Sedia a sdraio

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La classica spiaggina

La sedia a sdraio, comunemente denominata "sdraio", è una greppina pieghevole, il cui schienale è reclinabile con angolature variabili e sulla quale è possibile assumere una posizione seduta o sdraiata, a piacere del fruitore.

Composta da un telaio snodato al quale è fissato un telo pesante di cotone che funge da sedile-schienale, la sedia a sdraio appartiene alla categoria delle cd "sedie razionali" e, così come la tripolina e la sedia da regista, è di chiara impronta militare, ovvero inizialmente pensata per uso da campo in quanto leggera, robusta, nonché facilmente trasportabile e immagazzinabile grazie alla chiusura mediante compressione laterale.[1]

La struttura portante è normalmente realizzata in legno di faggio trattato con resine impregnanti per prevenirne l'invecchiamento causato dalla salsedine del mare, l'incollaggio delle parti viene effettuato con colle bicomponenti, negli anni il legno è stato affiancato da strutture in alluminio ed in plastica.

Generalmente utilizzata per il riposo in luoghi aperti, la sdraio è costruita con materiali resistenti alle intemperie e in modo tale da poter essere facilmente ripiegato e riposto in spazi molto ristretti, durante i periodi di inutilizzo. Per buona parte del XX secolo, la sdraio ha rappresentato uno dei più diffusi arredi degli spazi balneari, assumendo diffusamente la denominazione di spiaggina.

Negli anni '50 e '60, allo scopo di rendere più confortevole il prolungato uso dei bagnanti, le sdraio furono dotate di vari accessori, quali i braccioli laterali, l'appoggiapiedi e il tendalino parasole. A partire dagli anni '90 la sdraio è stata sostituita, in molti stabilimenti, dal lettino prendisole.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Anna Lombardi, Distretto della sedia: design tra passato e futuro, Milano, Franco Angeli, 2013

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