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Torre Civica di Macerata

La Torre Civica di Macerata (detta anche Torre dei Tempi) è un edificio alto 64 metri situato in Piazza della Libertà, la piazza principale della città. Salendo 231 scalini, si arriva in cima alla torre, dalla quale si può godere di un bellissimo panorama che va dal mare ai Monti Sibillini. Nel 2015, sul basamento della torre è stata posizionata la riproduzione dell'orologio planetario ad automi, costruito nel 1569 dai fratelli Ranieri di Reggio Emilia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo documento che testimonia l'inizio dei lavori risale al 2 ottobre 1483, quando il Consiglio Comunale affida al Maestro Matteo d'Ancona la costruzione della torre.

Il cantiere procederà molto lentamente fino al 1557, anno in cui il nobile napoletano Monsignor Cesare Brancaccio divenne governatore, prodigandosi perché i lavori riprendessero a pieno regime. Per finanziare le opere di costruzione, il cardinal Brancaccio ebbe l'idea di usare le somme derivate dalle pene criminali e dalla confisca di beni dei delinquenti.

La costruzione proseguì grazie all'architetto Galasso Alghisi da Carpi (a cui si deve anche la progettazione del Santuario di Santa Maria delle Vergini di Macerata dal 1550 al 1565) e si concluse nel 1653 sulla base dei suoi modelli.

Già nel 1568 era stato emesso un decreto per la costruzione di un nuovo orologio che potesse dare decoro e onore alla città di Macerata, un orologio con delle statue e una sfera in pietra come deciso dai Magnifici SIgnori Priori e dai cittadini deputati alla fabbricazione di questo orologio.

Nel 1969, essendo venuti a conoscenza della volontà di costruire un orologio nella torre della piazza di Macerata, i fratelli Giulio, Lorenzo Maria e Ippolito Ranieri di Reggio Emilia si offrirono di realizzare questo lavoro, proponendo la costruzione di un orologio come quello di Reggio, un raro gioiello che «non solo batterà le ore, ma mostrerà, a tempo dovuto, tutti i segni zodiacali, i gradi del crescere e del calare della luna e i gradi del sole e della luna. Al battere di ogni ora, un piccolo uccello di rame e ottone, chiamato Cesare, percuoterà con il becco una piccola campana e, a questo segno, per primo uscirà davanti alla sfera di detto orologio, dove ci sarà l'immagine della Vergine, suonando una tromba, un angelo di legno, foggiato ad arte e dorato, il quale s'inchinerà davanti all'immagine della Vergine. Dopo di lui compariranno, ugualmente girando, i tre Re Magi, che si inchineranno davanti alla Madonna e si toglieranno le corone che porteranno in testa; successivamente batterà l'ora e poi, in un'altra campana, di suono differente, batterà l'altra.»[1] L'orologio, quindi, non scandiva solamente lo scorrere del tempo, ma, con il suo quadrante astronomico, mostrava anche i movimenti del cielo e della terra ed era uno strumento di educazione morale e spirituale.

Nel 1570, la fornitura delle statue necessarie per l'orologio fu commissionata al maestro Giulio Ranieri di Reggio, data la difficoltà nel trovare un artefice esperto. Ranieri, creatore di orologi, si occupò della realizzazione delle statue nella sua città e del trasporto a Macerata.

Per quanto riguarda la sfera di pietra, invece, inizialmente fu incaricato Gerolamo Angelo Pascuccio dell'Avenale da Cingoli, sostituito poi dai maestri Carlo e Filippo, scalpellini della città di Camerino.

Nel 1588, Lorenzo Maria Ranieri, fratello di Giulio, fu nominato moderatore dell'orologio e incaricato quindi, di restaurarlo e svolgere gli altri lavori necessari.

Nel 1799 l'orologio fu manomesso dai Giacobini, nel 1821 fu restaurato ma nel 1855 smise di funzionare. Nel 1882, il sindaco Nazzario Pantaleoni decise prudentemente di proteggere quel che rimaneva del quadrante dell'orologio insieme alle statue lignee e di depositarle nella Biblioteca Comunale.



L'opera di arte e di meccanica di precisione, che testimonia lo splendore della cosmologia rinascimentale, illustrata nel suo quadrante, e la fede, simboleggiata dal carosello dei Magi adoranti la Vergine con il Bambino, è tornato sulla torre civica nel 2015 nella fedele ricostruzione storica del meccanismo dell'antico orologio dei fratelli Ranieri, realizzata dal maestro Alberto Gorla con la collaborazioni scientifica del Museo Galileo di Firenze e di Opera Laboratori Fiorentini  per la parte ornamentale. Il carosello dei Magi si può ammirare alle ore 12 ed alle  ore 18.

Sul lato del basamento che si affaccia sulla piaggia della torre si trova la lapide a Vittorio Emanuele II che fino al 2015 occupava lo spazio dell'antico orlologio ora ripristinato.

Dalla terrazza del coronamento, facilmente accessibile, si domina un panorama unico che spazia dai monti Sibillini al mare Adriatico. Lo sguardo scorre sulle numerosissime cittadine intorno, tutte su sommità collinari, intervallate da una campagna coltivata come un giardino.

La visita alla torre civica illustra la macchina che governa l'orologio astronomico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le Statue dell'Orologio della Torre Civica di Macerata, Macerata, Macerata Musei, 2005, pag. 45, traduzione nota 37 del libro

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Touring Club Italiano, Macerata e provincia Recanati, la valle del Chienti, Camerino, i monti Sibillini Guide d'Italia, Milano, Touring Editore srl, 2003.
  • Le Statue dell'Orologio della Torre Civica di Macerata, Macerata, Macerata Musei, 2005.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]