Non c'è due senza tre

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Non c'è due senza tre è un proverbio della cultura popolare italiana, lo si trova simile anche in altre culture e lingue, come per esempio nell'inglese "good things come in threes, bad things come in threes".[1]

Significato[modifica | modifica wikitesto]

L'idea alla base di questo proverbio è che se un evento della stessa sorte o natura si ripete almeno due volte, molto probabilmente si ripeterà ancora.[2] La sua invocazione può essere speranzosa o pessimistica a seconda del contesto. In chiave ottimistica se l'evento è qualcosa in cui speravamo, ci si augura che possa continuare a verificarsi, per esempio: "Ho già vinto due volte... non c'è due senza tre!", mentre in chiave pessimistica: "se qualcosa è andato male per due volte di seguito probabilmente andrà male anche una terza" (vedi per analogia il primo assioma della Legge di Murphy).

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Non si conosce l'esatta origine del proverbio. L'espressione probabilmente si riallaccia ad antiche superstizioni basate sui numeri magici,[2] influenzata dal fatto che il tre è considerato il numero perfetto, tre sono le persone della Santissima Trinità, tre sono le dimensioni del mondo in cui viviamo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Bad things come in threes, su Oxford Reference. URL consultato il 28 luglio 2017.
  2. ^ a b Dizionario dei Modi di Dire, su Corriere della Sera. URL consultato il 28 luglio 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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