Flavio Bertelli

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Flavio Bertelli

Flavio Bertelli (San Lazzaro di Savena, 15 agosto 1865Rimini, 29 dicembre 1941) è stato un pittore italiano.

Flavio Bertelli è stato tra i pochi esponenti del divisionismo in ambito bolognese, oltre ad Augusto Majani ed Alessandro Scorzoni.

Formazione e biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del pittore Luigi Bertelli e di Matilde Benetti, Flavio Bertelli nasce a San Lazzaro di Savena nel 1865. Frequenta il Collegio di “San Luigi” a Bologna e successivamente il Collegio “Alle Querce” di Firenze, frequentando inoltre lo studio di Telemaco Signorini. Tornato a Bologna, nel 1883 si iscrive all'Accademia di Belle Arti dove resta solo un anno nonostante la vittoria di due medaglie, una per l'Ornato e una per il Disegno di Figura. Nel 1885 abbandona gli studi per dedicarsi alla pittura e a soli ventitré anni partecipa all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Bologna. Nel 1891 espone Nevicata alla I Triennale di Brera e probabilmente in questa occasione conosce Vittore Grubicy de Dragon con cui condivide i principi del divisionismo[1]. In quello stesso anno, a seguito del fallimento della fornace di famiglia, Flavio versa in una condizione economica molto difficile. Costretto a lasciare la casa di famiglia, si trasferisce in una soffitta di Palazzo Bentivoglio a Bologna, dove in seguito conosce Alfredo Baruffi ed entra a far parte del cenacolo dei Giambardi della Sega, con cui condividerà la breve esperienza dell' Academia de la Lira. Espone alla II Triennale di Brera ottenendo grande successo presso la critica e nel 1895 partecipa alla mostra della Società della Francesco Francia, cui continuerà a prendere parte sino al 1922.

Sera, 1898. Collezione privata.

Nel 1898 all'Esposizione Nazionale di Torino presenta il grande dipinto divisionista Sera. Nel 1900 lascia Palazzo Bentivoglio per trasferire il suo studio in via del Poggiale. In quello stesso anno collabora all'illustrazione della rivista Italia ride e rifiuta l'importante proposta dell'editore Giulio Ricordi di illustrare spartiti musicali. Partecipa nel 1903 alla LXII Esposizione della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino e nel 1905 si occupa della decorazione del battistero della chiesa di S. Ansano a Pieve del Pino. Nel 1915 termina Oltre il Pincio, ritenuto dalla critica il suo capolavoro. La parabola divisionista giunge a compimento e si conclude con la crisi spirituale del 1918[2]. Bertelli recupera la pittura post macchiaiola appresa negli anni fiorentini. Nel 1921 partecipa alla I Biennale romana e alla Fiorentina primaverile. Nel corso degli anni venti Flavio compie diversi viaggi tra la Romagna e le Marche: soggiorna in Carpegna, in Montefeltro, a Monghidoro, Pennabilli, Modigliana, Gabicce e Cattolica. In questi anni dipinge moltissime opere che regala ai suoi amici in cambio di ospitalità. Nel 1929 è colpito da una nuova gravissima crisi depressiva. Ricoverato in una clinica privata è costretto a uscirne prima del tempo perché impossibilitato a pagarne le spese. Lascia quindi lo studio in via del Poggiale ed è dapprima ospite a Crespellano dall'amico e pittore Antonino Sartini e nel 1933 si trasferisce alla Cagnona di Bellaria in un'umile casa insieme alla sorella Amalia. In questi anni è supportato dagli amici che gli procurano gli strumenti da lavoro e si occupano della vendita dei quadri, talvolta lucrando e lasciando ben poco margine di guadagno all'artista. Nel 1941, all'età di settantasei anni, Flavio Bertelli si spegne per una neoplasia gastrica all'Ospedale di Rimini. Viene sepolto al Cimitero monumentale della Certosa di Bologna.

Stile[modifica | modifica wikitesto]

Flavio Bertelli è stato tra i principali rappresentanti del divisionismo bolognese. Tra le opere divisioniste più significative si ricorda Sera (1898) e Oltre il Pincio (1915). Alla crisi depressiva del 1918 segue il graduale abbandono della tecnica divisionista in favore del recupero della pittura di macchia appresa negli anni fiorentini da Telemaco Signorini. Negli anni Trenta la pittura svapora divenendo meno materica e lasciando trasparire il supporto senza mai perdere del lirismo tipico di tutta la sua produzione[3].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Ritratto ovale di giovane donna, 1885 circa, olio su tela incollata su cartone, 19x16 cm, collezione privata.
  • Il tramonto e l'alba, 1895, olio su tela, 130x205 cm, MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna.
  • Ultimo bacio di sole morente, 1897, olio su tela, 65x44,5 cm, collezione privata.
  • Sera, 1898, olio su tela, 150x300 cm, collezione privata.
  • Premilcore, 1907, olio su tela, 40x57 cm, collezione privata.
  • Ritratto di signora con sfondo di rose, 1907, olio su cartone ovale, 22x16 cm, collezione privata.
  • Bimba al sole, 1910, olio su tavola, 34x25,4 cm, collezione privata.
  • Al pascolo, 1912 circa, olio su tela, 46x82,5 cm, collezione privata.
  • Sottobosco, 1912 circa, olio su tela, 75x118 cm, collezione privata.
  • Il tacchino, 1915, olio su tela, 24,5x52,5 cm, collezione privata.
  • Oltre il Pincio, 1915, olio su tela, 63x77 cm, collezione privata.
  • Solitudine, 1915, olio su tela, 55,5x153,5 cm, collezione privata.
  • Gabicce, 1918, olio su tela, 67x44 cm, collezione privata.
  • Gabicce, 1918 circa, olio su tavola, 41,5x61 cm, collezione privata.
  • La demolizione delle torri, 1918, olio su tavola, 35x26 cm, collezione privata.
  • Il pane delle anime, 1918 circa, olio su cartoncino, 20,7x34 cm, Collezioni di Arte e di Storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna.
  • Rupe di Gabicce, 1918 circa, olio su tavola, 33,5x22 cm, collezione privata.
  • A Premilcore, 1920 circa, olio su cartone, 32,5x48,5 cm, collezione privata.
  • Ciliegio in fiore, 1920 circa, olio su cartone, 30,5x41,5 cm, collezione privata.
  • Fioritura, 1920 circa, olio su cartone, 19x27,5, collezione provata.
  • Il ponte della signora a Modigliana, 1922 circa, olio su cartone, 29x42,5 cm, collezione privata
  • Primavera, 1922 circa, olio su tavola, 20x35 cm, collezione privata.
  • Primo sole, 1922 circa, olio su tavola, 27x42 cm, collezione privata.
  • Lungo il canale, 1922 circa, olio su tela, 48x71,5 cm, collezione privata.
  • Autoritratto, 1923, olio su tela, 42x28,5 cm, Collezioni di Arte e di Storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna.
  • Tramonto invernale in Carpegna, 1923, olio su cartone, 43,5x55 cm, collezione privata.
  • La trecciaiola, 1923 circa, olio su cartone, 33,5x24 cm, collezione privata.
  • Signorina nel castagneto, 1923, olio su tela, 56x72 cm, collezione privata.
  • Carpegna, 1924, olio su compensato, 29,5x44,5 cm, collezione privata.
  • Il bottaccio, 1924, olio su tela, 60x95 cm, MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna.
  • Paesaggio della Carpegna, 1925, olio su tavola, 39,5x29,5 cm, collezione privata.
  • I gelsi, 1925, olio su tavola, 24,5x38 cm, collezione privata.
  • Sul Marecchia (Pennabilli), 1925, olio su tela, 100x50 cm, collezione privata.
  • Miscellanea, 1926, olio su tavola, cm 21,5x32,5, collezione privata.
  • Carpegna, 1926, olio su tela, 54,5x85 cm, collezione privata.
  • Il canale, 1926, olio su tela, 55x85 cm, collezione privata.
  • Alba d'autunno, 1928 circa, olio su cartone, 19x27,5 cm, collezione privata.
  • La tagliata, 1928 circa, olio su tela, 32,2 x50,7 cm, collezione privata.
  • Paesaggio, 1930, olio su tela, 28x28 cm, MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna.
  • Papaveri, 1930, olio su cartone, 26,5x41 cm, collezione privata.
  • Bellaria, 1933, olio su compensato, 30x39,5 cm, collezione privata.
  • Ritratto di bambina, 1934 circa, olio su compensato, 39x31 cm, collezione privata.
  • Dicembre, 1935, olio su tavola, 29,9x44,8 cm, collezione privata.
  • L'umile capanno del pescatore, 1935, olio su compensato, 50x60 cm, collezione privata.
  • Nel silenzio della sera, 1935, olio su compensato, 49x60 cm, collezione privata.
  • Alba, 1936, olio su tavola, 46x36 cm, collezione privata.
  • La celletta, 1936, olio su compensato, 50,5x39,5 cm, collezione privata.
  • Autoritratto, 1937, olio su compensato, 49,5x35 cm, collezione privata.
  • Andata al fonte, 1938, olio su compensato, 39,5x32 cm, collezione privata.
  • La calma della sera, 1938, olio su tavola, 39x17,5 cm, collezione privata.
  • Fiori di pesco, 1939, olio su compensato, 40x60 cm, collezione privata.
  • Lungo la ferrovia, 1939, olio su tavola, 48x32 cm, collezione privata.

Mostre più importanti[modifica | modifica wikitesto]

  • 1952 Mostra promossa dal Circolo Artistico in occasione del decimo anniversario della morte dell'artista.
  • 1981 Mostra retrospettiva presso la Galleria “Il 2 di Quadri” a cura di Franco Solmi e Paolo Stivani
  • 1986 L'Associazione Francesco Francia gli dedica una retrospettiva, in collaborazione con l'Assessorato alla cultura del Comune di Bologna, a cura di Elena Gottarelli
  • 1991 Nel cinquantenario della sua scomparsa Bottegantica promuove una mostra personale a cura di Elena Gottarelli e la Galleria d'Arte 56 una mostra a cura di Paolo Stivani
  • 2015 L'Associazione culturale Bologna per le Arti, in collaborazione con il Comune di Bologna, organizza una mostra antologica a Palazzo d'Accursio curata da Stella Ingino.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ E. Gottarelli (a cura di), Flavio Bertelli (1865-1941), catalogo della mostra, Bottegantica, Bologna 1991)
  2. ^ G. Lipparini, ad vocem Flavio Bertelli, in La fiorentina Primaverile. Prima Esposizione Nazionale dell’Opera e del Lavoro d’Arte nel Palazzo del Parco di San Gallo a Firenze, catalogo della mostra, Società delle Belle Arti di Firenze, Firenze 1922, p. 20.
  3. ^ S. Ingino (a cura di), S. Del Moro (schede critiche di), Flavio Bertelli. Armoniose visioni di natura 1865-1941, catalogo della mostra, Associazione Bologna per le Arti, Grafiche dell'Artiere, Bologna 2015

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Esposizione Nazionale di Belle Arti in Bologna, catalogo della mostra, stabilimento tipografico L. Battei, Parma, 1888, p.18.
  • Brera 1891. Cronaca dell'Esposizione di Belle Arti, Casa editrice Miazzon & C., Milano 1891
  • L. Chirtani, Esposizione Triennale di Belle Arti 1894, in «Natura ed Arte», 1894, p. 928.
  • Guida critico umoristica alla terza esposizione di belle arti promossa dalla Società Francesco Francia. Note e appunti presi a galoppo da ser Cippelletto e zio Trippa, Cenerelli, Bologna 1897
  • Il Natale de l'Accademia de la Lira, Libreria Universitaria, Bologna 1898, p. 94.
  • L'Esposizione Nazionale del 1898, catalogo della mostra, Torino 1898, p.114.
  • Prima Biennale Romana, Esposizione Nazionale di Belle Arti nel cinquantenario della Capitale, catalogo della mostra, Casa editrice d'arte Bestetti e Tumminelli, Roma 1921
  • G. Lipparini, ad vocem Flavio Bertelli, in La fiorentina Primaverile. Prima Esposizione Nazionale dell'Opera e del Lavoro d'Arte nel Palazzo del Parco di San Gallo a Firenze, catalogo della mostra, Società delle Belle Arti di Firenze, Firenze 1922, p. 20.
  • Mostra regionale del sindacato fascista emiliano-romagnolo degli artisti, Galavotti e Roncagli, Bologna 1929
  • N. Bertocchi, Ricordo del pittore Flavio Bertelli, «Il Resto del Carlino», 12 gennaio 1942
  • I Mostra del paesaggio emiliano romagnolo e retrospettiva di Flavio e Luigi Bertelli: 25 luglio – 25 agosto, catalogo della mostra, Azienda autonoma di soggiorno, Riccione 1948
  • U. Beseghi, Il pittore Flavio Bertelli fu un mite uomo romantico, in «Il Resto del Carlino», 16 aprile 1952
  • I. Cinti (testo di), Mostra retrospettiva di Flavio Bertelli nel decimo anniversario della morte, Circolo Artistico, Arti Grafiche, Bologna 1952
  • C. Corazza, Pittori e Scenografi a Bologna intorno alla postuma di Flavio Bertelli, «L'Avvenire d'Italia», 20 aprile 1952
  • V. Tristano, Flavio Bertelli, «Il Pomeriggio», 21 aprile 1952
  • L. Bertacchini, Due veri protagonisti della pittura emiliana, «L'Avvenire d'Italia», 25 novembre 1967
  • C. Corazza (testo introduttivo di), Opere di Luigi e Flavio Bertelli, catalogo della mostra, Galleria d'arte del Caminetto, Scuola professionale tipografica sordomuti, Bologna 1967
  • E. Gottarelli, Flavio Bertelli fra il divisionismo e il Kitsch, «Il Carrobbio», 1975, I, pp. 193-209.
  • L. Cavallari, Immagini padane di un divisionista, in «Il Resto del Carlino», 10 febbraio 1976
  • A. Vianelli, Lo Studio Farini ripropone Flavio Bertelli, in «Alla Ribalta», febbraio 1976
  • D. Auregli, Un artista bolognese dell'800: Flavio Bertelli, in «L'Unità», 12 dicembre 1981
  • F. Solmi, P. Stivani, Retrospettiva di Flavio Bertelli (S. Lazzaro 1865-Rimini 1941), Galleria d'Arte “Il 2 di quadri”, catalogo della mostra, Arti grafiche Tamari, Bologna 1981
  • P. Stivani, Flavio Bertelli Divisionista, Galleria d'arte «Il 2 di quadri», Bologna 1983
  • E. Gottarelli (a cura di), Flavio Bertelli (1865-1941), Associazione per le Arti «Francesco Francia», catalogo della mostra, La Fotocromo emiliana s.r.l., Bologna 1986
  • E. Gottarelli (a cura di), Flavio Bertelli (1865-1941), catalogo della mostra, Bottegantica, Bologna 1991
  • P. Stivani, Flavio Bertelli, Galleria d'Arte 65, catalogo della mostra, Bologna 1991
  • R. Roli, In margine ad alcuni dipinti inediti di Luigi e Flavio Bertelli, «Il Carrobbio», XXXII, 2006, pp. 239-246.
  • R. Roli, Da Bertelli a Mandelli, il paesaggio in pittura, 1900-1950, «Il Carrobbio», XXXIII, 2007, pp. 245-258.
  • S. Ingino (a cura di), S. Del Moro (schede critiche di), Flavio Bertelli. Armoniose visioni di natura 1865-1941, catalogo della mostra, Associazione Bologna per le Arti, Grafiche dell'Artiere, Bologna 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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