Soprastampa ferro di cavallo

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Soprastampa ferro di cavallo
Ferro cavallo.JPG
StatoItalia Italia
Luogo di produzioneLondra
Tipografiasoprastampato tipograficamente
Tiratura10.896.500
Filigranaa corona
Dentellatura14
Data di emissione1º gennaio 1865
Inizio validità1º gennaio 1865
Fine validità31 luglio 1867
NoteRaro allo stato di nuovo con gomma integra

Il ferro di cavallo è un francobollo italiano emesso dal Regno d'Italia nel 1865.

Notizie storiche[modifica | modifica wikitesto]

La prima soprastampa italiana[modifica | modifica wikitesto]

Il “Ferro di Cavallo” deriva il suo nome dalla soprastampa apposta sui precedenti valori da 15 centesimi per aumentarne il valore postale a 20 centesimi, come prescritto nell'art. 5 della Legge 24 novembre 1864 n° 2006. La decisione approvata in Parlamento nell'ottobre 1864 colse di sorpresa la stessa Amministrazione Postale, che continuava ad ordinare all'Officina De La Rue di Londra la stampa del 15 centesimi, in base alle vecchie tariffe. La fornitura era arrivata ad almeno 60 milioni di esemplari del 15 centesimi. Per ovviare all'aumento tariffario, risparmiando inchiostro e carta e per dare tempo di coniare un nuovo valore da 20 centesimi, si decise di correggerne l'importo soprastampando la vecchia tariffa con una banda nera a forma di ferro di cavallo. Ai quattro angoli del francobollo venne invece soprastampata la tariffa nuova di 20 centesimi. Nel frattempo si andava studiando quello che sarà poi il "Vittorio Riquadrato" ossia il nuovo valore da 20 c. del 1867. L'aumento tariffario era stato voluto dal governo italiano per far fronte alla guerra che si andava ad affrontare, nel tentativo di annettere anche il Veneto al Regno d'Italia. Gli storici ci rendono noto come l'Austria, sul finire del 1864, propose all'Italia la cessione del Veneto in cambio della neutralità. Difatti l'Austria era impegnata contro la Prussia ed ingraziandosi l'Italia evitava di essere schiacciata tra due fronti. Vittorio Emanuele II intuì come gli sarebbe derivato più onore, a fronte di quello che era il pensiero diplomatico dell'epoca, se il Veneto fosse stato conquistato in battaglia e non grazie ad una trama. Decise pertanto per la guerra ed aumentò le tariffe postali con un provvedimento che doveva essere provvisorio, ma poi (forse casualmente?!) ci si scordò di abrogare la legge e divenne definitivo!

I punti anti-contraffazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo del 1864, il conio dell'officina di stampa si era incrinato, quindi in aprile venne sostituito con uno nuovo al quale vennero aggiunti 4 punti nell'ovale della leggenda, due per lato, ad incastrare la rosetta. Questa variazione voleva servire ad individuare eventuali falsificazioni. Ma non è nota la ragione per la quale, nel luglio, venne nuovamente cambiato il conio aggiungendo altri 8 punti sui laterali del fregio. In questo modo vennero create tre varietà: senza punti, 4 punti e 12 punti; di cui quella a 4 punti, dato il breve periodo di uso del conio, è senza dubbio la più rara e dunque la più ambita dai collezionisti dei francobolli del regno d'Italia. Nel giorno dell'11 marzo 1867 il “Ferro di Cavallo” con Regio Decreto si metteva definitivamente fuori uso ma entro luglio 1867 Si invitavano le amministrazioni postali a restituirne le scorte. I valori, rimasero in uso solamente 3 anni circa, essendo però la tariffa da 20 centesimi assai comune, i francobolli usati valgono ora dai 10,00 ai 40,00 Euro circa. La vera rarità è costituita dagli esemplari nuovi e perfettamente integri, ovvero senza linguella del 4 punti, arrivati nel 2007 alla quotazione di Euro 27.750,00. Viene da riflettere se si pensa che erano solo il modo di dare tempo alla creazione di un nuovo valore, il 20 c. del 1867, che attualmente vale assai di meno.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV, Unificato di Storia Postale (3 volumi), a cura di Emanuele M. Gabbini, VI EDizione, Milano, CIF, 2004, ISBN 9-771594-022006.
  • Fulvio Apollonio, Nino Barberis, Alberto Diena, Enzo Diena, Carlo Cerrutti, Luigi Raybaudi, altri, Enciclopedia dei Francobolli (2 volumi), a cura di Roberto Arcaleni, unica edizione, Firenze, Sadea Sansoni, 1968 [1968], p. 800, ISBN non esistente.
  • Alberto Bolaffi, Forum (volume), prima, Torino), Giulio Bolaffi, 2008 [2008], p. 1042, ISBN 978-88-88406-36-7.
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