Millesimo

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Millesimo
comune
Millesimo – Stemma
Panorama di Millesimo e del fiume omonimo
Panorama di Millesimo e del fiume omonimo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Savona-Stemma.png Savona
Amministrazione
Sindaco Pietro Pizzorno (Lista civica di Centro-sinistra "Uniti per Millesimo") dal 26/05/2014
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°21′51.84″N 8°12′21.37″E / 44.3644°N 8.205936°E44.3644; 8.205936 (Millesimo)Coordinate: 44°21′51.84″N 8°12′21.37″E / 44.3644°N 8.205936°E44.3644; 8.205936 (Millesimo)
Altitudine 429 m s.l.m.
Superficie 15,96 km²
Abitanti 3 383[1] (31-12-2015)
Densità 211,97 ab./km²
Frazioni Acquafredda, Borda
Comuni confinanti Cengio, Cosseria, Murialdo, Osiglia, Pallare, Plodio, Roccavignale
Altre informazioni
Cod. postale 17017
Prefisso 019
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 009038
Cod. catastale F213
Targa SV
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 334 GG[2]
Nome abitanti millesimesi
Patrono Madonna del Carmine
Giorno festivo 16 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Millesimo
Millesimo
Posizione del comune di Millesimo nella provincia di Savona
Posizione del comune di Millesimo nella provincia di Savona
Sito istituzionale

Millèsimo (Merézu[3], Mrésciu nel dialetto locale[4] o Millëximo[5] in ligure, Mresù in piemontese) è un comune italiano di 3.383 abitanti[1] della provincia di Savona in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è situato nell'alta val Bormida, con l'insediamento urbano principale ubicato lungo la sponda destra del fiume Bormida che proprio in questo tratto assume la denominazione di Bormida di Millesimo. Il territorio fa parte del Parco naturale regionale di Bric Tana.

Il territorio comunale è costituito, oltre il capoluogo comunale, dalle due frazioni di Acquafredda e Borda, che sorgono a monte di Millesimo lungo la strada per Murialdo, per una superficie territoriale di 15,96 km2. Sono altresì riconosciute dallo statuto comunale le borgate storiche di Cabroni, Melogni e santuario del Deserto[6].

Confina a nord con il comune di Cengio, a sud con Murialdo e Osiglia, ad ovest con Roccavignale, ad est con Cosseria, Plodio e Pallare.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Italia nel centro storico

Da alcuni studi effettuati sul territorio e per la sua posizione geografica, in un incrocio viario lungo l'antica strada che dal Colle di Cadibona conduce a Ceva e tra il tracciato stradale tra Cengio, Osiglia e il Colle del Melogno, il primitivo borgo di Millesimo fu un probabile avamposto dell'Impero romano. A tale periodo storico risalirebbe l'arula votiva, datata tra il I e II secolo[4], ritrovata presso la chiesa di Santa Maria fuori le mura.

Nel corso del X secolo fu teatro di numerose scorribande da parte dei Saraceni[7], insediati anche nel territorio di Cosseria e Bagnasco, e a tale periodo storico risalirebbero i due toponimi di Melesino e Plebem Melosine, quest'ultimo è citato in un diploma imperiale del 917[4]. Nel 967 fu compreso nella marca Aleramica.

Nel XII secolo divenne parte della Marca di Savona, di cui nel 1162 fu infeudato Enrico del Vasto, il capostipite della famiglia Del Carretto. Suo figlio Enrico II Del Carretto, marchese di Finale, cinse di mura il nuovo borgo e il castello, edificati in corrispondenza all'attraversamento della Bormida di Millesimo con il Ponte della Gaietta, posizione strategica e importante fonte di riscossione di pedaggi. Al di là del ponte, infatti la strada magistra langarum conduceva fino a Cortemilia, mentre di qua si poteva raggiungere lo scalo di Finale evitando le gabelle genovesi.

La data di costruzione delle mura, 9 novembre 1206, è convenzionalmente la data di fondazione di Millesimo[4], perché questa iniziativa carrettesca diede l'avvio allo sviluppo economico e sociale del paese, al quale i marchesi concessero statuti e privilegi dal 1240[7], i più antichi della val Bormida[7].

Nel 1268 i tre nipoti di Enrico II divisero il Marchesato di Finale in terzieri. Il terziere di Millesimo divenne feudo del marchese Corrado I e comprendeva anche Saliceto, Cengio, Rocchetta, Roccavignale, Mallare, Altare, Osiglia e Gottasecca. Corrado era anche signore pro-quota di Cosseria, Cairo, Bagnasco, Ferrania, Fornelli e Carcare.

La porta del ponte della Gaietta, simbolo di Millesimo

I domini di Corrado, però, furono divisi nel 1345 fra i suoi nipoti: Bonifacio I ebbe Millesimo, Mallare, Altare, Roccavignale e una parte di Cosseria; Corrado divenne marchese di Saliceto, Camerana, Gottasecca, Paroldo e Cengio. Bonifacio ottenne il 27 dicembre 1358 dall'imperatore Carlo IV di Lussemburgo l'investitura ufficiale per i castelli e paesi di Osiglia, Mallare, Roccavignale e Altare nonché delle parti di sua spettanza di Cosseria e Millesimo.

Nel 1447 i Del Carretto della val Bormida furono coinvolti nella guerra che Genova mosse ai signori di Finale. Mentre Millesimo, Mallare, Murialdo e Cengio restarono risolutamente a fianco dei Finalesi, Marco Del Carretto, signore di Calizzano e Osiglia, e Giorgino di Saliceto appoggiarono i Genovesi.

I signori di Millesimo erano troppo deboli per resistere a vicini potenti. Dovettero, quindi, riconoscere di volta in volta la superiorità di Asti[7] (nel 1263), dei marchesi di Monferrato[7] (con l'investitura del feudo a Giorgio Del Carretto nel 1393[7]), degli Sforza, duchi di Milano (1470-1499[7]), o direttamente dell'Impero (nel 1434[7]). La presenza angioina nel Marchesato di Ceva e nell'Astigiano dopo il 1387 spinse i signori di Millesimo a riconoscersi vassalli dei marchesi di Monferrato per la maggior parte delle terre in loro possesso. Così il 3 giugno 1390 Bonifacio e i suoi quattro figli cedettero le parti di loro spettanza di Millesimo e Cosseria, nonché i luoghi di Mallare, Altare e Roccavignale a Guglielmo, fratello del marchese Teodoro II del Monferrato.

Con l'investitura del 1536 data da Carlo V a Ottaviano II Del Carretto[7], Millesimo tornò ad essere un feudo imperiale diretto, anche se dal 1577 fu sottoposto anche alla dominazione spagnola e se dal 1517 Altare, Roccavignale e Carcare erano stati staccati da Millesimo ed infeudati al poeta e storico Galeotto del Carretto e ai suoi eredi (nel 1536 però Carcare fu trasmessa ai Del Carretto di Finale insieme a Pallare, Osiglia, Calizzano e Massimino). Il feudo viene spesso indicato negli atlanti sei-settecenteschi col nome di "marchesato del Carretto", dal nome della dinastia che lo reggeva. Il feudo comprendeva allora Lodisio, Scaletta Uzzone, Brovida, Carretto, Rocchetta Cengio, Roccavignale, Cosseria, Casanova, Biestro e altri borghi.

La torre medievale presso il palazzo municipale

Seguì quindi la dominazione degli Austriaci fino alla cessione da parte di questi ultimi al Regno di Sardegna, avvenuta nel 1713[7] per la parte sottoposta al marchese di Monferrato e nel 1735[7], con la Pace di Vienna, per la parte direttamente dipendente dall'Impero.

Il 13 aprile 1796, dopo una sanguinosa battaglia, Napoleone Bonaparte sconfisse nella celebre battaglia di Cosseria le truppe dell'esercito austro - sardo, aprendosi con la vittoria una breccia nelle terre tra Liguria e Basso Piemonte; nello scontro armato perirono più di tremila soldati e altrettanti furono i feriti.

Con la dominazione francese il territorio di Millesimo rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, rientrò nel IX Cantone, capoluogo Bormida, della Giurisdizione delle Arene Candide e dal 1803 centro principale del VIII Cantone della Bormida Occidentale nella Giurisdizione di Colombo. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Montenotte.

Nella notte tra il 16 e 17 agosto del 1809 ospitò presso il palazzo comunale il pontefice Pio VII, prigioniero del Bonaparte.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel II mandamento di Millesimo del Circondario di Savona facente parte della Provincia di Genova; nel 1927 anche il territorio comunale millesimese passò sotto la neo costituita Provincia di Savona.

Subisce gli ultimi aggiustamenti al territorio comunale nel 1903[8] quando alcune zone di territorio vengono cedute al comune di Cosseria e ancora nel 1928[9] quando porzioni di territori da Cengio, Cosseria e Roccavignale vengono aggregati al comune di Millesimo.

Dal 1973 al 30 aprile 2011 è stata la sede amministrativa della Comunità montana Alta Val Bormida, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[10] e in vigore dal 1º maggio 2011[11].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale della Visitazione di Maria e Sant'Antonio Abate di Millesimo

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Rocco nel capoluogo. Edificata per voto della popolazione nel 1858[12], per la liberazione del colera, sostituì una preesistente cappella sull'altra sponda della Bormida di Millesimo. Di forma ottagonale con copertura in tetto, restaurato nel 1977[12], conserva una statua del santo titolare della chiesa.
  • Santuario di Nostra Signora del Deserto nell'omonima località. Nel 1726 sul luogo detto del Garbazzo o retano delle tre fonti, a seguito di miracolosa guarigione, ufficialmente riconosciuta dalla chiesa, fu eretta la prima cappella attorno al muro della casa di campagna sul quale nel 1618 il canonico Pietro Paolo David aveva fatto dipingere una raffigurazione della Vergine divenuta oggetto di culto mariano. La costruzione fu ampliata già a partire dal primi anni dell'800, ma fu con i lavori eseguiti dal 1867 al 1923 che assunse la forma attuale con la cupola, la statua della vergine e la caratteristica muratura con mattoni rossi a vista. All'interno è conservato il seicentesco affresco originario, il prezioso organo di Agati acquistato nel 1927 e nella sala museo dei ricordi sono visibili anche parte degli artistici ex-voto che raccontano la storia delle grazie ricevute dalla Vergine Maria.
  • Monastero di Santo Stefano nella località di Monastero. Originariamente di proprietà del monastero di San Pietro di Savigliano, fu donato nel 1216 alle monache cistercense di Santa Maria de Betton dopo l'acquisto da parte di Enrico II Del Carretto, marchese di Millesimo.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il santuario di Nostra Signora del Deserto nell'omonima frazione
  • Palazzo comunale nel centro storico di Millesimo. Già palazzo signorile della famiglia Del Carretto fu costruito intorno al XII secolo[12] e ancora nel 1580[12]. Di pregio le sale dell'edificio abbellite con numerose armature, scudi e alabarde[12]. Qui nel 1796 Napoleone Bonaparte ricevette le bandiere dei borghi della val Bormida[12] conquistate all'esercito piemontese dopo la presa del castello di Cosseria nell'omonima battaglia[12]. All'interno della sala consigliare è conservato l'altare dove il 17 agosto del 1809 il pontefice Pio VII, prigioniero del Bonaparte, ufficiò la Santa Messa[12]. L'attigua torre merlata fu rialzata nel corso del XIX secolo[12]. Il palazzo è proprietà del comune di Millesimo dopo la cessione dell'edificio nel 1882 dagli stessi Del Carretto[12].
  • Villa Scarzella, nel centro storico, ai piedi del locale castello dei Del Carretto. Edificata nel 1855[12] da Giuseppe Scarzella, fu ampliata dal figlio Alberto Scarzella[12], ingegnere e sindaco di Millesimo dal 1888 al 1913[12]. Dal 1989, anno dell'acquisto da parte dell'ente municipale[12], la villa è sede del museo napoleonico[12] e del centro visitatori del parco naturale regionale di Bric Tana e della Valle dei Tre Re[12].
  • Casa "della Fondazione", nel centro storico millesimese, nei pressi della porta della Gaietta. Allora proprietà del notaio locale Giacomo Pistone[7], nel sottostante portico veniva firmato l'atto di fondazione del nuovo borgo di Millesimo[7]. Il documento, datato al 9 novembre 1206[7], fu firmato dal nuovo marchese e signore del feudo di Millesimo Enrico II Del Carretto[7], proprietà ereditata dal padre Enrico I Del Carretto "il Guercio"[7].
  • Porta e ponte della Gaietta nel centro storico di Millesimo. Denominato anche ponte vecchio[12] e simbolo di Millesimo[12], raffigurato anche nello stemma comunale, è citato nel documento di fondazione del borgo datato al 9 novembre 1206[12] anche se il corpo originario potrebbe essere risalente al XII secolo[12]. La torretta di guardia con merlature ghibelline, voluta dal cardinale Carlo Domenico Del Carretto verso la fine del XV secolo[7], fu, ed è ancora, la porta d'accesso al borgo dal lato occidentale. Una delle due arcate dell'antico ponte crollò nel 1744[7], assieme ad una torretta, in seguito ad un'alluvione della Bormida di Millesimo; successivamente nel 1878 fu rimpiazzata da un ponte rigido, poi sostituito da una passerella sospesa ancora oggi presente[7].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello di Millesimo, in posizione dominante sul centro storico, eretto nel Medioevo dalla famiglia Del Carretto. La parte più antica, come la torre, il maschio e la parete est sono databile alla seconda metà del XIII secolo. Il castello, acquistato dall'amministrazione comunale nel 1989, è stato recentemente ristrutturato ed è visitabile e ospita concerti di musica classica e mostre.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale di Millesimo è presente e preservato un sito di interesse comunitario, proposto dalla rete Natura 2000 della Liguria, per il suo particolare interesse naturale, faunistico e geologico. Il sito è collocato nell'area boschiva del Bric Tana e Bric Mongarda ove sono presenti anche anfratti, doline e grotte in cui sono state ritrovate testimonianze preistoriche. Tra le specie animali sono presenti tra la famiglia del pipistrello il Rhinolophus ferrumequinum e Rhinolophus euryale, il geotritone (Speleomantes strinatii) e invertebrati come i troglobi[14].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[15]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti a Millesimo sono 321[16], pari al 9,36% della popolazione totale, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[17]:

  1. Romania, 80
  2. Albania, 70
  3. Marocco, 58
  4. Ucraina, 27
  5. India, 21

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte del circuito dei borghi liguri più belli d'Italia[18].

Raccolta differenziata[modifica | modifica wikitesto]

Vige il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti. Dati:

Recycling symbol.svg 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012
Millesimo[19] 21.9% 25.9% 28.2% 32.0% 33.1% 32.16% 32.0%

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Villa Scarzella e, alla sommità, il castello dei Del Carretto.

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo napoleonico presso la villa Scarzella. La sede museale, aperta al pubblico nel 1989[20], comprende una vasta raccolta di stampe, carte geografiche, manifesti e bandi risalenti all'epoca napoleonica, nonché plastici delle relative battaglie e guerre combattute dall'esercito francese nella terra di Liguria e Basso Piemonte[21].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa patronale della Madonna del Carmine, il 16 luglio.
  • In aprile o giugno si svolge un importante manifestazione rallistica "Rally della Valle Bormida" organizzato dal locale Rally Club Millesimo.
  • Festa del tartufo alla fine di settembre.
  • "Luglio Millesimese", in luglio, con mercatino delle pulci.

Persone legate a Millesimo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Rocco

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Basa la sua fonte economica principalmente sull'attività agricola e su quella industriale. Nel territorio sono presenti tipiche botteghe artigiane atte alla lavorazione del ferro, del rame e produzione di statue in arenaria. Di pregio la raccolta e la vendita del tartufo.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale di Millesimo è attraversato principalmente dalla strada provinciale 339 di Cengio permettendogli il collegamento stradale con Cengio, a nordest, e Roccavignale ad ovest innestandosi con la strada statale 28 bis del Colle di Nava. Ulteriori arterie stradali del territorio sono la provinciale 51 per Murialdo passando i centri frazionari di Acquafredda, Melogno, Cabroni e Borda, e la provinciale 16 per Osiglia.

Il centro di Millesimo è raggiungibile inoltre anche grazie al proprio casello autostradale sull'autostrada A6.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo comunale
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1888 1913 Alberto Scarzella Sindaco
1960 1964 Gian Carlo Ruffino Democrazia Cristiana Sindaco
1985 1990 Francesco Zoppi Partito Comunista Italiano Sindaco
1990 1995 Michele Boffa Partito Socialista Italiano Sindaco
1995 1999 Michele Boffa Partito Popolare Italiano Sindaco
1999 2004 Michele Boffa Partito Popolare Italiano, poi La Margherita Sindaco
2004 2009 Mauro Righello Lista civica di Centro-sinistra Sindaco
2009 2014 Mauro Righello Lista civica di Centro-sinistra "Uniti per Millesimo" Sindaco
2014 in carica Pietro Pizzorno Lista civica di Centro-sinistra "Uniti per Millesimo" Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

A Millesimo fu costruita la prima piscina olimpionica d'Italia[22] e proprio nel 1920 ospitò gli atleti della Federazione Italiana Nuoto nelle prove di selezione olimpiche dell'11 e 12 luglio. L'impianto natatorio fu quindi smantellato negli anni cinquanta e ricostruito negli anni settanta nei pressi delle scuole cittadine e fino a pochi decenni fa fu l'unico impianto della val Bormida.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra del paese, la ASD Millesimo, gioca le partite di casa allo stadio Comunale e milita in Seconda Categoria.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2015
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 395.
  4. ^ a b c d Fonte dal sito del comune di Millesimo-La storia, comune.millesimo.sv.it. URL consultato il 18 luglio 2012.
  5. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  6. ^ Fonte dallo Statuto Comunale
  7. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s Fonte dal libro di Enzo Bernardini, Borghi nel verde. Viaggio nell'entroterra della Riviera Ligure delle Palme, San Mauro (TO), Tipografia Stige, 2003.
  8. ^ Regio decreto-legge 31 maggio 1903, n. 221
  9. ^ Regio decreto-legge 25 ottobre 1928, n. 2525
  10. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  11. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  12. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x Fonte dal sito del comune di Millesimo-Cosa vedere, comune.millesimo.sv.it. URL consultato il 20 luglio 2012.
  13. ^ a b c d Fonte dal sito della diocesi di Mondovì, diocesimondovi.it. URL consultato il 24 luglio 2012.
  14. ^ Fonte dal sito Rete Natura 2000 in Liguria, natura2000liguria.it. URL consultato il 15 novembre 2012.
  15. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  16. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  17. ^ Dati superiori alle 20 unità
  18. ^ Fonte dal sito de I borghi più belli d'Italia, borghipiubelliditalia.it. URL consultato il 19 gennaio 2016.
  19. ^ Dati Rifiuti Ambienteinliguria.it
  20. ^ Fonte dal sito Itinerario napoleonico.com, itinerarionapoleonico.com. URL consultato il 10 agosto 2012.
  21. ^ Fonte dal sito del comune di Millesimo-Il museo napoleonico di villa Scarzella, comune.millesimo.sv.it. URL consultato il 10 agosto 2012.
  22. ^ Fonte dal sito del Comune di Millesimo - Sport

Bibliografia

Donatella Ferrari, Tegoli, coppi e mattoni. Filomena Ferrari e l'avvio dell'industrializzazione di Millesimo e Sale delle Langhe, Tipografia Grafiche Gambera, Millesimo, 2011

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN249399612
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