Parco Querini

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Parco Querini
VicenzaParcoQuerini.jpg
Localizzazione
Stato Italia Italia
Località Vicenza
Indirizzo viale Rodolfi
Caratteristiche
Tipo parco pubblico
Superficie 121.251 mq
Inaugurazione 1971
Apertura orari variabili in base ai mesi
Ingressi viale Rumor, viale Rodolfi
Realizzazione
Proprietario Comune di Vicenza

Coordinate: 45°33′13″N 11°32′51″E / 45.553611°N 11.5475°E45.553611; 11.5475

Parco Querini: il tempietto monoptero sull'isola

Parco Querini è uno dei principali polmoni verdi della città di Vicenza. Situato in centro storico, è caratterizzato da vaste estensioni a prati, delimitate da un esteso boschetto ricco di piante ed ha un'estensione di 121.251 metri quadrati[1].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Vista del parco con la neve (gennaio 2009).

Il parco prende nome da palazzo Capra Querini, che si trova nelle immediate vicinanze, in contrà San Marco, una residenza nobiliare di cui il parco costituiva il giardino. Divenuto di proprietà della famiglia dei conti Rezzara, il parco venne aperto al pubblico nel 1971 dopo un lungo dibattito sul suo utilizzo (alcuni volevano una parte da lottizzare, altri volevano salvare il verde in toto). Il comune scelse di preservare il verde arrivando a un accordo per la sua cessione.

Parco Querini si colloca nel settore nord-orientale del centro storico, circondato per due lati dalle sponde del fiume Bacchiglione e dal suo affluente Astichello, e per il terzo lato dalla linea delle mura veneziane, lungo l'odierno viale Rodolfi. Dal retro di palazzo Querini si diparte un maestoso viale alberato che, fiancheggiato da statue di soggetto classico, percorre longitudinalmente il parco, fino a giungere allo stagno che circonda un isolotto (non accessibile al pubblico nonostante il ponte pedonale), sormontato da un tempietto.

Il tempietto monoptero, costruito in stile classico da Antonio Piovene nel 1820, presenta colonne ioniche a sorreggere la cupola. Alla base del tempietto recenti lavori di risistemazione hanno messo in luce un'antica ghiacciaia (non accessibile in quanto ancora ingombra di detriti all'interno), che veniva utilizzata per conservare il ghiaccio che si formava d'inverno nello stagno, per rinfrescare cibi e bevande nella bella stagione. Dietro lo stagno, dal lato opposto del parco rispetto a palazzo Querini, sono collocate le rovine delle serre e voliere e l'abside della chiesa di Santa Maria in Araceli.

Vi si accede da quattro ingressi: dall'ingresso "Rodolfi" (in viale Rodolfi, vicino l'ospedale San Bortolo), da una recente passerella pedonale che lo collega direttamente all'ospedale, dall'ingresso "Araceli" (in viale Rumor, vicino alla chiesa dell'Araceli) e dal piccolo ingresso "Porta Papa" (sempre in viale Rumor, così chiamata perché vi è posta una targa che ricorda la messa celebrata nel parco da papa Giovanni Paolo II, durante la sua visita pastorale alla città nel settembre del 1991). L'originario ingresso da palazzo Querini (che ospita una sede della provincia di Vicenza) è chiuso, così come il primo tratto del viale compromettendo l'integrità storica del parco e, in parte, la continuità visiva.

Il parco è meta giornaliera di persone di tutte le età e di praticanti del jogging e dello sport in generale (lungo parte del perimetro è installato infatti un percorso vita). Durante l'estate vengono svolte manifestazioni sportive e musicali. Oltre che di specie vegetali, è ricco di fauna selvatica e domestica (conigli, anatre, galline e piccioni)

L'entrata originale, oggi chiusa

Storia recente[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del parco

Nel gennaio 2010 è stato inaugurato, in una parte del parco nei pressi dell'entrata Rodolfi, il "Parco delle scienze", sette attrazioni ludico-didattiche (l'albero delle visioni, il triangolo impossibile, i tubi comunicanti, l'organo di Pan, la batteria a mano, il caleidogiro e le carrucole) pensate per ragazzi dai 6 ai 14 anni, per la comprensione di fenomeni fisici, come la riflessione della luce, le vibrazioni, la frequenza dei suoni e le illusioni ottiche.

Parco Querini è diventato uno dei simboli dell'alluvione che ha colpito Vicenza nei primi giorni del novembre 2010. La pressione dell'acqua (che ha ristagnato per giorni trasformando il parco in un enorme stagno) ha danneggiato le recinzioni, il muro di cinta, numerose alberature, la peschiera, i servizi igienici e ha rovinato il fondo dei vialetti per un danno complessivo di 300 000 euro[2]. Il 3 febbraio 2011 l'area verde è stata in parte riconsegnata alla città, dopo un lungo lavoro di manutenzione. Nel corso dei mesi successivi è stata resa nuovamente agibile la zona del boschetto e l'ingresso Araceli (che era rimasto danneggiato dal crollo di parte della cancellata).

Nei primi giorni di maggio 2011 il parco è stato abbellito da 19 panchine d'artista, 18 delle quali realizzate da artisti e una dalle classi terze delle scuole medie del comprensivo 8, nell'ambito di un'iniziativa congiunta dell'associazione Amici dei Parchi di Vicenza e della Biblioteca Internazionale La Vigna.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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