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Sign o' the Times

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Sign o' the Times
Artista Prince
Tipo album Studio
Pubblicazione 31 marzo 1987
Durata 79 min : 58 s
Dischi 2
Tracce 16 (9 + 7)
Genere Contemporary R&B
Funk
Soul
Pop psichedelico
Rock
Etichetta Pasley Park
Warner Bros.
Produttore Prince
Registrazione 1982, 1986-1987
Lake Minnetonka Home Studio,
Galpin Boulevard Home Studio,
Washington Avenue Warehouse,
Sunset Sound Recorders,
Ocean Way Recording,
Monterey Sound Studios,
Dierks Studio Mobile Trucks,
Paisley Park Records
Formati LP
Prince - cronologia
Album precedente
(1986)
Album successivo
(1988)
Singoli
  1. Sign o' the Times
    Pubblicato: 18 febbraio 1987
  2. If I Was Your Girlfriend
    Pubblicato: 6 maggio 1987
  3. U Got the Look
    Pubblicato: 14 luglio 1987
  4. I Could Never Take the Place of Your Man
    Pubblicato: 3 novembre 1987

Sign o' the Times (stilizzato come Sign “☮” the Times), è il nono album da studio del cantante e musicista statunitense Prince, pubblicato nel 1987 dalla etichetta Paisley Park Records e dalla Warner Bros.. L'album ha avuto anche un film concerto accompagnato con lo stesso nome.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

È considerato in assoluto uno dei migliori dischi di Prince e risulta spesso nella lista dei migliori dischi di sempre: per la rivista Rolling Stone si pone al 93º posto nella sua lista dei più grandi album; mentre la rivista Time Magazine l'ha eletto come il miglior album degli anni '80.

Prince suona la maggior parte degli strumenti nelle canzoni, fra cui la chitarra, il basso, la drum machine TR-909 (quest'ultima è presente in quasi tutti i beat delle canzoni presenti sull'album) proponendo brani di vario genere: dal rock al pop, dal soul al funk, il tutto condito da una produzione pulita e da arrangiamenti minimali e sexy. Discorso a parte è invece It's gonna be a beautiful night, la prima canzone dal vivo inclusa da Prince in un album, sebbene pesantemente sovraincisa in studio.

Quattro singoli vennero tratti dall'album, Sign o' the Times, If I Was Your Girlfriend, U got the Look, I Could Never Take the Place of Your Man.

Prima della dissoluzione dei The Revolution, Prince stava lavorando a due progetti separati: l'album dei Revolution Dream Factory e un suo disco solista da intitolarsi Camille.[1] A differenza dei tre precedenti album della band, Dream Factory includeva contributi da parte dei membri del gruppo e canzoni cantate da Wendy & Lisa.[2] Il progetto Camille vide Prince creare un nuovo alter ego femminile cantando principalmente con un tono di voce velocizzato. Con la fine dei Revolution, Prince consolidò materiale da entrambi i progetti in cantiere, insieme a nuove composizioni, in un album triplo intitolato Crystal Ball.[3] La Warner Bros. costrinse Prince a trasformare il triplo LP in un doppio, che quindi divenne Sign o' the Times.[4]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le tracce sono composte e arrangiate da Prince, salvo ove indicato

Disco 1
  1. Sign o' the Times – 4:56
  2. Play in the Sunshine – 5:05
  3. Housequake – 4:42
  4. The Ballad of Dorothy Parker – 4:02
  5. It – 5:09
  6. Starfish and Coffee – 2:50 (Prince, Susannah Melvoin)
  7. Slow Love – 4:22 (Prince, Carole Davis)
  8. Hot Thing – 5:39
  9. Forever in My Life – 3:30
Disco 2
  1. U Got the Look – 3:47
  2. If I Was Your Girlfriend – 5:01
  3. Strange Relationship – 4:01
  4. I Could Never Take the Place of Your Man – 6:29
  5. The Cross – 4:49
  6. It's Gonna Be a Beautiful Night – 9:01 (Prince, Doctor Fink, Eric Leeds)
  7. Adore – 6:30

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Ondarock[5] 9/10 stelle
AllMusic[6] 5/5 stelle
Rolling Stone 5/5 stelle
Piero Scaruffi[7] 7/10 stelle
Robert Christgau A+
The Guardian 5/5 stelle
Pitchfork Media[8] 10/10 stelle
Entertainment Weekly A

Sebbene le vendite complessive non furono esaltanti, non raggiungendo i livelli di Parade, alla sua uscita Sign o' the Times venne universalmente acclamato come un capolavoro. Bart Bull, recensore della rivista Spin, nel 1987 scrisse che l'apparente disorganizzazione della musica di Prince era "puro genio" e non indulgenza e che, anche se non c'era nessun brano sull'album paragonabile a Girls & Boys, "gli scarti di nessun altro potevano essere buoni come quelli di Prince".[9] Robert Christgau del The Village Voice disse che seppure l'album non potesse essere considerato un successo vero e proprio, era comunque la dimostrazione "che il musicista più dotato della sua generazione dava prova, dall'inizio alla fine, di essere il più grande figlio di puttana su doppio disco mai esistito". Egli lodò in particolare l'abilità di Prince come musicista in grado di suonare ogni strumento sull'album.[10] Sign o' the Times fu miglior album del 1987 nel sondaggio Pazz & Jop del Village Voice riservato ai critici musicali.[11] Secondo Christgau, creatore del sondaggio, l'album ottenne facilmente la vittoria e stabilì Prince come "il più grande musicista rock della sua era".[12] La title track Sign o' the Times ricevette una nomination come miglior singolo del 1987, mentre I Could Never Take the Place of Your Man e U Got the Look furono anch'esse votate tra le migliori 10.[13]

In una recensione retrospettiva, Keith Harris di Blender definì il disco un "capolavoro".[14] Michaelangelo Matos di Spin lo citò come "l'ultimo album R&B classico prima dell'avvento della supremazia della musica hip-hop sulla black music e l'ultimo blockbuster su quattro lati dell'epoca del vinile".[15] Nella The Rolling Stone Album Guide (2004), Matos definì Sign o' the Times "il miglior album di Prince, il miglior esempio della sua arte, e probabilmente l'album migliore degli anni ottanta".[16]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1989, la rivista Time Out lo mise in vetta alla classifica dei migliori album di sempre. Nel dicembre 1989, Robert Smith dei The Cure citò Sign o' the Times tra le cose migliori degli anni ottanta secondo lui.[17] Il disco si classificò alla posizione numero 16 nella lista dei migliori 100 album di sempre redatta da New Musical Express, terzo in una lista simile di Hot Press, e numero 35 in quella di VH1. Il The Times indicò Sign o' the Times come ventinovesimo miglior album di tutti i tempi.[18] Nel 2003, l'album si classificò alla posizione numero 93 nella lista The 500 Greatest Albums of All Time stilata dalla rivista Rolling Stone.[19] Nel 2006, Q piazzò il disco alla posizione numero 12 nella sua lista "40 Best Albums of the '80s".[20] Nel 2012, Slant Magazine posizionò l'album al numero 11 nella lista dei "migliori album degli anni ottanta".[21]

Classifiche di fine anno[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (1987) Posizione
Italia 9

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Draper, 2008, pp. 76–78
  2. ^ Draper, 2008, pp. 76–78
  3. ^ Draper, 2008, pag. 80
  4. ^ Stephen Thomas Erlewine, Sign 'O' the Times, su Billboard. URL consultato il 3 marzo 2009 (archiviato dall'url originale il 9 maggio 2013).
  5. ^ www.ondarock.it
  6. ^ (EN) "Prince: Sign 'O' the Times > Review", su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 15 settembre 2011.
  7. ^ The History of Rock Music
  8. ^ Nelson George, Prince: 1999, Pitchfork Media, 29 aprile 2016. URL consultato il 2 maggio 2016.
  9. ^ Prince: Sign o' the Times, in Spin, Spin Media, May 1987, p. 30, ISSN 0886-3032. URL consultato il 22 agosto 2011.
  10. ^ Robert Christgau, Consumer Guide, in The Village Voice (New York), 5 maggio 1987. URL consultato il 31 maggio 2013.
  11. ^ The 1987 Pazz & Jop Critics Poll, in The Village Voice (New York), 1º marzo 1988. URL consultato il 31 maggio 2013.
  12. ^ Robert Christgau, Pazz & Jop 1987: Significance and Its Discontents in the Year of the Blip, in The Village Voice (New York), 1º marzo 1988. URL consultato il 31 maggio 2013.
  13. ^ Pazz & Jop critics' poll of 1987, robertchristgau.com.
  14. ^ Harris, Keith. Every Original CD Reviewed - Prince, 2001, Blender, Alpha Media Group.
  15. ^ Michaelangelo Matos, 100 Greatest Albums: 1985-2005, in Spin, vol. 21, nº 7, New York, Vibe/Spin Ventures, luglio 2005, p. 70. URL consultato il 12 maggio 2012.
  16. ^ Nathan Brackett e Christian Hoard (a cura di), The New Rolling Stone Album Guide, 4th, New York, Simon & Schuster, 2 novembre 2004, pp. 655, 656, ISBN 0-7432-0169-8. URL consultato il 12 maggio 2012.
  17. ^ Robert Smith [intervista], Melody Maker, dicembre 1989, pag. 23.
  18. ^ Prince: Sign 'O' the Times, acclaimedmusic.net. URL consultato il 15 settembre 2011.
  19. ^ 93 | Sign 'o' the Times - Prince, su The 500 Greatest Albums of All Time, Rollingstone.com. URL consultato il 15 settembre 2011 (archiviato il 28 maggio 2006).
  20. ^ Q, nº 241, Bauer Media Group, Agosto 2006.
  21. ^ (EN) The 100 Best Albums of the 1980s | Feature | Slant Magazine, su Slant Magazine. URL consultato il 30 marzo 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Tutti i testi