Sonno polifasico

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Il sonno polifasico, termine coniato dallo psicologo J.S. Szymanski nel primo XX secolo, si riferisce alla pratica di dormire diverse volte durante la giornata, in contrasto con il sonno bifasico (due volte al giorno) ed il sonno monofasico (una volta al giorno).

Il sonno è un processo che varia durante la vita di un essere umano e passa dal sonno polifasico del neonato a quello bifasico del bambino (che dorme piuttosto a lungo nel pomeriggio), a quello monofasico circadiano, tarato sul ciclo giorno-notte, dell’adulto. Infine nella senilità il ritmo circadiano(circa 24 ore), strettamente monofasico del giovane adulto, lascia spazio ad un ritmo polifasico ultradiano, ovvero con frequenti sonnellini diurni.

Il termine in quanto tale non si riferisce a nessuno schema in particolare. Il disturbo del ritmo circadiano del sonno noto come sindrome da ritmo sonno-veglia irregolare è un esempio di sonno polifasico nell'uomo.

Il sonno polifasico è comune in diversi animali e si crede che sia lo stato di sonno primordiale per i mammiferi.[1] Il termine è utilizzato anche da diverse comunità online che sperimentano organizzazioni alternative del ritmo sonno-veglia nell'intento di velocizzare il raggiungimento della fase REM, l'unica essenziale al riposo e alla vita dell'uomo, potendo arrivare così, dopo un periodo di adattamento, a dormire fino a 2 ore al giorno, mantenendo le facoltà cognitive intatte o addirittura ottimizzandole.

I metodi di sonno polifasico più noti e testati sono l'Everyman e lo Uberman.

Personaggi famosi[modifica | modifica wikitesto]

Vantaggi e svantaggi[modifica | modifica wikitesto]

Steve Pavlina parla delle conseguenze dopo un lungo periodo dell'uso della tecnica Uberman nel suo sito[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Capellini I., Nunn C. L., McNamara P., Preston B. T. e Barton R. A., Energetic constraints, not predation, influence the evolution of sleep patterning in mammals in Functional Ecology, vol. 22, 1 ottobre 2008, pp. 847–853.
  2. ^ Polyphasic Sleep Long-Term Consequences su www.stevepavlina.com. URL consultato il 2015-06-27.