Fototropismo

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Il fototropismo è la risposta, mediante accrescimento per distensione cellulare, ad uno stimolo di luce indirizzata. L'interesse funzionale del fototropismo è di permettere alle piante di accedere al migliore irraggiamento possibile per garantire la fotosintesi. È osservabile ad esempio nella curvatura di un germoglio verso lo stimolo luminoso. Il fenomeno è mediato dalla distribuzione laterale dell'auxina (ormone vegetale responsabile della crescita per distensione) in associazione con i trasportatori PIN-proteins (concentrati sulle superfici laterali delle cellule). I fotorecettori responsabili della sensibilità alla luce (blu) responsabili del fototropismo sono flavoproteine: Fototropina 1 e Fototropina 2; essi sono localizzati nel coleoptile o nelle foglionine del germoglio. L'auxina è sintetizzata nell'apice e subisce un trasporto basipeto (dall'alto verso il basso) da cellula a cellula. Se l'illuminazione non proviene dall'alto, l'auxina anziché distribuirsi uniformemente si sposterà verso il lato non illuminato. L'accumulo di questo ormone determinerà crescita maggiore nel lato in ombra, con conseguente piegamento verso la luce.

Quando questo comportamento si osserva in gambi e foglie si parla di fototropismo attivo, mentre per le radici, che si comportano in maniera opposta o addirittura neutrale rispetto agli stimoli luminosi, si parla di fototropismo negativo.[1]

Il fototropismo è stato descritto per la prima volta da Darwin che aveva dimostrato questo fenomeno nel coleoptile delle Poaceae. Il fototropismo è stato anche osservato nel plancton acquatico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Joaquín Azcón-Bieto y Manuel Talón, Fundamentos de Fisiologia Vegetal, Edicions Universitat de Barcelona, 2000, ISBN 84-486-0258-7.

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