Tripp Trapp

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Tripp-trapp-stolen
prodotto di disegno industriale
STOKKE TRIPP TRAPP (3891978042).jpg
Dati generali
Anno di progettazione1972
ProgettistaPeter Opsvik
Profilo prodotto
Tipo di oggettoseggiolone per bambini
Ideacreare una seduta per bambini ergonomica, funzionale e adattabile
Concettiproduzione in serie, semplicità costruttiva, design essenziale.
ProduttoreStokke AS
Prodotto dal1972
Materialilegno di faggio, piccole parti in metallo

Tripp Trapp (abbreviazione di Tripp-trapp-stolen) è un modello ergonomico di seggiolone per bambini, sviluppato dal designer di arredamento Peter Opsvik (n. 1939), prodotto e commercializzato dalla norvegese Stokke AS[1][2].

Lanciato nel 1972, nel corso del tempo è diventato uno dei prodotti simbolo della fabbrica norvegese, insieme alla sedia ergonomica Balans[3], progettata dallo stesso Peter Opsvik in collaborazione con Hans Christian Mengshoel[3]. Il suo aspetto minimale e austero, con il legno di faggio al naturale visibile sotto una vernice trasparente e l'aggiunta di pochi ed essenziali dettagli metallici, obbedisce ai dettami stilistici di sobrietà del design scandinavo[4]: il seggiolone è stato reso disponibile anche in altre colorazioni, comprese tinte opache in colori vivaci o pastello[5]. Il design essenziale e "iperfunzionale" è stato premiato da diversi riconoscimenti e ha fatto del seggiolone un vero e proprio pezzo da museo, oggetto, peraltro, di innumerevoli imitazioni[4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'ispirazione per il progetto venne a Peter Opsvik nel 1972 dall'osservazione di quanto suo figlio Tor trovasse scomodo pranzare al tavolo dei genitori sedendo su una sedia da adulti, che lo lasciava con i piedi ciondolanti e non permetteva alle braccia di raggiungere agevolmente il piano del tavolo[5]. Il disegno di Tripp Trapp nacque proprio dal desiderio di progettare un seggiolone che permettesse al bambino di mangiare comodamente allo stesso tavolo degli adulti[5].

In seguito, Opsvik lo rese adattabile alla crescita corporea del bambino[6]

Tripp Trapp non ebbe immediato successo: a far scattare l'interesse fu un servizio informativo mandato in onda dalla televisione norvegese nel 1974. Da allora, il prodotto si è guadagnato spazio su molti mercati mondiali, fino a raggiungere un volume di vendita, dichiarato dall'azienda, di oltre 6 milioni di pezzi negli anni 2000[5].

Nel corso della sua storia commerciale, l'idea di fondo di Tripp Trapp e il design inconfondibile dell'oggetto sono stati oggetto di numerose imitazioni[4][5].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

L'oggetto si presenta come un seggiolone in legno di faggio dalla forma non convenzionale: ha un piano per seduta e un piano di appoggio per i piedi, entrambi in multistrato, che sono inseriti in scanalature lungo i montanti, in modo da essere regolabili in profondità: le scanalature si ripetono in altezza a intervalli regolari, in modo da permetterne anche la regolazione in altezza per garantire la giusta altezza rispetto al tavolo[7]. Questo permette al bambino una seduta sicura e una posizione corretta, consentendogli di sedere allo stesso tavolo degli adulti e di partecipare alle attività sociali e alle conversazioni che si svolgono durante il consumo dei pasti[7]. Il tema della socialità conviviale tra adulti e bambini seduti a uno stesso tavolo è uno dei motivi cardine del successo avuto in molti paesi, almeno quelli in cui si conserva ancora l'abitudine tradizionale di mangiare (o sedere) a tavola insieme ai più piccoli[8]. Parallelamente, l'insuccesso commerciale registrato in altri paesi, come la Francia, si è rivelato essere determinato dalla desuetudine di tali abitudini sociali, essendo da tempo, i genitori francesi, abituati a far mangiare i bambini in momenti separati[8]. In tal caso, il motivo della socialità ha fornito lo spunto per un marketing orientato, divenendo ingrediente principale e leitmotiv di campagne pubblicitarie tendenti a sensibilizzare e a "rieducare" le famiglie francesi facendo leva proprio sulla positività delle consuetudini perdute[8].

Il seggiolone è anche provvisto di una "cintura" di contenimento rimovibile (in plastica o in legno curvato e cuoio) per i bambini più piccoli ancora privi di autonomia e può essere dotato di imbottiture e cuscini.

Il sistema costruttivo adottato rende possibile adattarne la geometria e le proporzioni alle dimensioni del bambino in crescita, fino a trasformarsi in una sedia adatta alla seduta per adulti[9], se opportunamente regolata e privata del poggiapiedi. Inoltre, l'area della base di appoggio e la geometria dei montanti e dei piani, sono progettate in modo da permettere al bambino di salirvi in maniera sicura, come se si trattasse di una scala, senza rischi di instabilità o di ribaltamento[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Margaret Bruce, J. R. Bessant, Design in Business, Financial Times / Prentice Hall, 2002, p. 30, ISBN 0-273-64374-6.
  2. ^ Stuart Crainer, Des Dearlove, Financial Times Handbook of Management: The State of the Art, Financial Times / Prentice Hall, 2004, p. 272, ISBN 0-273-67584-2.
  3. ^ a b Charlotte J. Fiell e Peter Fiell, Scandinavian Design, Taschen, 2002, pp. 490–491, ISBN 978-3-8228-5882-0.
  4. ^ a b c AA.VV., Research Handbook on the Future of EU Copyright, a cura di Estelle Derclaye, 2009 (p. 504)
  5. ^ a b c d e John R. Bryson, Grete Rusten, Design Economies and the Changing World Economy, 2010 (p 58)
  6. ^ (EN) En moderne klassiker, video di presentazione in inglese.
  7. ^ a b c AA.VV., Therapeutic Exercise in Developmental Disabilities, 2005 (p. 391)
  8. ^ a b c Michele Fioroni, Lo shopping dell'esperienza, 2005 (p. 34)
  9. ^ John Grant, Green marketing. Il manifesto, Francesco Brioschi Editore, 2009 (p. 114)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) John R. Bryson, Grete Rusten, Design Economies and the Changing World Economy. Innovation, Production and Competitiveness, Routledge Studies in Human Geography, Taylor & Francis, 2010 ISBN 978-0-415-46175-7.
  • (EN) Barbara H. Connolly, Patricia Montgomery (a cura di), Therapeutic Exercise in Developmental Disabilities, 3ª edizione, SLACK Incorporated, 2005 ISBN 1-55642-624-0.
  • (EN) Estelle Derclaye (a cura di), Research Handbook on the Future of EU Copyright, Edward Elgar Publishing, 2009 ISBN 978-1-84720-392-2.
  • (DE) Jael Szajak, Der Tripp-Trapp-Stuhl. Aus markenrechtlicher, wettbewerbsrechtlicher und urheberrechtlicher Sicht, GRIN Verlag, 2012 ISBN 978-3-656-16311-4.
  • Michele Fioroni, Lo shopping dell'esperienza. Quali prospettive tra devolution sociale, generazioni in movimento e teatralizzazione dell'offerta, Morlacchi Editore, 2005 ISBN 88-89422-20-3.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]