (recentemente riformato per la seconda volta). Inoltre le lauree della classe 4 e le lauree specialistiche della classe 4/S dànno accesso sia all'esame di Stato per l'accesso alla professione di architetto (sezione A dell'albo) / architetto iunior (sezione B) sia a quello per l'accesso alla professione di ingegnere (A) / ingegnere iunior (B). Cfr. dpr 328/2001.

-che medici, odontoiatri e avvocati hanno albo a sezione unica cui si accede con laurea specialistica

La laurea specialistica (a ciclo unico per medici e odontoiatri) dà accesso all'esame di Stato, non direttamente all'albo

-che altri albi a sezione unica sono accessibili a partire da una certa laurea triennale o la richiedono come precondizione(es.scienze infermieristiche)

Tutti gli albi relativi alle professioni sanitarie. Inoltre le lauree nelle professioni sanitarie si concludono con prova finale che ha valore di esame di Stato, quindi sono direttamente abilitanti

-che l'iscrizione dei laureati anche ad albi dove l'abilitazione è conseguible anche con diploma(es.giornalisti e ragionieri-esperti contabili), prevede il loro inquadramento nel livello spettante ai laureati..

Innanzitutto, nel rispetto dell'art. 21 Cost., l'albo dei giornalisti è accessibile anche senza alcun titolo di studio (non è necessario nemmeno aver concluso con esito positivo la scuola dell'obbligo).
Secondo, l'inquadramento nel livello spettante ai laureati è questione riguardante la contrattazione collettiva o la contrattazione individuale atipica, non il valore legale dei titoli di studio. Al momento il CCNL del pubblico impiego prevede che gli iscritti all'albo dei giornalisti che accedano a mansioni per le quali sia richiesto questo requisito (cfr. ruolo di addetto stampa previsto dalla legge 150/2000) siano inquadrati come se fossero laureati, a prescindere dal titolo di studio.
Terzo, l'albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili (NON ragionieri ed esperti contabili) partirà nel 2006. Esso è diviso in due sezioni: A, accessibile con laurea specialistica, e B, accessibile con laurea. Non vi si potrà accedere col diploma. In esso, e nel relativo ordine, confluiranno gli attuali albi dei dottori commercialisti e dei ragionieri e periti commerciali (che si fregiano da anni di un appellativo del tipo «ragionieri commercialisti ed economisti d'impresa», non riconosciuto per legge ma legittimato dalla giurisprudenza), con l'ordine dei primi e il collegio dei secondi. Attualmente si possono iscrivere all'albo dei ragionieri e periti commerciali coloro che sostengono esame di Stato a séguito di un periodo di pratica triennale. Alla pratica triennale sono ammessi: a) coloro che hanno conseguito la maturità tecnica, diploma di ragioniere e perito commerciale, PRIMA del 1996; b) coloro che, tra il 1996 e l'entrata in vigore della riforma universitaria, abbiano conseguito un diploma di laurea in Giurisprudenza (4 anni v.o.) oppure alcuni diplomi universitari che non ricordo essendo già in possesso del diploma di ragioniere e perito commerciale; c) coloro che, a prescindere dal diploma di maturità o diploma conclusivo di istruzione secondaria superiore, abbiano conseguito una laurea della classe 17 o 28 OPPURE una laurea specialistica della classe 64/S o 84/S (i titoli sono tassativamente alternativi). All'albo dei dottori commercialisti sono ammessi coloro che sostengono esame di Stato a séguito di una pratica triennale a cui possono essere ammessi se in possesso di qualsiasi diploma di laurea di vecchio ordinamento rilasciato da una facoltà di Economia OPPURE gli stessi titoli previsti dal precedente punto c). A prescindere dall'albo di destinazione, è indifferente svolgere la pratica presso un ragioniere commercialista o un dottore commercialista. Sia coloro che, all'entrata in vigore della riforma, sono già iscritti all'albo dei ragionieri e periti commerciali, sia coloro che sono già iscritti a quello dei dottori commercialisti confluiranno nella sezione A (dottori commercialisti) del nuovo albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili, con la clausola che non potranno farsi chiamare "dottori" se non in possesso di laurea; coloro che, invece, completeranno la pratica SUCCESSIVAMENTE all'entrata in vigore delle nuove norme saranno ammessi a sostenere l'esame di Stato per diventare dottori commercialisti solo se in possesso di laurea specialistica, altrimenti dovranno sostenere l'esame di Stato per la sezione B (esperti contabili) e non potranno fregiarsi dell'appellativo di commercialisti. Tutto questo salvo modifiche legislative molto probabili visto che si preannuncia una pioggia di ricorsi. --213.140.16.186 23:23, nov 4, 2005 (CET)

ai fini della libera profesione questo particolare inquadramento dei laureati comporta qualche vantaggio per loro?

Ma cosa c'entra la libera professione? Guarda che se eserciti la libera professione non sei inquadrato da nessuno! --213.140.16.186 23:23, nov 4, 2005 (CET)

da ad es. diritto a chiedere parcelle più alte per le prestazioni rispetto ai professionisti non laureati iscritti allo stesso albo?

Ah, intendevi questo! E perché usi termini a sproposito? Al momento alcuni ordini hanno previsto onorari diversi per le diverse sezioni in cui sono suddivisi (ma tieni presente che gli albi di ingegneri, architetti, periti industriali e altri sono suddivisi non solo nelle sezioni A e B, ma anche in elenchi relativi alle specializzazioni), ma non sulla base dei titoli posseduti dagli iscritti.
Quanto ai giornalisti, i giornalisti non possono esercitare la libera professione. Le prestazioni da free-lance sono configurate come collaborazioni (cioè c.d. rapporti di lavoro parasubordinati) e le relative ritenute vanno versate alla gestione separata dell'INPGI. Non è possibile aprire una partita IVA come giornalisti. --213.140.16.186 23:23, nov 4, 2005 (CET)

-che un vincolo sui crediti in certe aree d'esami universitari è chiesto soltanto negli esami per l'abilitazione all'insegnamento e non in altri concorsi pubblici.

Non è proprio così, comunque rispetto a prima hai capìto qualcosa in più ;-) --213.140.16.186 23:23, nov 4, 2005 (CET)
Ah, dimenticavo: qui siamo su un'enciclopedia, non in una chat. Quando scrivi sei pregato di fare attenzione alla formattazione del testo, alla punteggiatura e alla grammatica (ortografia, sintassi e quant'altro). Non rispetti neanche le regole di concordanza: femminili uniti con maschili e singolari con plurali (e.g. «albi professionale») sono all'ordine del giorno nei tuoi scritti.
Quanto alle equipollenze, esse non sono determinate dal MIUR ma da una lunga serie di atti normativi (fino al '97 esisteva una riserva di legge in materia, quindi la maggior parte di tali atti sono leggi e norme dello stesso livello gerarchico, mentre il MIUR può emanare solo decreti ministeriali, che hanno forza di regolamento e non di legge). Difficilmente tali atti sono collettanei; nella maggior parte dei casi essi riguardano un solo titolo (solitamente non prevedono nemmeno il reciproco, in particolare quando i corsi di studio cambiavano denominazione in corrispondenza dell'aumento della durata legale del corso: per esempio Scienze dell'informazione, 4 anni, fu sostituita con Informatica, 5 anni. Un atto normativo prevedeva l'equipollenza di Scienze dell'informazione rispetto a Informatica ma non viceversa, perché il legislatore dava per scontato che nei concorsi pubblici si sarebbe richiesto il titolo nuovo e non il vecchio, quindi erano i vecchi a dover essere tutelati). E comunque le equipollenze valgono al solo fine dei concorsi pubblici, NON per le iscrizioni agli albi. Per quello, vigono i rispettivi ordinamenti professionali, che prevedono tutti i titoli che dànno accesso ai tirocini, ove prescritti, e agli esami di Stato. --213.140.16.186 23:30, nov 4, 2005 (CET)



Come richiestomi, ho scritto tutto quello che so (per non sbagliare ho anche consultato più volte le fonti normative) sugli albi professionali. Tuttavia, ritengo che questa roba c'entri poco o nulla con l'articolo sulle lauree specialistiche (anche perché la trattazione dev'essere organica: è impossibile scindere, nella normativa sugli albi professionali, ciò che riguarda le sole lauree specialistiche; per capirci qualcosa è necessario avere una visione d'insieme) e andrebbe inserito in un articolo a parte dal nome, magari, di "Professioni regolamentate". --213.140.16.186 11:02, nov 5, 2005 (CET)

Visto che di cose ne sai diverse, e visto che sarebbe un peccato sprecare parte delle nozioni scritte in questa discussione, ti consiglio di riportarle all'interno dei vari articoli sulle lauree. Se ritieni che parte delle nozioni siano afferenti ad altri argomenti (come gli albi professionali) non importa, basta che tu faccia un bel sotto-capitolo del tipo, "laurea e albi professionali", oppure "valenza dei titoli accademici in ambito professionale"...
Il fatto che una nozione sia attinente con + articoli non ti può esimere da inserirla, semmai sarà bene introdurre la medesima nozione anche negli altri articoli, magari orientandola verso lo specifico argomento che li viene trattato ^_^. Per qualunque dubbio contattami pure nella mia pagina personale. --Ş€ņpãİ-26 - おたく scrivimi 16:46, nov 7, 2005 (CET)

Master's degree[modifica | modifica sorgente]

Ma all'estero questa viene paragonata al grado di "Master's degree". Nel concreto, io sono laureato in ingegneria con il vecchio ordinamento (5 anni): sono un "Master of Engineering" (o M.Eng)? Mettete un link! --Frenky-77 09:21, 14 nov 2007 (CET)

A cosa viene equiparata la laurea specialistica nella classificazione internazionale? foundation degree?!


We è meglio il magistrale o il classico per diventare vigilatrice d'infanzia?


La Laurea Magistrale e' quella che in Inglese (indipendentemente dallo Stato - UK o Nord-Europa) viene chiamata in generale Master Degree. Piu' in particolare vengono definite MA - Master in Arts - quelle Lauree Magistrali ad indirizzo piu' umanistico, mentre vengono chiamate MSc - Master of Science - le Lauree Magistrali ad inirizzo piu' tecnico (tipo l'italiana Ingenieria, Economia e Commercio, ma anche Farmacia o altre).

Laurea Magistrale di 5 anni[modifica | modifica sorgente]

La pagina è confusa: l'accesso alla laurea magistrale puó essere il possedimento del semplice diploma nel caso in cui la laurea magistrale sia a ciclo unico (5 anni), ovvero come lo sono state la maggior parte delle lauree italiane fino alla fine degli anni '90. --Alessandro (msg) 16:48, 2 ott 2010 (CEST)

Proposta di spostamento[modifica | modifica sorgente]

Vista l'"ottica geopolitica limitata", perché non richiamare la voce laurea magistrale (Italia)? --U Neva Cn Tll (msg) 00:22, 20 lug 2012 (CEST)

professioni sanitarie[modifica | modifica sorgente]

ma da quando i farmacisti e gli psicologi sono considerati sanitari?