Malèna

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Malèna
Malèna.png
Monica Bellucci in una scena del film
Paese di produzione Italia, USA
Anno 2000
Durata 109 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere drammatico, sentimentale
Regia Giuseppe Tornatore
Soggetto Luciano Vincenzoni
Sceneggiatura Giuseppe Tornatore
Casa di produzione Medusa Film, Miramax Films, Pacific Pictures, TELE+
Distribuzione (Italia) Medusa Film
Fotografia Lajos Koltai
Montaggio Massimo Quaglia
Effetti speciali David Bush
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Francesco Frigeri
Costumi Maurizio Millenotti
Interpreti e personaggi

Malèna è un film del 2000 diretto da Giuseppe Tornatore.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La vicenda è ambientata a Castelcutò, Sicilia, durante la seconda guerra mondiale. Il tredicenne Renato Amoroso si invaghisce insieme ai suoi amici della ventisettenne Maddalena Scordia, soprannominata Malèna, la donna più bella del paese, che abita sola perché il marito Nino è partito da poco per il fronte. La bellezza di Malèna in quella piccola realtà paesana è causa di disagi e innumerevoli problemi per lei poiché, essendo il sogno sessuale di ogni uomo, diventa anche l'oggetto dell'invidia e dell'odio delle donne del posto.

L'amore che Renato prova per Malèna però è sincero e la donna diventa un'ossessione per il ragazzo, che non potendo dichiararsi a causa della giovanissima età, inizia a spiarla continuamente e a seguirla, arrivando a rubarle perfino un capo di biancheria intima.

Un giorno Malèna viene raggiunta dalla terribile notizia della morte del marito al fronte. La donna rimane quindi vedova e, dopo aver perso anche l'affetto del padre, irritato con la figlia per via dei pettegolezzi che la circondano, resta indifesa davanti alle cattiverie delle paesane gelose e alla cupidigia sessuale dei loro mariti. Le calunnie sulla giovane vedova si susseguono e si diffonde presto la voce che Malèna, nella sua grande casa, si sia concessa carnalmente a numerosi uomini della cittadina, fra cui il tenente Cadei, giovane e affascinante aviatore, scapolo, che con Malèna aveva in effetti iniziato una timida relazione. Lei si difende dalle critiche, ma viene trascinata in tribunale dall'anziana moglie di un dentista con l'accusa di adulterio: vince la causa, ma viene poi stuprata dal suo avvocato, da sempre attratto da lei, ed è anche costretta a dire addio al tenente Cadei, spedito in missione all'estero come punizione per lo scandalo.

Malèna, ora senza denaro, né amici, né famiglia (il padre muore in seguito a un bombardamento degli Alleati) vive nel dolore e nell'angoscia. Dopo aver tentato invano di trovare un lavoro onesto, si rende conto di avere un'unica soluzione per sopravvivere: la sua salvezza in quel periodo può essere solo la sua bellezza. Cambia aspetto, tingendosi i capelli corvini di un colore rossiccio e il suo atteggiamento si fa improvvisamente provocante verso gli uomini: ormai ha deciso, pur sapendo di umiliarsi, di concedere la sua avvenenza ai personaggi più in vista della zona, che oltre al denaro le procurano anche cibo. Renato non si dà pace, vorrebbe aiutarla, ma non può, e allora continua a cercare di farsi notare da lei, inutilmente, e a pensarla nelle notti insonni; immagina Malèna di volta in volta come la Jane di Tarzan, Cleopatra, la pupa del gangster o la bella pin-up dei calendari erotici, addirittura come la Madonna.

Nel frattempo le sorti della guerra precipitano ed i tedeschi invadono Castelcutò: per qualche mese Malèna si ingrazierà le truppe naziste, concedendosi sessualmente ai soldati insieme a Gina, un'altra femme fatale del paese che in precedenza era stata l'amante del signorotto locale. Ma quando nel 1943 i tedeschi se ne vanno e arrivano gli americani il suo destino cambia: le donne del paese, da sempre invidiose e piene di rancore nei confronti di Malèna, utilizzano la scusa del collaborazionismo per linciarla pubblicamente, le tagliano i capelli e inveiscono contro di lei.

Ferita nel corpo e nell'anima, Malèna decide di scappare dall'ostile paese e si trasferisce a Messina. A sorpresa, un giorno a Castelcutò torna Nino Scordía, che in realtà non era morto: aveva perso un braccio e contratto una malattia in India che lo aveva ridotto in fin di vita. Si reca subito alla vecchia casa in cui abitava con la moglie, e la trova occupata da diversi sfollati; cerca l'aiuto del comando americano per trovare Malèna, ma nessuno sa dove la donna si trovi. Viene deriso dagli ex fascisti del luogo, che un tempo avevano desiderato sua moglie e l'avevano insidiata mentre lui era dato per morto. Renato, ormai cresciuto e rattristato per il trattamento riservato al marito di Malèna, che è pur sempre un valoroso soldato, in una breve lettera gli racconta la vicenda della moglie; lo rassicura sul fatto che la donna abbia amato solo e sempre lui ma a causa della guerra e della fame la situazione era del tutto precipitata. Conclude informandolo di averla vista partire per Messina. Nino quindi decide di raggiungerla.

Un anno dopo Malèna e il marito tornano a Castelcutò, intenzionati a passare lì il resto della loro vita, e a testa alta, insieme, attraversano la grande piazza cittadina: la gente del paese, ormai superato il livore e le invidie verso la bella Maléna, li accoglie di nuovo. Il film si conclude con il nostalgico pensiero di Renato: dopo che molti anni sono trascorsi e si ritrova vecchio e rassegnato alla banalità della sua vita, ammette di aver conosciuto e amato molte donne nel tempo, e di essersi scordato di tutte. L'unica che non riesce dimenticare è ancora lei, Malèna.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Costato 20 milioni di dollari, è stato girato nel 1999 tra Noto, Siracusa, Catania, Realmonte (Scala dei Turchi), Poggioreale (ruderi) ed El Jadida.[1]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dal sito It.Movies Yahoo "Malena"

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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