Nihal

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Nihal
Saga Cronache del Mondo Emerso
Epiteto Sheireen
Autore Licia Troisi
1ª app. in Nihal della Terra del Vento
Ultima app. in Le Storie Perdute
Specie Mezzelfo
Sesso Femmina
Luogo di nascita Terra dei Giorni
Professione Cavaliere di Drago
Abilità
  • Capacita' fisiche spiccate
  • Uso delle armi
  • Controllo degli elementi
  • Poteri curativi
Affiliazione Esercito delle terre libere

Nihal è uno dei personaggi principali ideati da Licia Troisi nella sua saga fantasy Cronache del Mondo Emerso.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Nihal cresce nella città di Salazar, capitale della Terra del Vento, e fin da piccola può notare che il suo aspetto fisico è molto diverso rispetto a tutti gli altri ragazzi con cui si diverte a giocare: ha dei folti capelli di un blu intenso, occhi di un viola penetrante e orecchie appuntite, è molto più forte di tutti i ragazzi con cui va a giocare a tal punto che viene ritenuta da tutti il capo indiscusso del gruppo. Viene cresciuta da Livon, un fabbro abilissimo e ricercatissimo nella zona per i suoi eccezionali prodotti. Così è affascinata dal padre e dal suo modo di creare armi e lame sopraffine da semplici blocchi di metallo grezzo e chiede ripetutamente al padre adottivo di regalarle un'arma da lui fabbricata, ma egli rifiuta perché la ritiene troppo giovane, tuttavia le consente di fare pratica con delle armi di legno e le promette che le donerà un'arma vera non appena riuscirà a dimostrare di avere abilità con le armi. Si esercita moltissimo e alla fine riesce a convincere Livon a darle un pugnale e con questo pugnale si ripresenta ai suoi amici ancor più rafforzata nel suo ruolo di capo del gruppo. Alcuni giovani tentano di sfidarla per prenderle il pugnale, ma lei li sconfigge tutti fino al giorno dell'arrivo di Sennar. Sennar è un ragazzo magro e abbastanza gracile, che sfida Nihal chiedendole di mettere in palio il pugnale. La ragazza accetta convinta di vincere senza problemi, invece perde poiché ignora che Sennar sia un giovane mago apprendista, e riesce a sconfiggerla grazie ai propri poteri. Piangendo torna da Livon chiedendogli un altro pugnale poiché l'altro le è stato rubato con l'inganno, ma Livon le risponde che il ragazzo ha vinto regolarmente non essendo mai stato menzionato negli accordi tra i due che non bisognava usare la magia, quindi le rimprovera di aver perso in modo così sciocco l'arma e le dice che non ha intenzione di farne altre. Nihal chiede a Livon di poter imparare la magia ma egli risponde che è un aspetto totalmente ignoto a lui e che non ha alcuna intenzione di farle imparare quell'arcano utilizzo della natura al proprio volere. Nihal trascorre le sue giornate in preda alla totale delusione, e pur rimanendo il capo della sua banda, il suo potere e il suo ascendente sugli altri ragazzi sono enormemente diminuiti, e la rabbia verso Sennar cresce ogni giorno di più fino al momento in cui Livon le rivela di una maga di nome Soana che vive in un bosco e che potrebbe insegnarle la magia. Nihal decide quindi di andare da Soana, da cui incontra nuovamente Sennar con cui è costretta dalla maga ad andare d'accordo. Livon vede che ormai la sua bambina sta crescendo e decide di fabbricare per lei quella che sarà la sua opera più bella e impressionante, e con uno splendido pezzo di cristallo nero forgia una stupefacente spada nera con l'impugnatura a forma di drago nella cui lama incastona la lacrima donata a Nihal da Phos il folletto, creatura incontrata nel bosco il giorno in cui la giovane dai capelli blu aveva dovuto superare una prova imposta da Soana. Due anni dopo, i Fammin, le creature al servizio del Tiranno, attaccano e davastano la città di Salazar e uccidono Livon. Nihal, in preda alla collera, uccide entrambi i Fammin ma rimane ferita gravemente. Sarà Sennar a trovarla e salvarle la vita guarendola con la sua magia più potente.

L'apprendistato da Soana[modifica | modifica wikitesto]

Soana induce Nihal a sottostare a una dura prova per saggiare le sue doti magiche e accettarla quindi come sua allieva che consiste nel resistere da sola per due giorni e due notti intere all'interno della foresta, Nihal è terrorizzata il primo giorno ma viene rincuorata dalla visita notturna “clandestina” di Sennar, che la incoraggia a proseguire, il giorno seguente Nihal riuscirà a raggiungere lo scopo della sua permanenza lì e a superare la prova, cioè entrare in contatto con la natura e vincere la paura che ha di essa. Durante il suo apprendistato dalla maga, Nihal scopre di essere una mezzelfo, l'ultima di una specie che venne sterminata dal Tiranno alcuni decenni prima, e per questo il Tiranno darà ordine di ucciderla se viene a sapere della sua esistenza, inoltre apprende l'uso della magia in diverse situazioni, tuttavia il suo talento magico è inferiore a quello di Sennar. Durante il suo primo viaggio con Sennar e Soana, per recarsi al Consiglio annuale dei Maghi, Nihal viene a conoscenza dei vari organi governativi delle terre libere e di come il Tiranno stia sempre più distruggendo il suo mondo. Inoltre vede anche un drago e quando si reca in visita all'accademia dei Cavalieri di Drago desidera prendervi parte, cosa che riuscirà a fare dopo molte vicissitudini. Infatti, si siede per intere settimane su una statua nell'atrio. Raven dice infine che Nihal potrà entrare nell'Accademia solo se riuscirà a battere 10 guerrieri senza ferirsi o cadere per terra. Conosce Fen, un cavaliere di Drago molto abile in duello, di cui si innamora praticamente a prima vista, ma solo dopo che Sennar glielo fa notare direttamente si rende conto che il valoroso cavaliere è il fidanzato di Soana, e questo la costringe a una dolorosa repressione dei propri sentimenti; questo non le impedirà però di continuare ad amarlo nei suoi pensieri e provare un enorme dolore al momento della sua morte in battaglia.

L'accademia dei Cavalieri di Drago[modifica | modifica wikitesto]

Nihal passa un anno in accademia; il primo periodo è difficile a causa del suo essere un mezzelfo e per di più femmina, e al fatto che il capo dell'accademia non l'ha mai realmente accettata. Quando il suo maestro la reputa pronta, insieme ad altri allievi dell'accademia, viene portata su un campo di battaglia per intraprendere la prova finale con la quale potrà definitivamente diventare Cavaliere di Drago. Con la morte di Fen qualcosa in lei cambia: si chiude in se stessa e aumenta il suo desiderio di vendetta contro il Tiranno e contro se stessa per essere l'unica sopravvissuta della sua specie, ma le cose migliorano quando l'assegnano, per procedere nel suo addestramento, a Ido, l'unico Cavaliere di Drago gnomo, che le farà da maestro. Inizialmente egli è burbero come tutti gli altri, ma con l'andare del tempo si ammorbidisce e diventa per Nihal una guida e un mentore preziosissimo nei momenti difficili. Dopo aver terminato l'addestramento le viene assegnato Oarf, il drago del cavaliere che morì nello stesso attacco in cui morì Fen, con cui combatte le sue prime battaglie, e, nonostante il suo valore e quello dei suoi compagni, la superiorità numerica dei Fammin e dei cavalieri di drago del Tiranno è troppa per essere colmata. Reis, la maestra di magia di Soana, dice a Nihal che lei è consacrata a un dio (Shevrar) e che il suo vero nome è Sheireen che significa appunto Consacrata. Inoltre le dice che per neutralizzare il nemico bisogna trovare i pezzi del “Talismano del potere”, un'arma che bloccherebbe tutti i poteri del Tiranno per il tempo necessario a sferrare un attacco. Nihal, Sennar e Laio, compagno di Nihal in accademia, partono per questo arduo viaggio.

Il Talismano del potere e la battaglia finale[modifica | modifica wikitesto]

Il Talismano del Potere, un cimelio elfico, ha una forma circolare, divisa in otto parti, ognuna con un alveo vuoto, in cui vanno messe le otto pietre che controllano gli elementi della natura. Al centro vi è una pietra bianca, l'occhio di Shevrar, il dio della Guerra e della Fiamma, da cui tutto ebbe origine e in cui tutto muore e finisce. La otto pietre controllano un elemento ciascuno, e si trovano, una in ognuna delle otto terre del Mondo Emerso.

Il trio è costretto a viaggiare a lungo per trovare le otto pietre necessarie a comporre il talismano, anche perché ogni pietra si trova in una terra diversa e quasi tutte le otto terre del Mondo Emerso sono in mano al Tiranno, quindi sono costretti a muoversi molto spesso in territorio nemico, inoltre a guardia di ognuna di queste pietre c'è uno spirito che sottopone Nihal a una prova da superare per poter avere accesso al pezzo di talismano. Durante il viaggio Laio perde la vita nella Terra della Notte ma alla fine il talismano viene ricomposto e il Tiranno viene annientato proprio da Nihal nel corso della battaglia definitiva nella Rocca. Le pietre che devono essere trovate sono:

Aelon o dell'Imperfezione Spirito naturale che presiede al controllo delle acque. Si trova nella Terra dell'Acqua, a nord nelle paludi. Il santuario in cui è custodita è interamente fatto d'acqua. Il guardiano, Ael è una ninfa, e darà la prima pietra a Nihal senza ostacolarla. Tuttavia l'avvertirà del fatto che non tutti i guardiani saranno ragionevoli come lei e le cederanno subito la pietra che custodiscono. La pietra Ael è di color azzurro chiaro. Ricompare nelle leggende del mondo emerso, in quanto Adhara che è una Consacrata, ha bisogno del pugnale elfico per salvare Amahal e il mondo emerso. Tuttavia lo spirito sarà drasticamente cambiato rispetto al passato facendosi chiamare Jhar Ael o "altra Ael" il palazzo dove abitava prima fatto di acqua limpida è diventato di un'acqua di colore rosso bollente. nell'occhio dove prima stava la pietra che consegnò a Nihal sarà un buco vuoto. Ael accusa Nihal di aver infranto la pietra del talismano condannandola a quel limbo. Adhara cerca di convincere Ael che nonostante tutto era ancora un guardiano del mondo emerso e che aveva bisogno del suo aiuto. Ael propone infine ad Adhara uno scambio; se li avesse dato quanto di elfico c'era in lei gli avrebbe consegnato il pugnale. Adhara accetta e nel fare questo le ciocche azzurre dei suoi capelli diventano bianche e il suo occhio viola sbiadisce, senza comunque perdere la vista.

Sarephen o dell'Odio degli Uomini Spirito naturale che presiede al controllo del mare. Il santuario si trova nella Terra del Mare, nelle Arshet, i due enormi scogli verticali situati nel Golfo di Lamar nella Terra del Mare. La pietra di Sarephen è di un color blu cupo e sembra racchiudere tutta la forza del Mare. Sareph, il guardiano, evocherà un enorme mostro marino che tenterà di uccidere Sennar. Nihal arriverà in tempo e sconfiggerà la bestia. Poco dopo apparirà il guardiano. Esso cederà la pietra alla consacrata di malavoglia, dopodiché ritornerà nelle profondità dell'oceano.

Glael o della Solitudine Spirito naturale che presiede al controllo della luce. Si trova nella Terra del Sole, in un santuario d'oro in cima a delle montagne. Glael, lo spirito della luce, vorrà prendere il corpo di Laio in cambio della pietra. Sennar e Nihal riusciranno a farla ragionare e lo spirito gli cederà la terza pietra.

Thoolan o dell'Oblio Spirito naturale che presiede al controllo del tempo. Si trova nella Terra dei Giorni, la terra dei mezzelfi, più precisamente verso il Grande Deserto ad est. Nel santuario il tempo scorre in modo diverso e anche l'interno è complesso: non si capisce quale sia il pavimento e il soffitto e vi sono scale che vanno da tutte le parti. Thoolan ha le sembianze di una donna anziana con la quarta pietra grigia incastonata nella fronte. Durante l'incontro con questa guardiana Nihal si sente molto disorientata poiché ella le rivela delle verità a lei sconosciute come il fatto che i 50 anni del regno di Nammen non furono un vero periodo di pace e che lei non è costretta a compiere quel viaggio perché la guardiana la invita a restare nel suo santuario offrendole la possibilità di stare con chi l'ha abbandonata come Fen e Livon. Nihal, però, rifiuta l'offerta della guardiana che le dà la pietra.

Goriar o della Colpa Spirito naturale che presiede al controllo dell'oscurità. Si trova nella Terra della Notte, nella Foresta di Mool. Il santuario è una cupola fatta di vegetazione e alberi morti. Lo spirito ha le sembianze di un uomo fatto di ombra. Non ostacolerà Nihal, bensì le darà la pietra senza protestare.

Flaren o del Destino Spirito naturale che presiede al controllo del fuoco. Il santuario di Flar si trova nella Terra del Fuoco, in un vulcano nell'isola a ovest, che i protagonisti raggiungeranno grazie all'aiuto di Aires, la pirata comparsa ne La missione di Sennar. Lo spirito di Flar è consacrato come Nihal a Shevrar, dio del fuoco e della guerra. Anche Flar non ostacolerà Nihal. Lo spirito ha le sembianze di un ragazzo composto da fiamme.

Tarephen o della Lotta Spirito naturale che presiede al controllo della terra. Si trova nella Terra delle Rocce, nella foresta di pietra. Ha la forma di un satiro e scaglierà contro la mezzelfo due enormi Golem, che dovrà sconfiggere cancellando la prima lettera della parola vita nella loro fronte. Tareph è la settima pietra.

Mawas o del Sacrificio Spirito naturale che presiede al controllo dell'aria. Si trova nella Terra del Vento, nella Foresta. Il guardiano di Mawas è il Padre della Foresta della Terra del Vento. Ma la sua carica è rivestita dal folletto Phos, amico di Nihal e incontrato già nel primo libro. Dopo che Nihal prende la pietra il Padre della Foresta muore insieme alla selva che lo circondava.

Dopo aver utilizzato il talismano, Nihal perde la vita perché utilizza la magia per salvare Sennar, incatenato nelle segrete della Rocca del Tiranno. Viene però resuscitata da Phos, che dona l'energia del padre della foresta a Nihal. Perciò rimarrà in vita finché indosserà il talismano. Una volta tornata in vita va con Sennar nelle terre oltre il Saar, le Terre Ignote.

Il viaggio a Ovest[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver compiuto la loro missione Nihal e Sennar si dichiarano reciprocamente il loro amore e decidono di viaggiare verso le Terre Ignote, oltre il grande fiume Saar. Qui Nihal e Sennar danno alla luce un bambino, Tarik, ma poi lei muore in seguito a uno screzio con degli elfi nel tentativo di salvare Sennar. Il bimbo non ha mai dimenticato la morte di sua madre e accusa Sennar di esserne il motivo. A soli 15 anni torna nel Mondo Emerso per abitare nella vecchia casa materna, a Salazar. Qui sposa Talya e ha un figlio, San. La notizia non arriva nel Mondo Emerso prima di diverse decine di anni. L'unico a saperlo prima oltre a Sennar e Tarik fu il vecchio generale Ido.

Nihal nelle Guerre del Mondo Emerso[modifica | modifica wikitesto]

Nihal appare successivamente nelle Guerre del Mondo Emerso quando Sennar sacrifica parte dei suoi poteri per entrare, con un incantesimo, nell'anticamera del regno dei morti per rivedere la sua amata Nihal. Dopo la morte di Nihal il figlio avuto da lei e Sennar, Tarik, torna nella terra del vento, la terra nativa di sua madre. Una volta grande ha un figlio, San, che viene poi rapito per essere utilizzato come contenitore per lo spirito di Aster, che i suoi seguaci vogliono riportare in vita. Però quando Theana cerca di attivare la Lancia di Dessar, manufatto elfico destinato ai consacrati, per salvare Dubhe dalla maledizione, Sennar evoca Nihal per salvarle tramite il Talismano del Potere. La mezzelfo interviene entrando nel corpo di Theana e le salva poi viene raggiunta da Sennar.

Nihal nelle Leggende del Mondo Emerso[modifica | modifica wikitesto]

Nihal viene accennata brevemente in alcuni punti delle Leggende del mondo Emerso, trattando principalmente di eventi particolari nel corso della sua storia, nella battaglia contro Aster, o del destino di Sheireen e di Marvash a cui era legata.

Nihal nelle Cronache del Mondo Emerso: Le Storie Perdute[modifica | modifica wikitesto]

Un canta storie coperto da una maschera entra in una locanda intonando alcuni antichi canti, sul passato di Nihal, raccontando storie mai rivelate finora.

La fine e l'inizo.[modifica | modifica wikitesto]

''Torna indietro mio canto, a giorni e luoghi dimenticati dal tempo, assai lontano dai bastioni di questa torre battuta dal vento.

Dirò di guerra e sangue e battaglia e di colei che della spada fu figlia.

Una lunga storia qui s'inizia, là dove la morte consuma ogni primizia.''

Si viene infine a scoprire che i veri genitori di Nihal mezzielfi si chiamavano Karna e Makthar. Sfuggiti insieme ad altri alle persecuzioni dei soldati del tiranno al solo scopo di sterminarli. Venendo tuttavia traditi da una spia umana vengono attaccati dai Fammin e uccisi. Karna, madre di Nihal prima di morire, ribattezza sua figlia Sheireen, invocando l'aiuto del dio elfico Thenaar chiedendo che almeno sua figlia fosse risparmiata. Poco dopo, giunsero Soana insieme alla sua maestra Reis ritrovando Nihal viva coperta dal cadavere della madre. Reis lo interpreto subito come un segno particolare decidendo di consultare le sue pergamene. Soana comprendendo il pericolo in cui incombeva la piccola mezzelfo, decise di portala al sicuro da suo fratello Livon nelle Terre del vento alla torre di Salazar. Livon è riluttante all'inizio, poiché non vede Soana da anni. Finendo poi per affezionarsi a Nihal se ne prende infine cura.

La fine dell'età dell'oro[modifica | modifica wikitesto]

La pace è ormai giunta, la guerra finita, della nostra eroina lieta è la vita.

Niente più sangue, né morti, ne spade da impugnare, ma il calore di una famiglia, e di un focolare.

Ma è nella quiete che il nemico si cela, è nella gioia che la tragedia si rivela.''

Nihal, Sennar e Tarik vivono felicemente nelle terre ignote. Mentre Nihal insegna a Tarik le bellezze della natura che li circonda, Sennar si dirige con Oarf alle cascate degli spiriti, chiamate dagli elfi: Menorath Karva, venerate da essi sostenendo che esse fossero un portale tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Facendo alcuni esperimenti con dei fiori cresciuti vicino alla riva, Sennar cade in una sorta di trance finendo poi per cadere nel lago della cascata. Sennar ha terribili visioni di una bambina che veniva massacrata. Con uno sforzo immane riesce infine ad uscire dalle acque. A ritorno, Sennar comincia a soffrire di terribili incubi urlando nel sonno. Col passare del tempo il suo aspetto comincia a deteriorare. Solo in seguito si score che Sennar è stato posseduto da un fantasma vendicativo. Nihal non riuscendo a risolvere la situazione con la poca conoscenza magica che sapeva, chiede aiuto Lurh il grande sacerdote Huyè, grande amico di Sennar. Il sacerdote tuttavia l'unica cosa che riesce a fare è rallentare la possessione di Sennar. Nihal capisce infine che l'unico modo per aiutare Sannar è un mago elfico. Facendosi coraggio decide di andare alla loro città, per cercare un mago che lo curasse. Il sacerdote Lurh sentiva di un grave pericolo incombente, e che alla fine di quella storia non sarebbe finita bene. Lurh implora infine Nihal di non andare. La mezzelfo non si scoraggia e decide di andare per salvare Sennar. Travestita all'interno della città, Nihal fa la conoscenza di un giovane mago elfico di nome: Klarath. Scortandolo con la forza da Sennar. Klarath all'inizio è riluttante, poiché è cresciuto con il presupposto degli elfi, di odiare senza un valido motivo tutte le razze al di fuori della loro. Il giovane mago decide infine di aiutarla, poiché non vincolato dai vecchi precetti della sua gente, studia la cascata degli spiriti; Menorath Karva. Klarath spiega infine, che in quella cascata si aggirano i morti che non hanno trovato la pace, o che addirittura in profondità, si celi la porta per l'inferno. Klarath con l'utilizzo del suo amuleto riesce a liberare Sennar dallo spirito che lo possedeva per poi farlo distruggere a Oarf. Klarath rimanendo a contatto con il fantasma, vede brevi frammenti della sua vita prima che morissero. Scoprendo che in vita era stata solo una bambina umana e che era stata uccisa in modo brutale dagli elfi senza motivo. Comprendendo infine che l'odio insensato degli elfi verso le altre razze era inutile e sciocco, decide di mantenere il segreto per tenere al sicuro la famiglia di Nihal. Passato un mese, dopo la partenza di Klarath, Nihal e la sua famiglia vengono attaccati da degli elfi a cavallo di una Viverna. Nonostante l'aiuto di Oarf, gli elfi sono in vantaggio numerico e con la magia riescono a bloccare il drago insieme a Nihal catturando poi, Tarik e Sennar. Nihal venne imprigionata e condotta a Nelor. Davanti ad un tribunale di Elfi Nihal raccontò quello che accadde e di avere ferito gli elfi solo per difendersi. Il giudice mostra infine Klarath davanti al tribunale. Nihal osserva orripilata che era stato torturato in modo osceno, per fargli tirare fuori la verità su dove Nihal vivesse, inventando che fu ritrovato già così mentre girava per il bosco. Tutto il tribunale non è stato altro che una messa in scena per non fare dimenticare agli elfi il loro odio per le altre razze e che non vi devono essere cambiamenti. Il giudice da infine il verdetto; uccidere Sennar per i crimini commessi e rinchiudere a vita Nihal e suo figlio. Sennar per nulla intimorito si prepara all'esecuzione. Nihal non potendo tollerare la sua fine, prende il suo posto dicendo che era lei che doveva pagare per gli elfi uccisi. Preparandosi a infrangere il medaglione, Sennar urla disperato chiedendo a Nihal di non farlo. Lei sorride triste e gli chiede come ultima cosa di prendersi cura di Tarik e di vivere per lui. Nihal infrange infine il talismano e crolla a terra priva di vita. Sennar in preda ad un odio furente è sul punto di scatenare un'onda di potere magico che avrebbe distrutto e ucciso tutti i presenti, ma all'ultimo momento si ferma consapevole che ciò avrebbe ucciso anche Tarik.

Interludio[modifica | modifica wikitesto]

Il cantastorie finisce le sue ultime note, mentre gli ospiti della locanda si riprendono dalla tristezza dell'ultima storia ascoltata. Dopo alcuni minuti, il menestrello spiega di avere ancora un'ultima storia da raccontare e che le vicende di Nihal non si concludono nemmeno con la morte: in alcuni racconti i protagonisti si rifiutano di morire e risorgono dalle ceneri.

Il ritorno[modifica | modifica wikitesto]

Fumo, erbe e parole arcane, tomi vetusti, gesta lontane. Un antico spirito risorge chiamato a nuova vita come acciaio nelle forge.

La notte si scioglie in nuova aurora, di sconfiggere la morte è giunta l'ora.''

Dopo la fine della guerra contro gli Elfi scatenata da Kryss, nelle terre ignote in un villaggio degli Huyè; Athor il capo villaggio è furioso, poiché la sua gente viene catturata dai soldati elfi superstiti che combatterono nell'esercito di Kryss, per rivenderli come schiavi o tenersi le donne come divertimento. Poiché gli Huye sono un popolò pacifico, non sanno come difendersi dagli attacchi. Athor chiede infine aiuto ad un mago Elfico esiliato Lefthika insieme al suo aiutante e schiavo Ren dei Domini del sud, nelle terre del fuoco (tenuto sotto controllo grazie a dei collari di rame magico) di portare qualcuno che li possa aiutare nel combattimento. Sapendo della storia di Nihal, Lefthika decide di recuperare il suo cadavere e riportala in vita. Lefthika infatti fu bandito dagli elfi della sua città per i suoi esperimenti blasfemi, poiché egli aveva la capacità di riportare in vita i morti. Il mago elfico fa dissotterrare il corpo di Nihal e grazie hai poteri di Fen la risana completamente. Lefthika inizia il rituale riportando Nihal in vita. La mezzelfo, tuttavia confusa e smarrita scappa. Nihal confusa di essere ritornata fra i vivi, fa ritorno a quel che rimane della sua vecchia casa. Raggiunta infine la propria abitazione, la mezzelfo osserva con tristezza, che rimane solo un cumolo di rovine. Perlustrando la casa, Nihal trova solo alcuni ricordi appartenuti a Sennar e Tarik. Nella notte viene raggiunta da Ren che era sulle sue tracce. Dopo alcune diffidenze da parte di Nihal nei suoi confronti, Ren spiega infine alla mezzelfo che sono passati quasi cento anni dalla sua morte. Nihal all'inizio è scettica, ma Ren la porta infine davanti alla sua tomba, dove era stata deposta da Sennar anni prima. Ren consegna infine la vecchia spada di cristallo nero appartenuta a Nihal e il talismano del potere, rivelandosi molto utile nel rituale per averla riportata in vita. Ren raccontò tutto quello che accadde nel tempo in cui era morta, senza però lasciare trapelare cosa accadde a Sennar, Tarik e il nipote San che era diventato un Marvash (distruttore). Nihal domanda perché non ricordi ciò che accadde, nemmeno del momento in cui Sennar l'aveva richiamata temporaneamente dal mondo dei morti sacrificando i suoi poteri. Ren suppone che la sua resurrezione, sia come una seconda nasciata che ha cancellato i ricordi precedenti di quando era morta. Spiegando infine che il capo degli Huye; Athor ha chiesto aiuto per salvare la sua gente dagli elfi di Kryss. Nihal accetta solo se in cambio le potranno ridare la pace e ritornare nell'aldilà. Fen le da infine la sua parola. Raggiungendo la radura dove un tempo stava Oarf, la mezzelfo pronuncia un incantesimo di richiamo. Poco dopo giunse Oarf che nonostante il tempo passato, è ancora vivo anche se ormai vecchio. Il drago all'inizio è furente nel rivedere Nihal e l'attacca con vampate di fuoco. La mezzelfo per difendersi crea una barriera magica, rammentando la stessa cosa che fece quando era in accademia. Dopo alcuni minuti i due infine si calmano, Oarf è infine felice di avere ritrovato la sua vecchia compagna di battaglia Nihal. I soldati elfi attaccano in quel momento il villaggio degli Huye, Nihal grazie al aiuto di Oarf, interviene respingendo il nemico. La mezzelfo inizia così ad addestrare gli Huye affinché essi possano essere in grado di combattere da soli. Durante la notte, Nihal domanda a Ren cosa è accaduto al suo maestro Ido. Ren raccontò che mori durante la battaglia riuscendo infine ad uccidere il re tiranno: Dohor. Nihal benchè un pò rattristata rammenta che il suo maestro Ido, aveva sempre voluto avere una fine da guerriero nei campi di battaglia. Durante i giorni di allenamento, Nihal inizia a sentire una particolare felicità e soddisfazione nell'addestrare un popolo, per difendersi dagli attacchi nemici. Poco giorni dopo, Lefthika, stanco di aspettare sapendo che gli Huye non avevano i soldi per il lavoro svolto, decide di partire obbligando Ren ad aiutarlo a portare via Nihal. Osservando le sue grandi capacità, Lefthika la vede ora come una preziosa arma di cui servirsi per i propri scopi. Avendo narcotizzato il vino, imprigiona Nihal mentre dorme applicandogli i collari di rame soggiogandola al suo potere come Ren. Lefthika racconta infine a Nihal la verità di quello che accadde alla sua famiglia: Tarik morì giovane per mano degli assassini che volevano riportare in vita Aster insieme a sua moglie. Il nipote di Nihal: San divenne un Marvash che cercò di distruggere il mondo emerso. Tarik non riuscì mai a perdonare Sennar per averla lasciata morire, e lui non riuscì mai ad accettare la morte di Nihal. Beffandosi che il suo sacrificio non aveva aiutato nessuno. Durante la notte Ren, libera Nihal, rendendole la sua spada e il talismano. Nihal riesce a recuperare le forze, mentre Ren colpisce con una pietra Lefthika apparentemente uccidendolo vendicandosi degli anni di schiavitù. Dopo l'ennesimo attacco del villaggio degli Huye Nihal decide di irrompere nell'accampamento degli elfi insieme Oarf e Ren. Giunti di ritorno al villaggio dei Huye, lo ritrovano devastato dall'attacco degli elfi. Riconoscendo tra i cadaveri alcune reclute che addestrava, indicava che nonostante tutto avevano cercato di reagire. Ritrovando un bambino Huyè li accompagna in una capanna dove si trovano una decina di superstiti. Nash, una recluta di Nihal ammette infine che il capo villaggio Athor è morto. Oarf in quanto bloccato dall'incantesimo di Lefthika non è potuto intervenire. Nihal in preda alla furia, decide di irrompere al villaggio degli elfi con Oarf. Durante il volo, Nihal si trova davanti ad una Viverna cavalcata dalla donna guerriera, capo degli elfi: Ekhtir. Nihal guardando la viverna, ricorda improvvisamente cosa fecero gli elfi alla sua famiglia. In preda alla furia si avventa su di lei. Dopo alcuni scontri in aria le due avversarie finiscono a terra continuando il combattimento. Nella voce di Ekhtir, Nihal percepisce una nota nella sua lingua che le fa capire che essa proviene nella città di Nelor dove anni prima, la mezzelfo, si era immolata per salvare Sennar e Tarik. Dopo averla schernita con le parole, Ekhtir rimane delusa che Nihal non abbia saputo fare di meglio in combattimento, e decide di abbandonarla non ritenendola degna della sua spada. Giunta di ritorno al villaggio degli Huyè, aiuta i superstiti a seppellire i morti. Nihal ammette infine di avere fallito nel tentativo di salvare Tarik e Sennar, invece li ha condannati alla disperazione. Ren cerca di tirare su Nihal, spiegando che ha aiutato pur sempre molta gente a difendersi e ha rialzarsi quando tutto sembrava perso. E che non sempre le cose vanno come uno vuole. Lefthika miracolosamente è riuscito a sopravvivere, nonostante Ren lo avesse colpito più volte con una pietra. Mosso dalla vendetta lancia infine una maledizione. Gli Huyè, aiutati da Nihal a ricostruire il villaggio, non sopportano più le angherie subite dagli elfi e bramosi di vendetta per avere perso i loro cari si uniscono a Nihal per riprendere gli allenamenti per contrattaccare gli elfi. Vicini alla battaglia, Ren consegna la vecchia armatura che Nihal usò cento anni prima nelle sue precedenti guerre, aggiustata e rimessa a nuovo dal fabbro del villaggio. Il mattino seguente Nihal e gli Huyè in groppa agli Kagua: draghi di terra, irrompono nel villaggio degli elfi prendendoli alla sprovvista. Ekhtir e Nihal si rincontrano sul campo di battaglia e riprendono il combattimento. Ekhtir svela infine di essere la nipote di Klarath: il mago elfico che aiutò Nihal a curare Sennar quando fu posseduto dal fantasma. Ekhtir accusa Nihal di avere fatto impazzire Klarath, che mori fra le sue braccia tormentato dai sensi di colpa per non essere riuscito a mantenere il segreto di Nihal e per averla infine condannata. In seguito tutta la sua famiglia fu bollata come traditrice finendo esiliata dalle città. Ekhtir visse come una reietta, fin quando non giunse Kryss che la prese al suo servizio. Nihal cerca di far ragionare Ekhtir che furono gli elfi della città, ad avere torturato suo nonno per estorcergli a forza la verità. Ma Ekhtir presa dall'odio rifiuta di ascoltare, riuscendo a fare breccia nella difesa di Nihal, si presta a colpirla, ma viene difesa prontamente dalla magia di Ren. Ekhtir reagisce colpendo Ren per avere interferito apparentemente uccidendolo. Nihal mossa dall'odio per avere perso un amico si accanisce su Ekhtir che in poco tempo la ferisce gravemente facendola finire a terra. La mezzelfo controlla Ren, accorgendosi con sollievo che è stato solo ferito di striscio. Ekhtir chiede infine a Nihal di darle il colpo di grazie, non potendone più di quella vita. Nihal vede nei suoi occhi la sua stessa disperazione e infine acconsente. La battaglia contro gli elfi era infine finita, avevano vinto. La mezzelfo si risveglia infine nel campo degli Huyè medicata da Ren in compagnia di Oarf. Il giorno seguente, Nihal rende la libertà agli elgi superstiti, considerati ormai non più una minaccia. Ren entra nella capanna di Nihal, che seppur triste e riluttante, spiega alla mezzelfo che ora ha imparato l'incantesimo per riportarla nell'aldilà. Nihal tuttavia, non sa cosa fare e decide di uscire per schiarirsi le idee. Intanto i villaggi degli Huyè celebrano una grande festa per la sconfitta degli elfi ringraziando principalmente Nihal per averli aiutati. Mentre i festeggiamenti continuano, Nihal sente che era giunto il momento per iniziare il rituale per tornare nell'aldilà. Ren triste e smarrito, non riesce a trattenere le lacrime, e vorrebbe che Nihal restasse lì con loro. La mezzelfo lo incoraggia e Ren inizia infine il rituale.

Interludio[modifica | modifica wikitesto]

Il canta storie finisce infine le ultime note lasciando così la storia. Gli ospiti della locanda, tuttavia, non accettano come la storia sia finita, senza sapere cosa sia realmente accaduto a Nihal, cominciando a replicare che non credono che Nihal sia tornata fra i morti, e che ora le piaceva la sua nuova vita. Iniziando a fare congetture su cosa sia successo realmente a Nihal. Il menestrello passe fra i tavoli a raccogliere monete per le storie, ma il pubblico deluso per la fine dell'ultima storia, non si mostra molto generosa. Melna la cameriera, lascia una grande moneta, per avere raccontato queste storie, che ridanno splendore al mondo emerso. La cameriera ammette di essere sicura che Nihal non se ne sia andata perché sentiva che il mondo emerso aveva ancora bisogno di gente come lei. Prima di uscire Melna domanda infine come il menestrello sappia tutte queste storie. Il canta storie la mette da parte togliendosi leggermente la maschera, e Melna ne rimane stupita, facendo infine un inchino usce dalla locanda scomparendo nella notte. La scena si sposta su un uomo che cammina a passi rapidi nel bosco dove un tempo vi dimorava il padre della foresta. Nonostante avessero provato a piantarci nuove piante, il bosco non è riuscito a tornare rigoglioso come prima. ormai il potere benefico del padre albero, era cessato, lasciando che le piante venissero divorate da insetti e parassiti. L'uomo si rivela infine essere il mago elfo; Lefthika. Improvvisamente compare il menestrello seduto sui resti del padre della foresta, mettendo una mano in una fenditura dell'albero, mostra infine il talismano del potere, dicendo di avere un'ultima storia da raccontare, di averla taciuta agli ospiti della locanda poiché non tutti sono capaci di ascoltarla.

Ripresa[modifica | modifica wikitesto]

Di terminare il racconto il tempo è giunto, che l'ultimo tassello agli altri sia congiunto. Dalla fine del mondo qui sono approdata perché a te questa storia sia infin rilevata.

E quando il canto si sarà spento, cesserà per te ogni tormento.

La storia riprende dove prima si era interrotta. Mentre Ren sta compiendo il rituale, avverte improvvisamente che qualcosa non sta funzionando. Intuendo che forse Lefthika è sopravvissuto, ha infine lanciato, probabilmente una maledizione. Interrompendo il rituale Nihal e Ren fanno visita alla vecchia casa di Sennar per cercare indizi. Mentre Ren si appresta a compiere un incantesimo per esaminare Nihal, viene improvvisamente colta da forti spasmi. Grazie al talismano del potere, Ren riesca a ristabilire l'incantesimo. Ren spiega infine che Lefthika, servendosi della terre della tomba di Nihal, ha fatto un incantesimo, impedendo allo spirito di Nihal di lasciare il mondo terreno, e che se Ren non fosse intervenuto gli sarebbe spettato un destino peggiore della morte. Nihal chiede a Ren di rompere l'incantesimo, ma tuttavia, solo Lefthika può farlo. Non volendo perdere tempo Nihal inizia a fare progetti per iniziare la ricerca.

Coda[modifica | modifica wikitesto]

Il canta storie finisce infine la sua ultima storia, mostrando infine il suo volto, che si tratta di Nihal. Ren comapare improvvisamente alle spalle di Lefthika bloccandolo con un pugnale. Improvvisamene dal tronco emrege il folletto guardiano Phos. Spiegando infine che il sigillo di Lefthika è riuscito solo a metà grazie al talismano del potere. Nihal può liberarsi della maledizione anche uccidendo Lefthika. Lasciandogli infine la possibilità di scegliere di liberarla spontaneamente e di lasciarlo andare. Lefthika, furibondo pronuncia infine l'incantesimo liberando Nihal. Il mago elfico preso dall'odio, si libera della presa di Ren, accanendosi contro Nihal che lo finisce con un colpo rapido di spada. Lefthika è infine morto, e Ren seppur rattristato è pronto per il rituale. Nihal tuttavia, rinfodera la spada, domandando infine a Phos cosa è successo agli altri santuari dei guardiani. Il folletto spiega che sono scomparsi dal mondo emerso, ma esistono ancora in un'altra dimensione, e che probabilmente tutti gli spiriti guardiani ad eccezione di Phos sono impazziti a causa della pietra del talismano che è stata infranta. Nihal rammenta nelle storie, che Adhara quando cerco di recuperare il pugnale elfico, incontrò lo spirito dell'acqua Ael ma che ormai era impazzita, facendosi chiamare Jhar Ael. Nihal racconta infine a Ren che nel passato tra i guardiani che le consegnarono le pietre, Thoolan; la guardiana del tempo della terra dei giorni gli propose in passato di stare nel suo santuario insieme a tutte le persone che erano morte. La mezzelfo nonostante tema che Thoolan come gli altri spiriti sia impazzita, decide di fare ritorno al suo santuario per richiedere quello che in passato aveva rifiutato, nella speranza di rivedere Sennar, Tarik e tutti gli altri. E che probabilmente le pietre possano ancora servire per restituire la ragione ai guardiani. Nihal invita infine Ren ad andare con lei, che accetta con gioia. Nihal e Ren si incamminano verso Oarf, preparandosi per il nuovo viaggio.

Il personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Nihal, come detto, ha capelli di un blu molto intenso, orecchie a punta, occhi viola, ha un tatuaggio sulla schiena a forma di ali di drago, chiuse, con un significato preciso. Inoltre conosce le arti magiche anche se non al pari dei maghi più potenti come Sennar, infatti i suoi poteri si limitano alle magie di guarigione e alle magie di ordinanza (accendere un fuoco ecc.).

Veste un'armatura nera e quando non è impegnata in guerra comunque usa adoperare i vestiti dei colleghi cavalieri "in borghese" e non i vestiti tipici per le ragazze. La sua spada è un gioiello di manifattura in quanto lama ed elsa sono forgiate in un corpo unico di cristallo nero (la spada è stata forgiata da Livon). Sull'elsa dell'arma ci sono due ali di Drago e sul manico è incastonata una pietra chiamata "Lacrima", donatale dal folletto Phos del bosco vicino alla dimora di Soana.

Nihal viene fatta carico, volente o nolente, di essere l'ultima rappresentante di un popolo sterminato dal Tiranno, i mezzelfi, popolazione cui lo stesso despota faceva parte, sebbene per metà, essendo figlio di una mezzelfa e di un umano. Proprio per la sua non totale appartenenza al popolo, il Tiranno fu vittima in gioventù di diversi episodi di razzismo, assieme alla madre. Ciò non fece che alimentare sempre di più il rancore verso i mezzelfi e, una volta salito al potere, nulla vietò al Tiranno di ordinare l'attacco massiccio alla Terra dei Giorni, dimora del proprio popolo. Nel massacro venne uccisa anche la madre di Nihal, la quale viene ritrovata da Soana stessa e Reis, una gnoma, sotto al cadavere della propria progenitrice. Il successivo affidamento a Livon e la vita alla torre di Salazar non è null'altro che l'inizio della saga delle Cronache.

Nihal è spesso assalita da incubi notturni, in cui scorge volti sofferenti che le somigliano per lineamenti e colore di occhi e capelli. Questi incubi sono poi causa di un ulteriore distaccamento della giovane dal resto del mondo, compreso Sennar, fino a farla diventare una macchina da guerra colma d'odio e insensibile a tutto. Con la morte del Tiranno, Nihal si libera infine dagli incubi che la perseguitavano. Dopo essere stata riportata in vita nelle "Storie Perdute" Nihal non dipende più dal talismano del potere a cui era legata la propria vita donatagli da Phos dal Padre Albero della foresta.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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