Candia (famiglia)

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I de Candia (anche variante dialettale de Candie, Gancia o Candida), discendenti di Desiderio di Brescia, sono una antica famiglia nobile Longobarda di "Castrum Candiaco" nel Dauphiné della novilita Longobarda o Burgunda di Savoia-Piemonte entrò nel piemontese a Candia Canavese, imparentandosi con gli Altavilla, Casa Savoia, i Cattaneo antica famiglia genovese, e anche nella Toscana imparentata con gli Spinola e la famiglia degli Alberti (conti di Prato).

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Nel mondo medievale antico della piccola nobiltà Sabauda,
"Candiaco vassalum Sabaudo", dal latino medievale "Casa Candia vassallo di Casa Savoia", a Castrum Candia.

Si tratta di un'antica famiglia gallo-romana della Savoia in Camberium, Chambery (Savoia francese). Solo successivamente si stabilirono nell'Italia settentrionale localizzata particolarmente nel Canavese, a Ivrea e a Candia Canavese, nel Piemonte, in Lomellina e in Liguria, secondo quanto risulta dai registri del 989 del Podestà di Ivrea.

A partire dal 1008 sono presenti nel Piemonte, dal 1242 nel Mezzogiorno (Regno di Sicilia), nel 1603 diviene Conte di Candia nel Piemonte dei Arcimboldi de Candia, e, dal 1700 presente nel Regno di Sardegna dove la famiglia si trasferì per ragioni di commercio e fu nobilitata dal Regno di Savoia nel 1779, e dopo nobilitata dal Regno d'Italia e Regno di Grecia.

Indice

Esponenti della famiglia [modifica]

  • Godoffredo Roricon de Candia dei Longobardi, Signore de Candé e du Lion d'Angers, cavalieri Normanni di Gerusalem morto nella Palestina nell 1100.
  • Anselmo de Candia Ginevra, Anselmo d'Aosta chiamato anche Anselmo di Bec o Anselmo di Canterbury (Aosta, 1033/1034 – Canterbury, 21 aprile 1109) è stato un teologo e filosofo; nacque ad Aosta figlio dal conte Gundulfo de Candia il cui nome rivela la sua origine longobarda e dalla nobile donna Eremberga di Ginevra, principessa originaria della Borgogna e parente del conte Oddone di Savoia e di Moriana.

Discendenza dei de Candia

  • Enrico de Candia, Signore del Piemonte nella Candia Canavese:

La Branca del Piemonte, ha origine dal Conte Enrico de Candia del Castello di Candia nella Lomellina e del Canavese, registri dei domini di Pavia con diploma di Federico I del 1164.

  • Alduino de Candia, Signore di Candida:

Le prime notizie documentabili del castello di Candida e del suo signore risalgono a metà del 1100. Il Catalogus Baronum, compilato tra il 1150 e il 1168 a seguito del censimento, ordinato da Ruggero II di Sicilia, dei feudi e dei feudatari del Regno, attesta che feudatario di Candida e Lapio con Arianiello era Alduino de Candida figlio di Ruggero figlio di Oldoino delle genti Lortomanne, ovvero Normanne[8]. A causa di un duro scontro con il cancelliere, Alduino perse i feudi che furono incamerati nel demanio; nel 1186 Guido de Serpico ebbe in concessione il feudo di Lapio e Arianiello, mentre il castello di Candida fu venduto a Rogerio, fratello di Guido e figli di Trogisio de Scapito, feudatario di Trogisio de Cripta di Serpico.

  • Alfonso IV di Ribagorza, Signore di Candia, detto "il Vecchio
  • Franco de Candia, Signore di Derruyere et Viconte di Ginevra:

La famiglia de Candia di Camberium (Chambery-Le-Vieux), o Branca de Candia di Ginevra, ha origine da un tal Franco de Candia, Signore di Derruyere et Vidominus di Ginevra (1314 - 26 / XII /1360), originale della linea dei de Candia di Bresse (Brexia) venuto nella Savoia dei de Candia di Borgo San Dalmazzo nella regione di Piemonte; dando origine all'intera discendenza dei de Candia Visconti di Ginevra.

  • Tommaso de Candia, Capitano di Bari, conte Corrado de Candia (Palazzo Candia di Molfetta), Capitano Serafino de Candia di Torre del Greco: da lui la famiglia De Candia del Regno di Napoli e del Regno delle Due Sicilie.
  • Simonetta Vespucci, nata Simonetta Cattaneo de Candia nel 1453, nobile donna di Casa Candia, gli storici non sono concordi circa il suo luogo di nascita, se Fezzano di Portovenere (La Spezia) o Genova, il cui nome fu poi leggendariamente legato alla Nascita di Venere di Botticelli.
  • Antonio Candia, di Torre del Greco, figlio di un Francesco Candia, si trasferì ad Alghero come proprietario di una flottiglia per la pesca del corallo, suo figlio Serafino De Candia raggiunse in Alghero una posizione preminente nella pesca e ne commercio di corallo e Vittorio Amedeo III, re di Sardegna, il 29 maggio 1779 gli concesse il titolo di cavaliere e nobile, tramissibile ai figli maschi e il 10 luglio l'uso delle armi gentilizie. Tali titoli comportano il trattamento di don per i maschi e donna per le femmine.
  • Don Stefano De Candia, nipote del prec. e figlio di un Antonio Agostino, abitante a Cagliari e altrove fu aiutante di campo del re Carlo Felice e governatore di Nizza.
  • Don Carlo De Candia, figlio del precedente, nato a Cagliari nel 1803, svolse una lunga carriera militare divenendo luogotenente generale e comandante della divisione militare di Cagliari, nonché grande ufficiale dell'ordine mauriziano nel 1860. Realizzò la planimetria ed il catasto della Sardegna e fu segretario del ministro della guerra[1].
  • Don Giovanni Matteo De Candia (1810-1883), anch'egli figlio di Stefano, fu uno dei massimi tenori dell'Ottocento col nome d'arte di Mario. Anch'egli aveva cominciato la carriera militare, ma poi, coinvolto in simpatie mazziniane, lasciò l'esercito e fuggì in Francia. Raggiunta la fama nei maggiori teatri del mondo, rifiutò sempre di cantare in patria[2].

Feudi [modifica]

Castrum Candia nel Candia Canavese apparteneva a l'antica famiglia del Conte Enrico de Candia e il Castello nella Candia Lomellina entrò a far parte dei domini di Pavia nel 1164 (diploma di Federico I), ma apparteneva forse fin da allora a una antica famiglia locale, i Confalonieri da Candia. Nel 1560 fu infeudato, insieme a Valeggio, a Giovanni Arcimboldi; nel 1603 Gianangelo de Candia diviene Conte di Candia. Nel 1675 il feudo di Candia è acquistato (1676) dai Gallarati, già signori dei vicini Cozzo e Sant'Angelo Lomellina. Nel 1707 Candia, con tutta la Lomellina, passò sotto il dominio di Casa Savoia. Nel 1859 entrò a far parte della provincia di Pavia; nel 1928 a Candia Lomellina fu unito il soppresso comune di Terrasa.

  • Terrasa veniva sempre citata insieme a due altri piccoli centri, Villata e Roncone. Erano compresi nel feudo di Candia, di cui seguirono le sorti. Nel 1644 il comune è detto Villata e Roncone; nel secolo successivo a questi nome si aggiunge Terrasa, che finisce per essere il centro principale e a dare da solo il nome al comune. (Villata e Roncone scompaiono nel corso del XVIII secolo).

CASTELFIORITO ricostruzione ottocentesca dell'antico castello di Candia che dominava il borgo di Candia. Durante la guerra del Canavese del XIV secolo i castelli di Candia e Castiglione subirono molti danni da parte del Principe d'Acaia e vennero poi smantellati da Fabrotino da Parma. Resti di mura medievali sono ancora osservabili nelle case di via Cesare Battisti e via Cavour.

Le origini del nome [modifica]

Questo nome discende dai Normanni "Candiaco", in latino è "Candidus", dopo detto: "Candida" nella Campania, "Chandieu" o "Candè" del Gallo-Romano, che nell'idioma piemontese è "Candia", anche devienta "Candie" nella Savoie.

Sono state formulate diverse ipotesi circa l'etimologia del nome "Candia": Il Donisotti ritiene che il nome di Candia derivi da Caput Andia per l'origine della famiglia del primo registri nella villa di Angers (Latin "Andia" anche Gallo-Romano "Andes", Francia). L'etimologo D. Olivieri ritiene che rifletta il nome delle cannea, cioè canneto come doveva essere il territorio verso il fiume Sesia ora bonificato. Il mortarese prof. F. Moro ritiene che il nome derivi dal celtico, aggettivazione delle forme participiali hem-d o ham-d (terra estrema o al bordo) come si può dedurre dalla pronuncia dialettale del nome del paese Chendiâ . Il Pollini scrive Kandium (forse riferendosi a Candia) quando parla di un combattimento che vide coinvolto l'esercito romano nei pressi di Robbio, circa 101 anni avanti Cristo. Da altre fonti si legge che il nome del paese probabilmente deriva dal latino Candida Laumellorum dovuto alle immense praterie di candidi gigli selvatici che in primavera ricoprivano le zone umide attorno al nucleo cittadino Esistono tracce di Candia in una antica carta orografica dell'Agro dei Levi, dove fra i numerosi nomi di borghi e luoghi, troviamo anche Candium o Candida, cioè Candia. Altri, infine, ritengono che il nome del paese di Candia nel Piemonte derivi dal latino "Candida Laumellorum" dovuto alle immense praterie di candidi gigli selvatici, che in piemontese sono detti "Candia Lomellina".

Note [modifica]

  1. ^ Si veda l'interessante studio di Alberico Lo Faso di Serradifalco [1], pagine 10 e 56-57.
  2. ^ Una succinta biografia in [2], accenni sul suo archivio in [3].

Bibliografia [modifica]

  • Archivio degli Amici del Castelfiorito - www.castelfiorito.com
  • Vittorio Spreti "Enciclopedia storico-nobiliare italiana" (6 voll.+appendici) 1932.
  • DE CANDIE / DE CANDIA, count Ludovico de Candia, Source: Annuaire de la noblesse de France 1861
  • Gallica : [4]
  • LA SOCIETE SAVOISIENNE D'HISTOIRE ET D'ARCHEOLOGIE [5]
  • Ref: Chev. èpée JO Two Old French Romances: Le Chevalier a l'épée and; Le Roman de Foulque de Candie p. Herbert le duc de Dammartin
  • Ref: The Gesta Normannorum Ducum of William of Jumièges, Orderic Vitalis and Robert of Torigni edited and translated by Elisabeth M. C. Van Houts. Clarendon Press, Oxford, 1995.
  • Ref: La Société académique de Savoie a publié à Chambéry des Mémoires sur la carrière politique et militaire de Savoie, 1828.'
  • Armorial De Candiae, Savoie [6]
  • Heraldique de France - Maison de Candie [7]
  • Dynastic House of Candia, Annuairy of the French Nobility 1861 [8]
  • Fiefdom of Candia Laumellorum [9]
  • Chateau de Candie [10]
  • De Candia [11]
  • Cecilia Pearse De Candia e Frank Hird, The romance of a great singer. A memoir of Mario, Londra, Smith, Elder & co., 1910 [12].
  • Enrico Amat di San Filippo ed Emanuele De Candia, albero genealogico della famiglia sarda, sul sito dell'Associazione araldica genealogica nobiliare regionale della Sardegna [13].
  • Archivio Storico del Comune di Alghero (Antonio Candia, pesca del corallo).
  • Archivio della Curia vescovile di Alghero (atto di matrimonio di Serafino De Candia).
  • Archivio della Curia arcivescovile di Cagliari (atto di battesimo di Giovanni Matteo De Candia, futuro tenore Mario).
  • AA. VV. Atti del Convegno "Alghero, la Catalogna, il Mediterraneo" a cura di Antonello Mattone e Piero Sanna, 1985. Gallizzi, Sassari, 1994. In part. le pagg. 523,524,763.