Ritorno del figliol prodigo (Mattia Preti)

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Ritorno del figliol prodigo
Preti-figliuolProdigo.jpg
AutoreMattia Preti
Data1658
Tecnicaolio su tela
Dimensioni202×285 cm
UbicazionePalazzo Reale, Napoli

Il Ritorno del figliol prodigo è un dipinto olio su tela (202 × 285 cm) di Mattia Preti eseguito nel 1658 circa e conservato presso il palazzo Reale di Napoli (sala XVII).[1]

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La tela vede in sé l'influenza caravaggesca che contraddistinse la pittura napoletana per tutto il XVII secolo, non a caso i soggetti della scena appaiono contrastati dalle zone di luce e di ombre tipiche della pittura del Merisi.

Il dipinto si colloca come un'opera di particolare importanza e qualità stilistica per il Cavaliere Calabrese che eseguì la stessa in un periodo di piena maturità artistica. Dello stesso soggetto esistono anche altre due versioni, databili sempre allo stesso periodo napoletano ma conservate presso il museo nazionale di Capodimonte e presso la pinacoteca di Reggio Calabria.

Il quadro si ispira alla parabola del figlio prodigo contenuta nella Bibbia. La parabola dell'evangelista Luca (c.15, v.11-32), rappresentata in questo quadro, viene anche ricordata come "Parabola del Padre misericordioso". La scena ritratta raffigura la conclusione della vicenda, ovvero il perdono del padre nei confronti del figlio pentito della propria condotta sperperante. Il giovane, che appare svestito, invoca il perdono da parte del padre, che a sua volta accoglie il figlio con un gesto amorevole e quasi protettivo. Infatti l'anziano signore, aiutato da un'altra figura (probabilmente il figlio maggiore), si accinge a vestire il figlio pentito, mentre un fanciullo sulla sinistra tiene una sedia sulla quale far poggiare il ragazzo ed una fanciulla sulla destra invece sorregge altri indumenti da destinare sempre a lui. Sullo sfondo, infine, alcuni personaggi non ben identificati osservano la scena.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Campania beni culturali [collegamento interrotto], su palazzorealenapoli.campaniabeniculturali.it. URL consultato l'11 marzo 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]