Giovanni Palmieri

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Giovanni Palmieri (Bologna, 16 dicembre 1921Cà di Guzzo, 30 settembre 1944) è stato un partigiano e antifascista italiano, medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Studente universitario al sesto anno di medicina fu partigiano (nome di battaglia "Gianni") nella 36ª Brigata Garibaldi "Alessandro Bianconcini" assumendo la direzione del servizio sanitario. Il 27 settembre 1944 le SS tedesche, guidate da informatori fascisti, attaccarono i partigiani della 36ª. Nei tre giorni di aspri combattimenti contro le forze tedesche, Palmieri si prodigò nel curare i feriti, e quando il proprio reparto riuscì a sganciarsi dall'accerchiamento nemico, non volle abbandonare il suo posto e restò presso i feriti affidati alle sue cure. Catturato dai nazifascisti, Palmieri fu tenuto in vita affinché curasse i soldati tedeschi feriti; ma le SS lo fucilarono quando dovettero lasciare la posizione.[1]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Studente universitario del V anno di medicina, si arruolò nella 36ª Brigata garibaldina, assumendo la direzione del servizio sanitario. Durante tre giorni di aspri combattimenti contro soverchianti forze tedesche, si prodigò incessantemente ed amorevolmente a curare i feriti e quando il proprio reparto riuscì a sganciarsi dall'accerchiamento nemico, non volle abbandonare il suo posto e, quale apostolo di conforto, conscio della fine che l'attendeva, restò presso i feriti affidati alle sue cure. Ma il nemico sopraggiunto non rispettò la sublime altezza della sua missione e barbaramente lo trucidò. Esempio fulgido di spirito del dovere e di eroica generosità. .[2]»
— Cà di Guzzo (Romagna), 30 settembre 1944

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]