Spolvero

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Tracce di spolvero su un fregio verticale nel Chiostro dello Scalzo (Andrea del Sarto).

Lo spolvero è una tecnica pittorica che permette di riportare un disegno su varie superfici.

Nello “spolvero” si disegna dapprima a grandezza naturale la rappresentazione su un cartone preparatorio e con un ago o un'altra punta si perforano fittamente i contorni del disegno. Successivamente si appoggia il cartone forato alla superficie da disegnare e si tamponano le parti perforate con un sacchetto di tela riempito con carboncino, grafite o sanguigna.[1]

Tolto il cartone, si riporta quindi una traccia a puntini che, se insufficientemente dettagliata, si provvede a ricalcare congiungendo i vari punti e completando il disegno o tramite un carboncino o tramite un pennellino bagnato per stemperare i puntini. Se per il ricalco si utilizza un foglio trasparente o un lucido la riproduzione di un'immagine risulta abbastanza precisa.

Tecnica antica, usata nella decorazione muraria e dai grandi artisti rinascimentali per evitare dei ripensamenti sull'affresco. Era applicata in molti campi, anche per la decorazione della ceramica e della porcellana per la produzione in serie o per facilitare chi non sa disegnare.

I disegni dei cartoni d'arazzo, debitamente ricalcati, venivano riportati sui fili d'ordito di un telaio ad alto liccio in questo modo.

Oggi con l'introduzione delle carte da ricalco e le novità tecnologiche come diapositive, riproduzioni fotografiche o fotostatiche, l'uso di questa tecnica è meno praticato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Spolvero. In: Angela Weyer et al. (a cura di), [Scarica EwaGlos, European Illustrated Glossary Of Conservation Terms For Wall Paintings And Architectural Surfaces, English Definitions with translations into Bulgarian, Croatian, French, German, Hungarian, Italian, Polish, Romanian, Spanish and Turkish] , Petersberg, Michael Imhof, 2015, p. 133.
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