DNS spoofing

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Il DNS spoofing è un attacco informatico, facente parte di una categoria più vasta denominata man in the middle.

Introduzione[modifica | modifica wikitesto]

Gli attacchi di tipo man in the middle consistono nel deviare i pacchetti (in una comunicazione tra due host) verso un attaccante, che finge di essere il mittente o destinatario vero. La struttura è la seguente: una comunicazione a due dove l'attaccante s'interpone tra i due host vittime A e B.

Halfio.jpg

L'attaccante invia comunque i pacchetti che riceve alla giusta destinazione. In questo modo i due host attaccati non si accorgono che la comunicazione è stata alterata. In base alle abilità dell'attaccante di alterare la connessione l'attacco prende il nome di man in the middle half duplex (in una comunicazione bidirezionale si monitorizza solo un senso della connessione) o man in the middle full duplex (In telecomunicazioni ed informatica il full-duplex è una modalità di invio e ricezione di informazioni digitali o analogiche, con funzione completamente bidirezionale).

Lo scopo di questi attacchi può essere quello di rubare delle informazioni personali oppure monitorare e alterare la comunicazione tra due utenti.

DNS-Query[modifica | modifica wikitesto]

Il protocollo DNS su Internet ha il compito di trasformare l'indirizzo simbolico (ad esempio www.prova.org) in indirizzo numerico o IP (ad esempio 202.159.XXX.XXX). I server DNS sono organizzati secondo una struttura ad albero gerarchica, in cui ogni nodo corrisponde ad un dominio. I server DNS scambiano record DNS mediante tre tipi di messaggi: query, response e update. Supponiamo ad esempio di voler contattare tramite un browser il sito www.prova.org. Quest'operazione consiste in una serie di DNS query. Il server DNS dopo aver trovato l'indirizzo ip tramite varie chiamate ad altri server DNS lo comunica alla macchina richiedente con un DNS response che deve contenere l'IP giusto.

Dnsgerarchy.JPG

La struttura reale di una query è molto più complessa ed articolata ma semplifichiamo il tutto ed utilizziamo solo ciò che serve ai fini dell'attacco.

DNS Spoofing[modifica | modifica wikitesto]

Il DNS spoofing si svolge nel modo seguente: la vittima fa una DNS query, l'attaccante la cattura e manda alla vittima una risposta fasulla, diversa da quella che sarebbe stata fornita dal DNS.

I messaggi DNS viaggiano sulla rete utilizzando il protocollo UDP. La sicurezza è affidata al protocollo DNS il quale ha dei punti deboli. L'attacco sfrutta alcuni campi delle DNS query:

  • l'ID (evidenziato in grigio nella figura) è un campo di 16 bit che individua la transazione. Viene generato dall'host che ha originato una DNS query; le risposte devono avere il medesimo id altrimenti l'host non le accetterà.
  • Il campo QUESTION (sempre in grigio) contiene il nome di dominio richiesto e il tipo di record che devono essere inviati come risposta.

Una DNS query la possiamo immaginare nel modo seguente:

Pachets dns.JPG

Tale attacco può esser effettuato in varie modalità:

  • Simulazione delle risposte del DNS
  • Cache poisoning
  • Manomissione fisica del DNS

L'obiettivo dello spoofing è modificare la corrispondenza tra indirizzo ip e nome del sito contenuti nelle risposte.

Simulazione delle risposte del DNS (in una rete locale o da locale a remoto)[modifica | modifica wikitesto]

Questa tipologia d'attacco deve considerare l'ID della query. L'attaccante intercetta la richiesta di un client, memorizza l'ID contenuto all'interno del messaggio, e crea una falsa risposta con il giusto ID copiato precedentemente. Alla fine rispedisce il tutto al client che ha fatto la query. Affinché l'attacco riesca è necessario rispondere con l'ID atteso dal client prima del vero server. In questo modo il client crede che l'host attaccante sia il server. Questo perché il client accetta la prima risposta che gli viene inviata con id atteso (race condition). Infine è necessario anche intercettare le eventuali reverse query (quelle che traducono indirizzo ip a nome simbolico), perché se parte una nuova richiesta e non la s'intercetta, la vittima può accorgersi che al nome simbolico non corrisponde l'IP ricevuto dal falso DNS.

A questo punto il client invierà tutti i pacchetti destinati a quel nome simbolico all'attaccante, il quale può:

  1. svolgere la funzione di proxy e creare una connessione con il client e una con il server e rimandare ogni richiesta di servizio proveniente dal client al server e ogni risposta dal server al client
  2. non contattare il server reale e simulare i servizi offerti dal server.

Nel caso in cui non si possa intercettare una DNS query si può provare un attacco di tipo blind, ovvero un attacco alla cieca.

La simulazione delle risposte del DNS è facilmente individuabile. Infatti, utilizzando un server DNS diverso si può notare la differenza delle risposte. Inoltre l'IP dell'attaccante è presente nell'intestazione dei pacchetti IP che contengono i pacchetti UDP con le risposte DNS contraffatte.

Cache poisoning (in remoto)[modifica | modifica wikitesto]

Questa tipologia d'attacco consiste nel creare record DNS fasulli ed inserirli nella cache del name server. Un name server non può contenere tutte le corrispondenze ip/nome simbolico, pertanto utilizza una cache con parti di tali corrispondenze con TTL (Time to live, ovvero un periodo di vita dei dati nella cache). La tecnica del cache poisoning si basa sull'inserimento in cache di record falsi con un TTL molto grande. Ci sono vari modi per eseguire un cache poisoning e sono i seguenti:

  • Il DNS server si “avvelena” da solo

Un host fa una richiesta di un nome di dominio (ad esempio www.prova.org) al suo server DNS, se tale indirizzo non è in memoria, parte una query al DNS del dominio corrispondente. Se questo server è stato avvelenato risponderà con una mappatura sbagliata e di conseguenza si avvelenerà anche il primo server DNS (avvelenamento temporaneo poiché i dati nella cache hanno un time to live).

Autopoison.JPG
  • DNS Id spoofing

Il DNS server inserisce solo i record che provengono da risposte a query con ID atteso. I vecchi DNS Server usavano un unico ID che veniva incrementato per le richieste successive. L'attaccante, in questo caso doveva solo venire a conoscenza di questo ID per essere abbastanza sicuro che i suoi record avvelenati venissero inseriti. Un modo di procedere per l'attaccante è il seguente:

  • Crea una rete con un DNS Server “fasullo” di cui ha pieno controllo (denominiamolo ad esempio attaccante.net)
  • Chiede al server vittima la traduzione di www.attaccante.net
  • Il server vittima è costretto ad inviare una query al DNS fasullo della rete attaccante.net, e questa query contiene anche l'Id
  • L'attaccante chiede la traduzione di un record che vuole avvelenare e spera di poter inviare lui stesso la risposta con l'Id corretto prima del DNS autoritario (race condition).

Se il server cambia gli ID nelle DNS query quest'attacco non funziona più, ma l'attaccante può fare tutte le prove che riesce ad eseguire prima che arrivi la risposta dal DNS autorevole. I possibili diversi identificativi sono 65636 (2^16), ovvero l'attaccante deve indovinare un intero in questo range.

Se l'attacco riesce, a questo punto qualsiasi utente che usufruisce di quel determinato server DNS ed esegue query per siti attendibili riceve come risposte corrispondenze ip/nome simbolico sbagliate dovute all'avvelenamento della cache. Questa tipologia d'attacco non è facilmente intercettabile. Si può essere sotto attacco per un lungo periodo senza che ci si accorga facilmente d'esserlo, tuttavia è quasi impossibile trovare name server vulnerabili a quest'attacco ormai considerato obsoleto.

Manomissione fisica del DNS[modifica | modifica wikitesto]

Questa tipologia d'attacco è molto semplice, ma solo se si ha accesso a un name server e possibilità di modificare direttamente i record cambiando manualmente gli indirizzi ip di interesse per l'attaccante.

Contromisure[modifica | modifica wikitesto]

  • Per quanto riguarda la simulazione delle risposte del DNS la prima contromisura è sicuramente accorgersi di essere sotto attacco e ciò è possibile individuando eventuali risposte multiple (IDS).
  • Una seconda opzione è il DNSSEC ovvero Domain Name System Security Extensions, un protocollo che controlla e valida le richieste.
  • Per quanto riguarda il DNS Spoofing tramite ARP cache poisoning è possibile utilizzare una soluzione open source chiamata ArpON "ARP handler inspection". ArpON è un demone portabile che rende il protocollo ARP sicuro contro attacchi Man in The Middle (MITM) attraverso tecniche ARP Spoofing, ARP Cache Poisoning, ARP Poison Routing (APR).
  • Altra soluzione è utilizzare un server che genera il campo id dei pacchetti in maniera casuale e allo stesso modo sceglie un numero di porta di comunicazione.
  • In merito al poison cache, è ormai impossibile trovare server vulnerabili a questo tipo d'attacco considerato obsoleto.

Esempio di DNS spoofing[modifica | modifica wikitesto]

L'esempio utilizza la tecnica di simulazione del DNS su una rete locale con il programma ettercap, usando come configurazione quella d'esempio contenuta nel file etter.dns (per vedere tale configurazione basta aprire il file etter.dns del programma stesso). Per eseguire l'esempio è necessario un personal computer con sistema operativo linux ed ettercap installato.

Sia:

host1 = pippo con ip 192.168.1.9 l'attaccante

host2 = topolino con ip 192.168.1.5 la vittima

topolino vuole collegarsi al sito www.icann.org (utilizzeremo la configurazione di default d'ettercap) e pippo vuole eseguire una simulazione delle risposte del DNS su topolino; per far ciò esegue il seguente comando:

pippo: ettercap -T -M arp:remote /192.168.1.9/ /192.168.1.1/ -P dns_spoof[1]

Con questo comando[1] digitato da console, pippo (computer host 1) 192.168.1.9 si è finto gateway (192.168.1.1) e ha reindirizzato le richieste di topolino (host 2) 192.168.1.5 indirizzate a www.icann.org direttamente su www.example.com; ovviamente per far funzionare il tutto deve configurare il reindirizzamento nel seguente modo (cosa già fatta come esempio all'interno del file) pippo: nano /usr/share/ettercap/etter.dns

Etter.JPG

In questo modo vengono reindirizzate tutte le connessioni di icann su example.com. si vuole reindirizzare un generico sito su un altro indirizzo basta aprire il file etter.dns con nano o con qualsiasi altro editor di testo, ed analizzare la prima parte del file che si presenta nel seguente modo:

Structs.JPG

In questa prima parte del file spiega come devono essere strutturate le query, perciò se si vogliono reindirizzare più siti basta aggiungere al file più strutture identiche a quelle dell'esempio, dove al posto di icann inseriamo il sito che si vuole reindirizzare e al posto dell'indirizzo ip di example.com utilizziamo l'indirizzo ip di dove si vuol reindirizzare la query. Va ricordato che bisogna anche cambiare la reverse query (PTR).

Tools applicativi[modifica | modifica wikitesto]

Esistono vari tools applicativi per svolgere questa tipologia d'attacchi. Tra i più conosciuti vi sono:

  1. Ettercap
  2. Dsniff
  3. Zodiac

Ettercap

È uno sniffer evoluto, sviluppato da due programmatori italiani, che permette di sniffare tutto il traffico presente in rete anche in presenza di switch. Inoltre offre una serie di funzioni che lo rendono un software molto valido. Tra queste funzioni abbiamo:

  • SSH 1 e HTTPS password sniffing;
  • Password collection per una moltitudine di protocolli;
  • OS fingerprinting per il riconoscimento dei sistemi operativi sugli Host trovati in rete;
  • Possibilità di chiudere una connessione o inserire caratteri estranei;
  • Supporto di plugin vari che a loro volta presentano funzioni quali DNS spoofing, PPTP sniffing

Dsniff

È un pacchetto di tool un po' obsoleto ma tuttora interessante per le varie possibilità offerte per lo sniffing. Nel pacchetto sono inclusi: dsniff (uno sniffer di password), arpspoof (un tool per ARP poisoning), dnsspoof (un tool per il DNS spoofing), msgsnarf (tool che cattura e visualizza i messaggi tra clients IM), mailsnarf (tool dedito a violare la privacy altrui, infatti cattura e visualizza i messaggi email), tcpkill (tool che termina le connessioni tcp nella rete locale), tcpnice (applicazione che obbliga le altre connessioni a ridurre il consumo di banda, per favorire le proprie connessioni) ed infine webspy (software che cattura e visualizza in real time la navigazione web della vittima).

Zodiac

Zodiac è un programma che analizza il protocollo DNS. Permette di osservare il traffico su rete, analizzando il modo in cui sono assemblati e disassemblati i pacchetti. Il software offre, a chi non è esperto del settore strumenti per:

  1. vedere come funziona il protocollo DNS
  2. fare dello spoofing senza dover scrivere delle routine di modifica o filtri per pacchetti

Le sue caratteristiche sono le seguenti:

  • Possibilità di sniffare qualsiasi tipo di dispositivo configurato (Ethernet, PPP, ecc.)
  • Possibilità di catturare e decodificare quasi tutti i tipi di pacchetti DNS, inclusi i pacchetti decompressi
  • Interfaccia testuale con comandi interattivi e finestre multiple
  • La struttura threaded permette più flessibilità quando si aggiungono nuove funzionalità
  • Il codice è pulito, commentato e testato benissimo, ciò ne semplifica l'estensione
  • il sistema che filtra i pacchetti DNS permette l'installazione di pseudo filtri DNS selezionabili da una vasta gamma di primitive di costruzione di pacchetti DNS
  • Possibilità di visualizzare la versione del DNS name server utilizzando richieste di tipo BIND
  • DNS spoofing, rispondendo alle query DNS su rete LAN prima del Name Server remoto (race condition)
  • DNS spoofing con jizz, sfruttando le debolezze in vecchie versioni di BIND.
  • DNS ID spoofing, sfruttando le debolezze del protocollo DNS.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ArpON
  2. http://www.diritto.it/pdf/26961.pdf
  3. https://web.archive.org/web/20041220082654/http://www.dia.unisa.it/~ads/corso-security/www/CORSO-0102/Spoofing_Slide.pdf
  4. http://www.ippari.unict.it/wikippari/storage/users/15/15/images/97/Attacchi%20MITM.pdf[collegamento interrotto]
  5. (EN) http://www.securesphere.net/download/papers/dnsspoof.htm
  6. (EN) https://web.archive.org/web/20100527055725/http://www.menandmice.com/knowledgehub/dnssecurity/dnsspoofing/default.aspx
  7. http://www.cs.unibo.it/~margara/page2/page6/page25/assets/Gruppo9.pdf
  8. http://sicurezza.html.it/articoli/leggi/2741/dns-cache-poisoning/
  9. http://www.monkey.org/~dugsong/dsniff/
  10. http://ettercap.sourceforge.net/
  11. (EN) http://www.darknet.org.uk/2008/07/zodiac-dns-protocol-monitoring-and-spoofing-tool/
  12. http://www.ucci.it/docs/ICTSecurity-2004-19.pdf