Tempio di Diana (Nemi)

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Tempio di Diana (Nemi)
Rests of Temple of Diana in Nemi.jpg
Resti del tempio
CiviltàRomana
UtilizzoTempio
Epocadal II secolo a.C. al III secolo
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneNemi
Dimensioni
Superficie45 000 
Amministrazione
EnteSoprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma
VisitabileNo
Mappa di localizzazione

Coordinate: 41°43′28.01″N 12°42′33.42″E / 41.724448°N 12.709283°E41.724448; 12.709283

Il tempio di Diana Aricina (o tempio di Diana Nemorense) era un enorme complesso religioso romano collocato a Nemi. Le parti più alte, come i nicchioni, che affiorano dal suolo per diversi metri, suggeriscono la monumentalità che il tempio doveva avere. Il tempio, santuario molto frequentato fino alla tarda età imperiale, fu abbandonato con l'avvento del cristianesimo e in parte depredato di marmi e decorazioni; la vegetazione pian piano lo ricoprì quasi completamente. La maggior parte del tempio è ancora da riportare alla luce.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso era esteso su un'area di 45.000 metri quadrati[1] dal perimetro di 200 metri per 175, sostenuta a valle da sostruzioni triangolari e a monte da nicchioni semicircolari in cui probabilmente vi erano delle statue e un terrazzamento superiore.[1] All'interno della piattaforma correvano due portici di ordine dorico, uno con colonne intonacate in rosso, l'altro con colonne di peperino grigio scuro; c'erano statue, ambienti per i sacerdoti, alloggi per i pellegrini, celle donarie, un tempio, bagni idroterapici e perfino un teatro; di tutta questa struttura sono visibili una parete di grandi nicchioni, una parte del pronao con almeno un altare votivo, ed alcune colonne.

Scavi archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Gli scavi archeologici iniziarono nel XVII secolo, ad opera soprattutto di amatori e studiosi stranieri, e così per gran parte i reperti, soprattutto statue di splendida fattura, ora si trovano sparsi in musei americani come il Museo dell'Università della Pennsylvania, il Museum of Fine Arts (Boston) o in musei europei come il museo del Castello di Nottingham e la Ny Carlsberg Glyptotek. Altri pezzi si trovano nel Museo delle navi romane e nei musei romani di Villa Giulia e delle terme di Diocleziano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Coarelli, pp. 100-103

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]