Giovanni Lazzarini

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Giovanni Lazzarini (17691834) è stato un architetto italiano.

La formazione[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni Lazzarini, non ancora ventenne, si trasferisce a Roma nel 1788 per apprendere la professione di architetto dove ne ottiene il titolo. Dal 1802 al 1809 regge la cattedra di architettura presso l'Università di San Frediano a Lucca.

Attività artistica[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Napoleonico[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1802 fu chiamato a Palma di Maiorca dal cardinale Antonio Despuig y Dameto per eseguire dei lavori di ristrutturazione e in quella occasione gli fu anche offerta la cattedra di architettura dell'Accademia, che però lui prudentemente rifiutò date le precarie condizioni economiche in cui versava quella istituzione, tornando in Italia solo dopo tre mesi di permanenza sull'isola[1]. Dopo di lui sarà la volta di un altro architetto italiano, Giacinto Cocchi che però vi resterà fino al 1806 lasciando la sua impronta nella architettura dell'isola[2].

Nel 1806, durante il periodo di dominazione napoleonica di Lucca, viene nominato dalla reggente Elisa Bonaparte Baciocchi architetto del Principato, periodo durante il quale attende ai lavori che portano all'apertura di Piazza Napoleone con la relativa distruzione della Chiesa di San Pietro Maggiore, della posta, dei magazzini del sale e di numerose abitazioni per far posto alla piazza. Partecipò anche al progetto per porre al centro di Piazza Napoleone una statua del grande generale, progetto che non andò mai in porto a causa della caduta di Napoleone. Si dedicò poi alla realizzazione dell'ingresso alle Mura di Lucca di Porta Elisa e di Via Elisa, la strada che collega la porta a Piazza Napoleone. Prese parte inoltre alla trasformazione della Chiesa di San Romano in quartiere militare, della conversione del Convento di San Giorgio in carcere e della ristrutturazione della chiesa di San Giovanni in archivio pubblico.

Periodo Borbonico[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente, a seguito della caduta di Napoleone e alla Restaurazione, Lucca passa al regime borbonico e Lazzarini continua a prestare i suoi servizi a Lucca. In particolare progetta e ristruttura il secentesco teatro pubblico, in seguito chiamato Teatro del Giglio (1817-1819) in onore del giglio borbonico che decora lo stemma araldico del casato Borbone, in luogo del vecchio teatro di San Girolamo. Si occupa anche della ristrutturazione del Ponte di Monte San Quirico (1816), della Cattedrale di Pietrasanta (1816) e realizza un intervento a Bagni di Lucca per le terme "Bagni caldi".

La decadenza[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1818, con la nomina di Lorenzo Nottolini a "Architetto Regio", Lazzarini viene sempre più ridimensionato e la sua attività perde di importanza. Tra le opere di questo periodo, vi sono alcuni lavori su ponti sul fiume Serchio nelle zone di Moriano e Diecimo.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1822 fu ultimata a Viareggio, sulla base del progetto di Lazzarini, la costruzione della Villa Paolina Bonaparte, detta "Il rifugio di Venere". La villa fu costruita per la sorella di Napoleone, Paolina Buonaparte, ristrutturata nel 2005, si troverebbe nel punto in cui fu ritrovato il corpo di Percy Bysshe Shelley di cui Paolina amava in modo appassionato le poesie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Lazzarini, architetto, fu anch'egli messo sotto contratto dal cardinale Despuig per il progetto di una ristrutturazione della casa di Raixa nel marzo 1802. La durata del contratto era di tre mesi e Lazzarini non dovette prolungare il suo soggiorno a Palma di Maiorca secondo quanto lascia intuire il fallito tentativo della Società Economica di fargli accettare la cattedra di architettura nella locale Accademia Fonte: La institucionalizacion de la enseñanza artistica en Mallorca: la Academia de Nobles Artes (1778-1808) pag.293 nota 58
  2. ^ Giacinto Cocchi è documentato sull'isola dal 1802 al 1806. Ignoriamo le circostanze del suo arrivo. Intervenne in una serie di opere e si suppone che la Società Economica non tentò neppure di assegnargli la cattedra di architettura a causa delle progressiva decadenza dell'Accademia accelerata dal 1803 Fonte: “La institucionalizacion de la enseñanza artistica en Mallorca: la Academia de Nobles Artes (1778-1808)” pag.293 nota 59

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN75049688 · ISNI (EN0000 0001 2212 6462 · LCCN (ENnr97014349 · GND (DE133713636 · CERL cnp01130732 · WorldCat Identities (ENlccn-nr97014349
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