Utente:Ste81/Sandbox2

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Calcio a 5 in Italia


[1] Dal 1965, grazie all’intuizione del compianto Gustavo ”Valiani, è nato il primo torneo, anche il più importante per molti anni, della storia di questo sport, il Canottieri Lazio, che si disputa tuttora nell’omonimo circolo romano. Successivamente ed esattamente nel 1978 è nata la Federcalcetto, durata per poco tempo. Poi il tentativo di fare due federazioni la Fic (Federazione Italiana Calcetto) e la neonata Lic (Lega Italiana Calcetto) produsse alcuni campionati, esattamente due, nel periodo compreso tra il 1978 e il 1983. Nel 1983 la disciplina entrò nell’ambito della Figc.

Il primo campionato 1983/84 è stato vinto dalla Roma Calcetto gestita dalla stessa proprietà della Roma Calcio, esattamente dalla famiglia di Dino Viola. Dal 1983 al 1990 i campionati vengono disputati con la formula di una fase regionale con successiva fase interregionale e play off finali disputati in sede unica. Nei primi anni, ed esattamente fino al campionato 1998/99 vinto dal Torino, la vittoria finale è andata sempre alle squadre del Lazio. I motivi di tutto ciò vanno ricercati nel numero maggiore dei praticanti e, se vogliamo, nella maggiore tradizione di questo sport in quella regione. Dopo i primi due campionati vinti dalla Roma Calcetto si sono susseguite al vertice: l’Ortana Griphus, il Marino calcetto, poi per quattro campionati stravince la Roma RCB e dal 1991-92 la serie A passa a 18 squadre e vince la BNL. Successivamente il Torino strappa lo scudetto dalle maglie dei bancari che poi a loro volta vincono le tre successive edizioni fino al cambio della formula finale del campionato da poule scudetto a play off e il primo campionato con questa formula lo vince la Lazio, centrando tra l’altro anche la Coppa Italia.

Dal 1998/99 la serie A diventa a 16 squadre e inizia il primo campionato serie A2 articolato in due gironi, mentre la serie B diventa a 5 gironi da 12 squadre. Proprio in quell’anno lo scudetto viene vinto per la prima volta da una squadra non laziale ed è il Torino a compiere questa impresa. Dal 1999/00 si susseguono le vittorie di Intercart Genzano, Roma RCB e Prato per due anni facendo l’accoppiata con la Coppa Italia, poi Arzignano, Perugia e di nuovo Arzignano.

Per quanto riguarda la Nazionale il cammino negli anni è stato un crescendo di risultati favorevoli, grazie anche all’avvento degli oriundi che ormai fanno parte integrante della selezione, senza dimenticare l’ottimo lavoro svolto dai tecnici e dai dirigenti della federazione. Il primo mondiale è stato disputato in Olanda nel 1989 e vinto dal Brasile che si è poi ripetuto nel 1992 a Hong Kong, nel 1996 in Spagna, per poi cedere lo scettro proprio alla Nazionale iberica nel 2000 in Guatemala, l’unico Mondiale che l’Italia non ha disputato perché eliminata alle qualificazioni. La Spagna si è ripetuta nel 2004 a Taipei in Cina. Gli Europei hanno visto la prima edizione nel 1999 in Spagna e sono stati vinti dalla Russia, successivamente hanno vinto rispettivamente nel 2001 la Russia, nel 2003 l’Italia, nel 2005 il Belgio. Il nostro campionato maggiore ha visto molti cambiamenti regolamentari che hanno condizionato anche l’evoluzione del gioco anche a livello tattico. Siamo passati da campi di gioco all’aperto con superfici di tutti i tipi, a palazzetti con superfici in gomma e parquet. La palla di gioco è passata da un tipo molto vicino al calcio a un attrezzo specifico con rimbalzo controllato che permette un miglior controllo all’atleta e quindi delle giocate con meno errori e più velocità di esecuzione. Il regolamento di gioco si è uniformato alle direttive FIFA, in tal modo tutte le nazioni aderenti alla federazione internazionale ormai adottano tutte le stesse norme con un grande vantaggio per lo svolgimento delle manifestazioni internazionali che prima erano falsate. L’evoluzione di questo sport è legata all’avvento degli atleti stranieri o naturalizzati, che, a dir la verità se da una parte hanno aumentato il tasso tecnico-tattico, forse hanno anche inciso sulla crescita dei ragazzi italiani che non trovano spazio. Non solo, percependo come remota la possibilità di giocare i giovani calciatori si avvicinano con fatica al Calcio a 5. Quindi bisognerebbe trovare il modo di supplire a questa, diciamo così, anomalia, con interventi mirati a incentivare i settori giovanili delle società.

Ormai in Italia siamo arrivati a disputare ben 6 categorie di campionati, serie A, A2 e B nazionali con Coppa Italia di ogni categoria e serie C1, C2 e D regionali, con Coppa Italia e coppe regionali di categoria. La disciplina si è sviluppata anche per quanto riguarda il settore femminile con campionati regionali con assegnazione dello scudetto attraverso i play off e Coppa Italia per ogni categoria. Per quanto riguarda il settore giovanile ci sono campionati per le categorie Juniores e Under 21 con assegnazione dello scudetto attraverso i play off e Coppa Italia di ogni categoria. Ovviamente la crescita esponenziale vale anche per i praticanti che nell’arco degli anni sono aumentati anche in virtù del fatto che a livello amatoriale è più facile trovare 10 amici che possono mettere in piedi due squadre per effettuare una partita anziché 22 come per il calcio.