Egagropilo

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Una tipica "palla di mare"

Il termine scientifico egagropilo o egagropila viene usato per indicare gli agglomerati sferici o ovali di colore marrone chiaro e di consistenza feltrosa costituiti da residui fibrosi di piante dei generi Posidonia e Zostera che si accumulano sui litorali, sospinti dalle onde[1].

La formazione degli egagropili, comunemente noti come palle di mare, palle di Nettuno, polpette di mare, patate di mare, fruttituni o kiwi di mare, è frutto dello sfilacciamento dei residui fogliari fibrosi che circondano il rizoma della pianta e della loro aggregazione ad opera della risacca marina. Nella vicina costa toscana sono noti anche come palle di lavarone o scimmie di mare.

Formazioni simili sono prodotte anche dall'alga verde d'acqua dolce Aegagropila linnaei, che quando si sviluppa forma grandi sfere verdi dalla superficie vellutata che di giorno galleggiano a pelo d'acqua (grazie all'ossigeno sviluppato con la fotosintesi) e di notte stazionano sul fondo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) egagropilo, su Treccani. URL consultato il 23 agosto 2016.

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