Fosso della Solfatara

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Lago bianco della Solfatara

Il Fosso della Solfatara (o Solfatara) è un'area naturale che si trova all'estremità meridionale della Riserva naturale di Decima-Malafede, nel territorio comunale di Roma, al confine con quello di Pomezia, identificato con l’Albunea, citata da Virgilio nell'Eneide.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'area naturale della Solfatara si trova nell'agro pontino, all'interno della Riserva naturale di Decima-Malafede, la più recente riserva naturale del Lazio istituita nel 1997, che ricadente nel territorio comunale di Roma.

Lago rosso della Solfatara

La Solfatara, un toponimo con cui si individua un'area che si estende tra la via Laurentina e via dei Castelli Romani, è un'area naturale caratterizzata dalla presenza di minereali e gas di origine vulcanica (Vulcano Laziale).[1] Qui tra tracce di minerali solforosi e ferrosi, si trovano tre piccoli laghi, uil più grande dei quali, detto lago Rosso si è formatato a partire da una cava di materiale ferroso.[2]

Lago bianco della Solfatara

Molto particolare è un altro piccolo lago, detto lago Bianco, che si caratterizza per la presenza di materiale gassoso che furosiesce dal fondo.

Sulla sommità del poggio che domina i tre laghi di quest'are, si trovano i resti della Tor Tignosa.[3]

Albunea[modifica | modifica wikitesto]

Virgilio, nel VII libro dell'Eneide racconto sulle origini del re Latino; il re dei rutuli Turno vuole in sposa Lavinia, ma i presagi divini fanno esitare Latino; quest’ultimo chiede auspici all’oracolo di Fauno, il quale gli dice di dare in sposa la figlia a un genero straniero che sta per arrivare.

«Ma il re turbato dai prodigi si rivolge all’oracolo di Fauno,
il padre profetico, e consulta i divini boschi sotto l’alta Albunea,
massima tra le selve, che risuona dal sacro fonte ed esala violenti vapori mefitici.»

(Publio Virgilio Marone, Eneide VII 81- 84)

All'interno dell'area è ancora presente una grotta, al cui interno si trova una sorgente di acqua sulfurera, identificata come il mitologico Antro del Fauno, tutt'ora visitato dagli adepti della divinità del Sol Invictus il 21 dicembre.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]