Fanciulla con cappello rosso

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Fanciulla con cappello rosso
Vermeer - Girl with a Red Hat.JPG
Autore Jan Vermeer
Data 1655
Tecnica olio su tavola
Dimensioni 22,8×18 cm
Ubicazione National Gallery of Art, Washington

La Fanciulla con cappello rosso è un dipinto a olio su tavola (22,8x18 cm) attribuito a Jan Vermeer, databile al 1655 circa e conservato nella National Gallery di Washington. È firmato in alto a sinistra con la sigla "IVM", ma nonostante ciò esistono dubbi sulla sua autenticità.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'opera è nota dal 10 dicembre 1822, quando comparve nell'asta della collezione lafontaine a Parigi, attribuita a Vermeer van Delft e ceduta per 200 franchi. In seguito fu nelle raccolte del barone Atthalin a Colmar e nel 1925 fu portata a New York per gli antiquari Knodler & Co., dove fu acquistata da Andrew W. Mellon che ne fece dono, nel 4937, alla nascente galleria americana.

Tra i generi della pittura olandese i tronien, ovvero ritratti in costumi storici o esotici usate spesso per raffigurare personaggi stirici, biblici o antichizzanti, erano abbastanza frequenti, e risulta che Vermeer vi si dedicò diverse volte. Nell'inventario dei beni della sua famiglia nel 1676 figurano "tronien dipinte alla moda turca" e ancora nel catalogo dell'asta Dissius (1696) si parla di tronien di sua mano ai numeri 38, 39 e 40.

Nessuna di queste tracce è però collegabile con sicurezza al dipinto, che anzi, rispetto alle opere tipiche dell'artista, è inconsuetamente su tavola anziché su tela. Esami radiografici hannpo evidenziato come l'opera sia stata dipinta su una tavoletta che presentava un ritratto virile della scuola di rembrandt, e che è composta da pigmenti non pienamente compatibili con l'epoca dell'artista olandese. Studiosi come Blanhert (1981), Larsen (1996), Arasse (2006) e altri sono così arrivati a formulare l'ipotesi che si tratti di un pastiche posteriore, se non un falso deliberato. Stessi dubbi riguardano un altro dipinto nello stesso museo, la Ragazza con flauto, che molti ritengono ormai un falso ottocentesco, fatto a Parigi da una scuola di falsari specializzati in pittura olandese del Seicento.

Nonostante le perplessità, è indubbia l'alta qualità della pittura, tanto che Arasse scrisse che la Fanciulla è un «falso riuscito», che riesce comunque ad affascinare.

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

Una ragazza è rappresentata a mezzo busto mentre, posta di profilo, gira lo sguardo verso lo spettatore, voltandosi in favore di luce, che spiove da destra (differentemente dal solito dell'artista con la luce da sinistra). Indossa un vistoso cappello piumato rosso, di gusto esotico, che le accende di riverberi colorati il delicato volto. Come la Ragazza con turbante sembra colta in un'istantanea, in una posa immediata e informale, con le labbra languidamente dischiuse. Indossa due orecchini di perle e un mantello azzurro al di sopra di un alto colletto bianco. Il braccio destro appare poggiato all'altezza della cornice del dipinto, sullo schienale di una sedia di cui si vedono solo le estremità con teste leonine, presenti anche in altri dipinti di Vermeer ma inconsuetamente rivolte allo spettatore, come se la figura stesse seduta su un'altra sedia non raffigurata.

Inconsueto è anche lo sfondo, né una parete bianca, né un'uniforme quinta scura, ma una sorta di arazzo, molto simile a quello della Ragazza con flauto. Nelle trame del disegno, vagamente leggibile, si trova la sigla che rimanda all'artista.

La tecnica di pittura, fatta di tocchi di luce non completamente fusi, è compatibile con alcune opere di Vermeer, mentre è assente da altre. È stato notato come la stesura piuttosto rapida e di tocco sia inconsueta per l'artista, ma trattandosi di un'opera estremamente piccola dettagli che qui appaiono sfocati e grezzi, visti alla dovuta distanza, si addolciscono come in molti altri dettagli di lavori autentici del pittore. Anche la leggera sfocatura del primo piano, che riproduce una visione attraverso strumenti ottici come il telescopio rivoltato, è tipica dell'artista.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maurizia Tazartes, Vermeer. I geni dell'arte, Milano, Mondadori Arte, 2011, ISBN 978-88-370-6497-6.
  • Roberta D'Adda, Vermeer, Milano, Rizzoli, 2003.

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