Gaffi

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Gaffi
StatoItalia Italia
Fondazione2004 a Roma
Fondata daAlberto Gaffi
SettoreEditoria
Sito web

La Gaffi è una casa editrice[1] italiana. Fondata a Roma nel 2004, sospende le sue pubblicazioni nel 2019. È nota per aver pubblicato opere in copyleft dal 2005.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Alberto Gaffi [3]avvia l'impresa nel 2004, ma prima di assumerne pienamente la direzione, dal settembre 2005 al giugno 2012 ne affida la linea a un comitato editoriale composto da Raffaele Manica, Massimo Onofri, Filippo La Porta e Andrea Carraro (direttore editoriale dal luglio 2010 al giugno 2012).

L'intento principale della Gaffi è quello di focalizzare le sue pubblicazioni sulla critica letteraria e sulla sua accessibilità, nonché di proporre una narrativa da un linguaggio moderno.

Pubblica due libri al mese. Si occupa in esclusiva della produzione e vendita dei titoli dell'Accademia degli Incolti.

La Gaffi ha fondato e possiede dal 2011 il marchio editoriale G-Trip, specializzato in guide turistiche, manuali motivazionali e storie di vite di successo.

Tra gli autori Davide Orecchio (Città distrutte: sei biografie infedeli, 2012, Premio Mondello); Massimo Raffaeli (Bande à part: scritti per "Alias" (1998-2009), 2011, Premio Brancati); Nando Vitali (I morti non serbano rancore. Foibe. La storia avventurosa del capitano Goretti, 2011); Giacomo Battiato (Trentanove colpi di pugnale, 2010); Maurizio Cucchi (Cronache di poesia del Novecento, 2010); Sabine Gruber (Vita in anagramma, 2010); Goffredo Bettini (PD anno zero, intervista di Carmine Fotia, 2009); Aldo Rizzo (Muro e dopo muro, 2008); Fabrizio Patriarca (Leopardi e l'invenzione della moda, 2008, Premio Tarquinia-Cardarelli); Alessandro Piperno (Il demone reazionario: sulle tracce del Baudelaire di Sartre, 2007); Massimiliano Parente (Parente di nessuno, 2006); Andrea Carraro (Il branco, 2005, 2ª ed. con postfazione di Filippo La Porta); Gianluca Arrighi (Crimina romana, 2009); Fulvio Abbate (Sul conformismo di sinistra, 2005); Luca Canali (Il disagio Luca Canali, 2004, con postfazione di Arnaldo Colasanti); Vincenzo Pardini (Storia di Alvise e del suo asino biondo, 2004).

La casa editrice aderisce all'appello di Greenpeace «Scrittori per le foreste», stampando tutti i suoi libri su carta riciclata certificata ecolabel.

Collane[modifica | modifica wikitesto]

Le collane edite da Gaffi dal 2004 in ordine di fondazione:[4]

  • INGEGNI - la collana identitaria della casa editrice, diretta da Raffaele Manica si occupa di proporre saggistica non convenzionale, dal 2004
  • GODOT - narrativa italiana e straniera, dal 2005
  • PAMPHLET - polemistica, dal 2005 *
  • CENTENARIA - ritratti critici di personaggi, dal 2007 *

Dal 2015 le collane del marchio Gaffi si sono fuse in un'unica collana, denominata proprio UNICA.

Collane provenienti dall'Accademia degli Incolti[modifica | modifica wikitesto]

  • I SASSI - fra cronaca e fiction, dal 1999 *
  • EVASIONI - narrativa italiana e straniera, in formato tascabile, dal 2000 * (*) collana sospesa dal 2012

Marchi editoriali[modifica | modifica wikitesto]

  • ITALO SVEVO - la casa editrice fondata nel 1968 dai titolari della storica libreria Fenice di Trieste, dal 2013 al 2019, data in cui viene scorporata divenendo una casa editrice indipendente.
  • G-TRIP - guide turistiche, manuali motivazionali e storie di vite di successo, attiva dal 2011 al 2013.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Editoria, anche Roma ha la sua Adelphi. Il sogno di Gaffi diventa realtà, su Affaritaliani.it. URL consultato il 12 maggio 2019.
  2. ^ Elisa Calabrò, Cultura in libertà e autore tutelato grazie al copyleft: Le nuove licenze sul diritto d'autore funzionano? Alcuni editori le applicano con risultati positivi, su bottegascriptamanent.it, 2009-06.
  3. ^ Radio Radicale, "Più libri, più liberi": intervista ad Alberto Gaffi (Gaffi Editore), su Radio Radicale, 8 dicembre 2009. URL consultato il 12 maggio 2019.
  4. ^ Fonte: Catalogo generale Gaffi 2004-2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altre case editrici in regime di copyleft:

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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