Radio Milano Libertà
| Radio Milano Libertà | |
|---|---|
| Paese | |
| Lingua | italiano |
| Data di lancio | luglio 1941 |
| Data di chiusura | 24 gennaio 1944 |
| Editore | Partito Comunista Italiano |
Radio Milano Libertà (talvolta anche Radio Milano-Libertà) è stata un'emittente radiofonica clandestina del Partito Comunista Italiano, attiva in due fasi distinte tra il 1941 e il 1944 per diffondere la propaganda antifascista e coordinare la Resistenza italiana.
Istituita inizialmente a Barcellona nell'autunno del 1936 come Radio Milano, nel contesto della guerra civile spagnola, l'emittente nacque per iniziativa dei militanti comunisti inquadrati nelle brigate internazionali con l'obiettivo di contrastare la propaganda fascista. Dopo una fase di interruzione dovuta alla sconfitta delle forze repubblicane spagnole, l'emittente fu ricostituita a Mosca con il nome di Radio Milano Libertà nel luglio del 1941 in seguito all'invasione dell'Unione Sovietica da parte della Germania nazista. Sotto la supervisione dell'Internazionale Comunista e la direzione politica del segretario Palmiro Togliatti, la radio divenne un punto di riferimento della Resistenza italiana, operando ininterrottamente fino al 24 gennaio 1944.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Radio Milano nella guerra di Spagna
[modifica | modifica wikitesto]Nell'autunno 1936, in seguito allo scoppio della guerra civile spagnola e alla formazione delle brigate internazionali, i militanti del Partito Comunista d'Italia confluiti nel esercito repubblicano decisero di organizzare un'emittente radiofonica all'estero per portare avanti la propaganda antifascista in Italia. Fu così costituita a Barcellona l'emittente radiofonica del Partito Comunista d'Italia, Radio Milano, le cui trasmissioni furono intercettate per la prima volta dalle autorità fasciste il 26 ottobre 1936. Il nome fu scelto per depistare la censura fascista e far credere che l'emittente si trovasse in territorio italiano. Le trasmissioni andavano in onda quotidianamente alle ore 22:45 ed erano emesse su una lunghezza d'onda di 28 metri. L'attività dell'emittente si intensificò nel 1937, specialmente dopo la vittoria repubblicana nella battaglia di Guadalajara il 23 marzo 1937, nonostante le interferenze provocante dalle stazioni della Società italiana radiomarittima e dell'Italo Radio.[1] Con l'avanzata dei nazionalisti le trasmissioni di Radio Milano divennero sempre meno frequenti, pur non essendo mai riuscite a raggiungere un pubblico ampio a causa della clandestinità, oltre alle difficoltà tecniche e alla scarsa diffusione delle radio.[2]
La rifondazione di Radio Milano Libertà
[modifica | modifica wikitesto]Dopo la sconfitta in Spagna, la dirigenza comunista italiana trasferitasi nella capitale dell'Unione Sovietica, iniziò a trasmettere da Radio Mosca sotto la supervisione dell'Internazionale Comunista (Comintern), che con lo scoppio della seconda guerra mondiale e la firma del patto Molotov-Ribbentrop con la Germania nazista, impose ai commentatori italiani di mantenere una linea neutrale nei confronti sia dell'imperialismo nazista.[3] Il 22 giugno 1941, con con l'inizio dell'invasione dell'Unione Sovietica da parte della Germania nazista attraverso l'Operazione Barbarossa, rinacque Radio Milano Libertà, che iniziò a trasmettere direttamente dalla sede del Comintern sotto le direttive del segretario del Partito Comunista Italiano Palmiro Togliatti, che agiva sotto lo pseudonimo di Mario Correnti.[4]
Le trasmissioni di Radio Milano Libertà ebbero un particolare seguito tra la militanza comunista in Italia, che le utilizzò per la redazione de L'Unità e della stampa clandestina. L'azione propagandata da Radio Milano Libertà era incentrata sulla costituzione di un "fronte nazionale" trasversale che includesse tutte le forze antifasciste, senza che essa venisse intesa come un'alleanza di classe o di partito, ma come un organismo di salvezza nazionale necessario per sottrarre la zione dalla tirannia del regime fascista e in seguito dall'occupazione nazista. Oltre alla propaganda politica, la radio diffondeva istruzioni operative estremamente dettagliate per il movimento partigiano e le masse popolari. Le direttive spaziavano dal sabotaggio della produzione bellica e dei trasporti ferroviari verso la Germania, fino a indicazioni specifiche per i diversi settori sociali e geografici: ai cittadini delle grandi città, come Napoli e Torino, veniva chiesto di preparare l'insurrezione armata seguendo l'esempio delle mobilitazioni del biennio rosso; ai contadini e ai braccianti (specialmente in Emilia e Puglia) si suggerivano forme di resistenza fiscale, scioperi e sabotaggi agricoli, mentre ai militari in Sardegna veniva intimato di disertare e darsi alla macchia. L'evoluzione dei messaggi radiofonici segnò il passaggio dai primi atti di resistenza isolata alla teorizzazione della vera e propria guerra di popolo attraverso un movimento di resistenza coordinato dai partiti antifascisti. L'emittente terminò le sue trasmissioni il 24 gennaio 1944.[5]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Monteleone, p. 119.
- ↑ Monteleone, p. 122.
- ↑ Monteleone, p. 148.
- ↑ Monteleone, p. 149.
- ↑ (FR) anpi-lissone, Radio Milano-Libertà, su Sito dell'A.N.P.I. di LISSONE - Sezione "Emilio Diligenti", 17 Ottobre 2009. URL consultato il 31 gennaio 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Franco Monteleone, Storia della radio e della televisione in Italia. Costume società e politica, Marsilio Editori, 2021, ISBN 978-88-297-1012-6.