Visdomino

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Visdomino deriva dal latino vicedominus ed indicava nel Medioevo "colui che faceva le veci del signore".

Il termine era utilizzato sia in campo ecclesiastico ad indicare il funzionario vescovile preposto all'amministrazione del patrimonio della chiesa, che in campo civile come, ad esempio, il magistrato chiamato a dirimere controversie nel campo patrimoniale.

Per esempio, nel diploma di Ottone I del 962, l'imperatore concede al vescovo di Parma la totalità dei diritti sulla città ed i suoi abitanti in un'area che si estende per 3 miglia attorno a essa.

In questo frangente viene specificato che: "...se accadesse che non si potesse giungere a un accordo..." tra le parti, relativo a beni patrimoniali o dipendenze, senza ricorrere allo scontro, "...per questo nostro diploma concediamo al visdomino del vescovo di essere nostro messo e di avere autorità di deliberare, definire e giudicare come il nostro conte palatino..."[1]

A Firenze esisteva una famiglia, Visdomini appunto, che teneva le sorti della diocesi durante la sede vacante. La Repubblica di Venezia, nel XV secolo, aveva un magistrato a Ferrara con il titolo di visdomino per tutelare gli interessi dei propri sudditi in territorio estense.

E ancora, nella Storia di Landolfo di San Paolo, storico milanese dell'XII secolo, egli racconta di essersi recato in Francia nel 1108 con gli ecclesiastici Anselmo de Pusterla ed Olrico che egli definisce "vicedomino mediolanensi".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ R. Bordone, La società urbana nell'Italia comunale (sec. XI-XIV), Torino 1984, pag. 47.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L. A. Muratori, Dissertazioni sopra le antichità italiane, Società tipografica dei classici italiani, 5 voll., Milano 1837 II