Narrative art

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La Narrative art è una forma d'arte concettuale particolarmente frequentata nella seconda metà degli anni '70 del XX secolo. Si collega alle pratiche fotografiche legate al recupero della memoria e del tempo. Le sequenze fotografiche e la scrittura convivono (ad esempio in Duane Michals o Peter Hutchinson) ma, in virtù della loro appartenenza a statuti linguistici differenti, costringono il pensiero a due percorsi separati che condurranno a riunire immagini e testi in una dimensione esclusivamente mentale ottenuta grazie alla partecipazione emotiva dell'osservatore. Ne risulta un rallentamento o una deformazione dell'asse temporale che trova in Marcel Proust e Herbert Marcuse i riferimenti più diretti. L'atteggiamento autobiografico è prevalente in Peter Hutchinson, tra memoria individuale e collettiva si muove Christian Boltanski, mentre Bill Beckley organizza sequenze di immagini seguendo un modello poliziesco e indiziario per sollecitare attenzione e contrastare gli automatismi mentali.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Daniela Palazzoli, Il sentimento del 2000. Arte e foto: 1960-2000, Milano, Electa, 1999, pp. 24 e 56.
  • Francesca Alinovi e Claudio Marra, La fotografia: illusione o rivelazione?, nuova ed., Bologna, Quinlan, 2006, pp. 314 - 317.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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