International Classification of Functioning, Disability and Health

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L' ICF è la classificazione del funzionamento, disabilità e della salute, in inglese International Classification of Functioning, Disability and Health, promossa dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Dopo nove anni di revisioni coordinate dall'OMS, la 54° assemblea mondiale della salute il 22 maggio 2001 ha approvato la classificazione del funzionamento, disabilità e della salute, e la relativa abbreviazione "ICF". Questa classificazione deriva dalla classificazione ICIDH del 1980, come classificazione in un unico contesto dei diversi componenti della salute, del funzionamento e della disabilità.

La classificazione ICF completa la classificazione ICD-10, che contiene informazioni sulla diagnosi e sull'eziologia della patologia. Al contrario l'ICF non contiene riferimenti alla malattia, ma si riferisce al solo funzionamento. L'ICD-10 e l'ICF usati in modo complementare forniscono un quadro globale della malattia e del funzionamento dell'individuo.

L'ICF struttura le informazioni in due parti, ciascuna composta da due componenti[1]:

Parte 1: Funzionamento e Disabilità

  • Funzioni e Strutture corporee
  • Attività e Partecipazione

Parte 2: Fattori Contestuali

  • Fattori Ambientali
  • Fattori Personali

I qualificatori utilizzati per i domini di Attività e Partecipazione sono: "Capacità" e "Performance". Il divario fra Capacità e Performance riflette la differenza di impatto tra l'ambiente attuale e quello standard e fa capire quali modifiche apportare all'abiente attuale per consentire un miglioramento della performance.[2]

Il funzionamento e la disabilità sono viste come una complessa interazione tra le condizioni di salute dell'individuo e l'interazione con i fattori ambientali e personali. La classificazione considera questi aspetti come dinamici e in interazione, non come statici. Inoltre essa non valuta solo la disabilità e l'handicap.

Siccome la disabilità è un'interazione con l'ambiente, l'ICF è applicabile a tutte le persone, anche quelle in perfetta salute. Il linguaggio nell'ICF è neutrale rispetto all'eziologia, enfatizzando la "funzione" rispetto al "tipo di malattia". Esso è stato creato appositamente per essere utilizzato a livello internazionale e interculturale con obiettivi molto diversificati, da un utilizzo clinico fino a studi epidemiologici e di politica della salute. Essendo neutrale, il linguaggio utilizzato è stato specificato fin nei minimi dettagli, per chiarire al meglio il significato della terminologia utilizzata nel contesto specifico della valutazione del funzionamento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ International Classification of Functioning, Disability and Health - trad. it. ICF, Trento, Erikson, 2002, pp. 14 - 22, ISBN 978-88-7946-628-8.
  2. ^ Marina Santi, Costruire Comunità di Integrazione in Classe, Lecce, Edizioni La Biblioteca Pensa Multimedia, 2006, pp. 115, 116, ISBN 88-8232-409-5.

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