Lossless graphic GPD

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JPDP.jpg Lossless graphic GPD
Estensione .gpd
Tipo MIME image/x-gpd
Sviluppato da RGB Light e Kandalu software
Tipo Immagine digitale

Lossless graphic GPD è un formato di file per la memorizzazione compressa delle immagini digitali grafiche (senza perdita di informazioni).

Mentre la caratteristica di una immagine fotografica (RGB truecolor 24 bit) a tono continuo è quella di rappresentare molti dettagli, grazie ad una distribuzione continua dei toni colore, le immagini digitali grafiche (loghi, cartoni animati, ecc) si distinguono per la omogeneità dei valori colore, su ampie superfici della immagine.

L'aspetto significativo è risultato essere una luminosità non distribuita ma "costante" su ampie zone della immagine. Per questa ragione l'analisi non si è fermata alla ricerca di maggiori ridondanze possibili per ogni singolo canale colore, ma si è spinta alla creazione di un aumento delle ridondanze, riguardante ogni singola tripletta per ogni singolo pixel. L'elemento portante, "quella parte di luminosità appartenente a tutti e tre i colori, cioè condivisa dai tre colori", risulta di conseguenza ad altissima ripetizione (ridondanza). Una volta individuato questo valore comune all'interno della tripletta colori, è risultato sufficiente salvare questo valore in un "quarto byte di appoggio", per poi scrivere una nuova tripletta colori utilizzando i rimanenti 3 byte per definire solo le distanze residue, dal valore unico di luminosità estratto e inserito nel quarto byte di appoggio.
Uno dei 3 ulteriori byte che rappresentano i delta dal valore unico di luminosità, risulta di conseguenza sempre a zero, il che serve anche al riconoscimento della posizione del colore a delta 0.

Metodo[modifica | modifica wikitesto]

Dalla tripletta RGB si passa a una quaterna (delta RGB + Luminosità) in grado di descrivere nel 4º byte il valore comune di luminosità, e nei byte 1º, 2º, 3º solamente i delta. Con uno dei tre valori di delta sempre a zero, uno zero utile anche al riconoscimento della posizione di quello specifico colore-valore nella tripletta originale da ricostruire in decompressione. L'aumento di massa (da 3 a quattro byte) in questo nuovo file (buffer) virtuale, viene quindi costantemente compensato dalla presenza in uno dei quattro byte con un valore sempre a zero.

Precedere la vera e propria compressione, con la creazione di un buffer virtuale a quattro byte con uno di questi sempre a zero, comprova che la nuova e diversa organizzazione dei valori permette a qualsiasi compressione senza perdita di operare in modo decisamente più efficiente, senza la perdita di alcuna informazione.

Nel caso di GPD, la compressione finale senza perdita utilizzata è LZMA licenziata da Igor Pavlov.

Questa preparazione alla compressione senza perdita, dedicata ai file grafici, permette inoltre di aggiungere funzioni di riduzione "quantità e valori" dei colori per ottenere ulteriori riduzioni di peso, pur mantenendo una percezione visiva (perceptual lossless) ancora non distinguibile dall'originale.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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