Utente:Klaudio/sandbox/2

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Nel corso della saldatura possono avvenire fenomeni metallurgici o errori di esecuzione che possono provocare difetti nella saldatura stessa. Questi difetti possono essere caratterizzati come geometrici (difetti che modificano la geometria prevista per la struttura saldata) o metallurgici (difetti che modificano la metallurgia della zona fusa (ZF) e della zona termicamente alterata (ZTA). I difetti possono essere rilevati con metodi distruttivi o con controlli non distruttivi (NDT), nelle normative epr l'accettazione di strutture saldate sono sempre imposti limiti alla presenza di difetti nelle saldature.

Generalità[modifica | modifica wikitesto]

Dato che la saldatura per definizione unisce permanentemente le parti realizzando la continuità del materiale, qualsiasi mancanza di continuità rappresenta un difetto nella saldatura stessa. Le discontinuità possono essere di due tipi:

  • discontinuità metallurgiche, tra ZF e ZTA e tra ZTA e metallo base, nocive per le caratteristiche meccaniche e fisiche del giunto.
  • discontinuità metalliche, nocive soprattutto alle caratteristiche meccaniche

I difetti del primo tipo possono essere individuati solamente con prove meccaniche o esami visivi (eventualmente con microscopi ottici o elettronici). Invece i difetti del secondo tipo richiedono necessariamente l'uso di NDT, tuttavia i difetti del primo tipo (metallurgico) non possono essere rivelati da controlli non distruttivi. Questo comporta che il controllo su una saldatura, per garantire l'assenza di entrambi i tipi difetti, deve essere fatto sia con metodi distruttivi (qualifiche), quindi statistici, sia con metodi non distruttivi, e solo in questo caso può essere effettuato sulla totalità del manufatto.

Difetti metallici[modifica | modifica wikitesto]

Cricche[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cricca (metallurgia).
Cricche (metallurgia) ---- Voce da scrivere da zero ----

Viene indicata col nome di cricca qualsiasi discontinuità del materiale che sia bidimensionale, cioè che abbia una superficie continua di frattura con i lembi estremamente ravvicinati. In pratica questa vicinanza estrema dei lembi (in genere l'apertura di una cricca è inferiore a 0,1 mm), comporta un rischio elevato all'apice della della cricca stessa, in quanto il piccolissimo angolo di apertura porta ad una concentrazione di sforzi molto elevata, quindi basta una sollecitazione nominale anche molto bassa per avere stati di deformazione plastici all'apice della cricca.

Le cricche possono avere origine sia dalle operazioni di saldatura, sia attacchi coorrosivi o meccanici sulla struttura del materiale.

In saldatura la cricca può avere origine sia in zona fusa (ZF) sia in zona termicamente alterata (ZTA) e può essere provocata sia da mancanza di collegamento nel corso della solidificazione del materiale (cricche a caldo) sia da sollecitazioni interne dovute alla differenza dei volumi di raffreddamento del materiale nel corso della solidificazione (cricche a freddo). Per quanto riguarda la posizione le cricche possono essere sia in ZF sia in ZTA

Cricche da effetti corrosivi[modifica | modifica wikitesto]

Cricche da sollecitazioni meccaniche[modifica | modifica wikitesto]

Cricche a caldo[modifica | modifica wikitesto]

Le cricche a caldo possono manifestarsi in tutti i materiali metalli in ZF nel corso della solidificazione. Una lega metallica non è mai perfettamente pura, ma contiene sempre una percentuale più o meno elevata di impurezze, cioè di elementi che sono introdotti in lega non in base a considerazioni metallurgiche, ma in base alla storia del manufatto (per esempio, è possibile trovare negli acciai al carbonio una certa quantità di rame che proviene dai fili elettrici presenti nei rottami da cui è stato ottenuto il lingotto). In genere la buona pratica metallurgica consiglia di tenere quanto più basso possibile il livello di impurezze nel materiale, ma il "più basso possibile" viene dettato da ragioni economiche.

Le cricche a caldo sono strettamente legate alle tensioni di ritiro che si hanno nel corso della solidificazione del materiale base.

Cricche a freddo[modifica | modifica wikitesto]

Cricche in zona fusa[modifica | modifica wikitesto]

Cricche in zona termicamente alterata[modifica | modifica wikitesto]

Porosità[modifica | modifica wikitesto]

Inclusioni di scoria[modifica | modifica wikitesto]

Inclusioni di tungsteno[modifica | modifica wikitesto]

Inclusioni gassose[modifica | modifica wikitesto]

Incollature[modifica | modifica wikitesto]

Difetti metallurgici[modifica | modifica wikitesto]

Difetti geometrici[modifica | modifica wikitesto]

Mancanza di penetrazione o fusione al rovescio[modifica | modifica wikitesto]

Mancanza di penetrazione o fusione ai bordi[modifica | modifica wikitesto]

Eccesso di sovrametallo[modifica | modifica wikitesto]

Eccessiva convessità del cordone[modifica | modifica wikitesto]

Incisioni marginali[modifica | modifica wikitesto]

Slivellamento dei lembi[modifica | modifica wikitesto]

Spruzzi e colature[modifica | modifica wikitesto]

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Principali problemi di saldatura e controllo delle costruzioni metalliche - Dispensa didattica pubblicata da IIS (1985)
  • A cura di AWS (American Welding Society). Welding Handbook - Vol 1 (Welding science & technology). Edito AWS 9° edizione (2001). ISBN 0-87171-657-7

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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